flop: Ma ’ndo vai se l’abat-jour non ce l’hai
View this post on InstagramPremessa: le amiamo e dalle regine di Oz Cynthia Erivo e Ariana Grande ci aspettavano un look teatrale, ma così non è un filo too much? Pur rispettando il mood pink & dark dei loro personaggi, le novelle Elphaba e Glinda paiono più due abat-jour, una per la sala da tè, e l’altra per l’ufficio. Ma la “modalità lampada” deve aver contagiato anche Zoe Saldaña, in versione bordeaux per il salotto della zia, con tanto di catenella per accendere e spegnere. Per fortuna ci sono Timothée Chalamet in completo giallo burro monocromatico (un riferimento a Big Yellow Taxi?) e queen Demi Moore in total sparkles (pardon): doveva essere la sua notte, non è andata, ma – a 62 anni – rimane la più figa di tutte.
Premessa: le amiamo e dalle regine di Oz Cynthia Erivo e Ariana Grande ci aspettavano un look teatrale, ma così non è un filo too much? Pur rispettando il mood pink & dark dei loro personaggi, le novelle Elphaba e Glinda paiono più due abat-jour, una per la sala da tè, e l’altra per l’ufficio. Ma la “modalità lampada” deve aver contagiato anche Zoe Saldaña, in versione bordeaux per il salotto della zia, con tanto di catenella per accendere e spegnere. Per fortuna ci sono Timothée Chalamet in completo giallo burro monocromatico (un riferimento a Big Yellow Taxi?) e queen Demi Moore in total sparkles (pardon): doveva essere la sua notte, non è andata, ma – a 62 anni – rimane la più figa di tutte.
top: Glinda ed Elphaba
View this post on InstagramDopo l’omaggio a L.A. devastata dagli incendi, è il momento dei Broadway Kids con un medley da Il mago di Oz, The Wiz e Wicked. Ariana Grande sale sul palco di rosso vestita (le scarpette rosse!) per una magnifica interpretazione di Somewhere Over the Rainbow. Vai con la prima lacrimuccia. Poi è toccato a Cynthia Erivo con un’inaspettata performance sulle note di Home. Seconda lacrimuccia. Poi Glinda ed Elphaba hanno unito le voci per il pezzo forte del loro film, Defying Gravity, con Ariana che si è fatta da parte per lasciare che Cynthia cantasse a squarciagola il cavallo di battaglia del suo personaggio. E qui non si tiene più nessuno, manco Michelle Yeoh, Dolby Theatre in piedi e pure noi sul divano. Una delle migliori aperture di cerimonia da vent’anni a questa parte.
flop: I discorsi di presentazione dei candidati ai migliori costumi

Tirare fuori reali emozioni in mondovisione agli Oscar non è facile per chi riceve il Premio, figurarsi per chi lo presenta. Ecco, se poi lo zampino ce lo mettono anche gli autori e obbligano un membro del cast a caso a presentare il proprio costumista, non può andare a finir bene. Una vittoria annunciata (Wicked) diventa così una sofferenza smielata. Ma perché? E dov’è la faccia di John Lithgow che ci era stata promessa? Ah no, era sul palco pure lui. Per fortuna che alla fine arriva Ben Stiller con una scenetta esilarante per introdurre l’Oscar alla miglior scenografia. Ecco, imparate dai pro.
top: Conan O’Brien, The Substance e i tweet di Karla Sofía
“Karla if you tweet about the #Oscars tonight, my name is Jimmy Kimmel”
– Conan O’Brien pic.twitter.com/EqDes6sRRj
— Film Updates (@FilmUpdates) March 3, 2025
Conan O’Brien esce dalla schiena di Demi Moore à la The Substance, solo che perde la scarpa e torna dentro per recuperarla. È la prima volta che conduce gli Oscar e parte benissimo, poi si perde, si prende un po’ troppo tempo tra monologo e canzoncina sul non perdere tempo (sarebbe bastato uno dei due). Però blasta fortissimo Netflix (“Trionfa con un’impressionante serie di 18 aumenti di prezzo, e dicono che potrebbero fare ancora meglio l’anno prossimo”) e Amazon (con “Jeff Bezos” che consegna pacchi sul red carpet). Poi le gag con John Lithgow (“Se il discorso di accettazione è troppo lungo, inquadreremo la faccia delusa di John Lithgow”) e con Adam Sandler vestito “come uno che deve giocare a videopoker alle due di mattina”. E infine la chicca: “In Anora c’è una parolaccia che viene detta 479 volte, 3 volte in più di quanto non l’abbia pronunciata l’agente di Karla Sofía Gascón” per chiudere con “Karla, se vuoi fare dei tweet sugli Oscar, ricordati che io mi chiamo Jimmy Kimmel”. Ah, c’è anche: “Siamo a metà spettacolo, il momento in cui Kendrick Lamar dà del pedofilo a Drake pedofilo”. Sbam.















