Oscar 2026: gli snobbati e le sorprese delle nomination | Rolling Stone Italia
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Oscar 2026: gli snobbati e le sorprese delle nomination

Fuori Ariana Grande, Jesse Plemons, Paul Mescal, Chase Infiniti e 'No Other Choice', dentro Elle Fanning, Kate Hudson, Delroy Lindo e 'F1 – Il film'. Record per 'I peccatori' e nulla di fatto per 'Wicked – Parte 2'

Oscar 2026: gli snobbati e le sorprese delle nomination

Ariana Grande in ' Wicked – Parte 2'

Foto: Giles Keyte/Universal Pictures

Sono state annunciate le candidature ai 98esimi Academy Awards (qui l’elenco completo). E, come sempre rispetto ai pronostici, c’è chi è dentro e chi no. Tra (molti, forse mai così tanti) “trombati” di lusso come Ariana Grande data per certissima dai pronostici (tagliata fuori insieme a Wicked – Parte 2), Jesse Plemons per Bugonia, Paul Mescal per Hamnet – Nel nome del figlio e Chase Infiniti per Una battaglia dopo l’altra, c’è anche qualche presenza inaspettata…

SNOBBATA:

Ariana Grande (Wicked – Parte 2)

Ariana grande wicked

Ariana Grande in ‘Wicked – Parte 2’. Foto: Universal Pictures

Fin dalle primissime proiezioni per la stampa, la voce era unanime: Ariana Grande vincerà l’Oscar come best supporting. Sarebbe stata una perfetta parabola hollywoodiana: la popstar-turned-attrice che conquista la Serie A del cinema. E invece, non è arrivata neanche la candidatura. Tra gli “snubs” inattesi di questa giornata, questo è di sicuro il più scioccante. Ma Wicked – Parte 2 in generale è stato boicottato dall’Academy. Vedi più avanti…

SORPRESA:

Record per I peccatori

Michael B. Jordan e Ryan Coogler sul set dei ‘Peccatori’. Foto: Warner Bros.

16 nomination, tra cui tutte quelle che “pesano” e pure molte “tecniche”. Il record di sempre per le candidature agli Oscar registrato dei Peccatori è una sorpresa proprio perché non era quel tipo di film: il frontrunner annunciato o il titolo “da cartellone” che si vede arrivare. Era un progetto rischioso, un action-horror in costume, una storia di etnia, identità e musica, dal blues all’hip hop. Con cui Ryan Googler e Michael B. Jordan però hanno colpito nel segno: l’Academy ha deciso di premiare l’ambizione, il coraggio, perfino l’irregolarità. Chapeau.

SNOBBATO:

Wicked – Parte 2

Ariana Grande (Glinda) e Cynthia Erivo (Elphaba) in ‘Wicked – Parte 2’. Foto: Giles Keyte/Universal Pictures

Da 2 Oscar (scenografia e costumi) su 10 candidature totali per il primo capitolo (comprese miglior film, attrice protagonista e attrice non protagonista) a… nessuna. Non “Ari”, come dicevamo, né una delle canzoni originali scritte per l’occasione dall’autore del musical Stephen Schwartz. Wicked – Parte 2 ha lasciato più freddi critica e pubblico, ma non credevamo sarebbe stato ignorato a tal punto dall’Academy, che ha sempre amato questi spettacoloni old-fashioned. Cosa vi hanno fatto Elphaba e Glinda?

SORPRESA:

Delroy Lindo (I peccatori)

Delroy Lindo nei ‘Peccatori’. Foto: Warner Bros.

Tra le 16 mirabolanti nomination dei Peccatori c’è pure quella a Delroy Lindo come supporting, al suo primo riconoscimento da parte dell’Academy (e questo dice tutto, vedi Da 5 Bloods – Come fratelli). Perché Lindo non è l’attore “da Oscar” nel senso più prevedibile del termine, e perché Hollywood con lui è sempre arrivata tardi. Una carriera enorme, spesso laterale, finalmente messa al centro grazie al ruolo di Delta Slim, un musicista del Mississippi nel 1932, e a un grande monologo. La vera sorpresa è che l’Academy se ne sia accorta adesso, ma meglio tardi che mai.

SNOBBATA:

Chase Infiniti (Una battaglia dopo l'altra)

Chase Infiniti (Willa) in ‘Una battaglia dopo l’altra’. Foto: Warner Bros.

«È il cuore e l’anima del film», parola di Leo DiCaprio. Peccato che tra le 13 nomination raccolte da Una battaglia dopo l’altra non ci sia quella per Chase Infiniti. Da quando entra in scena la sua Willa Ferguson è insieme il motore dell’azione di ogni personaggio e il bersaglio dell’action man alt-right interpretato da Sean Penn; è la promessa di un futuro (il suo) e l’accusa di un passato (quello degli altri). Assurdo snobbarla così, magari a favore di volti già “rodati” come Kate Hudson (ci arriviamo fra poco). Senza contare i video promozionali sui social in cui metteva in riga tutti, da DiCaprio e del Toro. Academy, non benissimo.

SORPRESA:

Elle Fanning (Sentimental Value)

Stellan Skarsgård ed Elle Fanning in ‘Sentimental Value’. Foto: Lucky Red/Teodora

La categoria miglior attrice non protagonista era affollata. Tolta Ariana Grande, restavano parecchi nomi in gara: da Regina Hall per Una battaglia dopo l’altra (l’ha spuntata Teyana Taylor, che dopo il Globe è diventata la frontrunner “ufficiale”) a una delle supporting di Marty Supreme (la notevole emergente Odessa A’zion o la ritrovata Gwyneth Paltrow, che l’Academy avrebbe potuto preferire in quanto ex vincitrice). Ce l’ha fatta Elle Fanning per il nominatissimo (anche tra le interpretazioni: Reinsve, Skarsgård, Lilleaas) Sentimental Value. Una prima nom che non era certa, ma che Elle si merita tutta.

SNOBBATO:

Jesse Plemons (Bugonia)

Bugonia

Jesse Plemons (Teddy) in ‘Bugonia. Foto: Focus Features

Era stato nominato agli Oscar per la prima volta quattro anni fa per Il potere del cane di Jane Campion. Ok eh, ma niente a che vedere con l’interpretazione CLAMOROSA che Jesse Plemons regala in Bugonia di Yorgos Lanthimos. Quella di un uomo qualunque, esaltato, insieme mite e spietato, che ha trasformato la paranoia in religione, con un tocco di dolcezza da psicopatico di campagna. Ecco, siamo felici per Wagner Moura (che se lo stra-merita), ma un posticino per Jesse (in parallelo alla candidatura di Emma Stone) andava trovato.

SORPRESA:

Kate Hudson (Song Sung Blue – Una melodia d’amore)

Kate Hudson in Song Sung Blue. Foto: Focus Features

Fuori dai giochi (come poi è stato confermato) Cynthia Erivo, mancava un posto tra le best actress. E le strade per l’Academy erano due: o accogliere la newcomer Chase Infiniti di Una battaglia dopo l’altra, o recuperare un’attrice già candidata (per Quasi famosi – Almost Famous) che torna in campo dopo un po’ di passi falsi. E volendo, c’erano pure Jennifer Lawrence (per Die My Love) e Amanda Seyfried (Il testamento di Ann Lee). Come spesso accade, ha vinto la via conservativa (e in odor di “rinascita”): ed ecco dunque Kate Hudson nominata per Song Sung Blue – Una melodia d’amore. Candidatura giusta, ma noi avremmo preferito la novità.

SNOBBATI:

Dwayne Johnson e Emily Blunt (The Smashing Machine)

Emily Blunt e Dwayne Johnson in ‘The Smashing Machine’. Foto: A24

Abbiamo perso il conto di quante volte abbiamo letto (ma pure scritto) che con The Smashing Machine The Rock puntava all’Oscar. Invece niente da fare, né per Dwayne Johnson nei panni di Mark Kerr, pioniere e leggenda dell’UFC, né per Emily Blunt in quelli della sua compagna e controforza feroce Dawn. Sono quelli tra loro i veri scontri della storia, altro che pugni. Eppure il primo film solo di Benny Safdie è stato snobbato in toto, tranne che per la categoria makeup e hairstyling, e cioè per l’altra cosa di cui si è parlato di più: i riccioli finti di Johnson.

SORPRESA:

F1 – Il film

Brad Pitt e Damson Idris in ‘F1’. Foto: Warner Bros.

Montaggio, sonoro, effetti visivi. E poi, sbam: miglior film. Che per un blockbuster vecchia scuola alimentato dallo star power di Brad Pitt è tanta roba. F1 però non si limita a ripetere i punti forti del genere, ma ha il sapore di un ritorno al passato con la combinazione perfetta di potenza e pilota giustissimo. E per questo si è guadagnato addirittura un posto tra Una battaglia dopo l’altra, I peccatori e Marty Supreme. Non vincerà, ma intanto c’è.

SNOBBATO:

Paul Mescal (Hamnet – Nel nome del figlio)

Paul Mescal in ‘Hamnet – Nel nome del figlio’. Foto: Universal Pictures

Un po’ come per Ariana, tra i supporting maschi la corsa di Paul Mescal sembrava vinta in partenza. Poi è arrivata la (prodigiosa) doppietta di Una battaglia dopo l’altra, giustamente riconosciuta. E la “Creatura” di Elordi. Ma fino alla fine, il posto per l’attore inglese sembrava assicurato. La sensibilità tagliente, il carisma malinconico e la presenza fisica con cui interpreta un tormentatissimo ed egocentrico Shakespeare per noi avrebbero meritato l’annunciata nomination (forse anche – lo diciamo – più di Jessie Buckley) Evidentemente per l’Academy no. Paul recupererà.

SNOBBATO:

No Other Choice – Non c’è altra scelta di Park Chan-wook

No other choice - Non c'è altra scelta di Park Chan-wook con Lee Byung Hun | Trailer ITA HD

Sentimental Value acchiappatutto e successone anche per L’agente segreto. Giustissima la nomination a Jafar Panahi per Un semplice incidente, ma dov’è Park Chan-wook? Il pioniere della Korean Wave, Maestro indiscusso del grande schermo, ha fatto un grandissimo film, No Other Choice – Non c’è altra scelta. Poche volte il cinema ha saputo trasformare in modo così lucido, spietato e irresistibile la crisi occupazionale in tragedia greca e la disperazione quotidiana in commedia nera. E l’Academy non se n’è manco accorta. Vergogna.

SNOBBATA:

Miley Cyrus per Avatar – Fuoco e cenere

Miley Cyrus - Dream As One (from Avatar: Fire and Ash - Official Video)

A parte le candidature per gli effetti visivi e i costumi (?), il terzo Avatar non trova la gloria dei precedenti, in questi 98esimi Oscar. E non ce la fa nemmeno Dream As One, la original song scritta da Miley Cyrus con Mark Ronson che fa da tema al film. Sicuramente non è My Heart Will Go On, ma almeno è più nota di Sweet Dreams of Joy da Viva Verdi (qualunque cosa sia). E, in ogni caso, una prima nom a Miley l’avremmo gradita assai.