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Le 10 migliori performance di Ryan Gosling

Per l’übertalentuoso divo si parla già di nomination ai prossimi Oscar. Merito del suo Ken nel film di cui tutti parlano: ‘Barbie’. Ma come si posiziona questo ruolo nella sua filmografia? Ecco il suo ‘best of’

Foto: Richard Foreman/Bold Films/OddLot Entertainment; New Line Cinema/Everett Collection; Jaap Buitendijk/Warner Bros.; ThinkFilm/Everett Collection

L’unica vera macchia nel curriculum di Ryan Gosling, altrimenti impressionante, è che, come Tom Cruise, non aveva mai lavorato con una regista donna. La situazione è cambiata con il suo ruolo nel campione d’incassi Barbie, il cavallo di Troia della regista Greta Gerwig, un film sulla mascolinità tossica e sugli effetti corrosivi del patriarcato. Il 42enne attore canadese sta raccogliendo consensi per il suo Ken ballerino, canterino e spavaldo, l’umile “fidanzato” di Barbie (Margot Robbie) che si trasforma da un giorno all’altro da un himbo friendzonato che conosce solo la parola “beach” a un incel arrabbiato deciso a governare Barbieland.

Gosling, con i suoi capelli biondo platino, i suoi addominali scolpiti e il suo stile ridicolo, è l’accessorio definitivo della protagonista, e la sua interpretazione esilarante non solo lo sta proiettando verso una nomination ai prossimi Oscar, ma ha anche spinto tanti a chiedersi se si tratti della sua “migliore interpretazione di sempre”. Questo ha fatto pensare anche a noi: quali sono le 10 migliori performance di Ryan Gosling?

Senza ulteriori indugi, eccole.

10

Crazy, Stupid, Love

Glenn Ficarra, John Requa

2011

La prima volta che Gosling ha mostrato i suoi muscoli in modalità comica – solo poche settimane prima di farlo nella vita reale, quando ha sedato una rissa per le strade di New York – è stato in questa commedia corale di Glenn Ficarra e John Requa. Gosling è talmente esilarante nei panni di Jacob Palmer – un mago del rimorchio che va ogni sera nello stesso locale con un abito su misura per sedurre donne sole e che assume Cal (Steve Carell), un patetico padre di famiglia che soffre di crisi di mezza età e ha appena scoperto che sua moglie (Julianne Moore) lo tradisce, per un progetto di restyling – che ci dispiace ogni volta che non è in scena. Se le sue scene con Emma Stone sono carine, compresa una ricreazione “ubriaca” del ballo di Dirty Dancing, la sua comicità a quattro mani con Carell è di altissimo livello. Lo sguardo che rivolge a Cal/Carell quando questi svela il suo portafoglio in velcro è giustamente diventato un meme. Per coloro che non avevano mai visto le sue prove da teenager in Breaker High o Young Hercules, questa è stata la prima grande commedia di Gosling. Che ha fatto centro.

9

Le pagine della nostra vita

Nick Cassavetes

2004

Penso ancora a come Gosling abbia quasi recitato con la sua collega del Mickey Mouse Club, Britney Spears, nelle Pagine della nostra vita. E anche a come Gosling e la sua futura co-protagonista, Rachel McAdams, si siano odiati così tanto durante le riprese di quel film da litigare furiosamente, prima di trasformare tutto ciò nell’inizio di un romance e cominciare a frequentarsi durante il tour promozionala. Quella rabbia è presente sullo schermo nel suo Noah Calhoun, un ragazzo working class nella Carolina del Sud del 1940 che s’innamora dell’ereditiera arrogante Allie (McAdams), con grande scorno dei genitori di lei. Le scene che descrivono l’incontro tra Gosling e McAdams hanno un fascino d’altri tempi, e Gosling è molto abile nel trasmettere un desiderio tormentatissimo. Ma la scena sotto la pioggia – “Ti ho scritto ogni giorno per un anno… non era finita… non è ancora finita” – è quella che resterà per sempre.

8

La La Land

Damien Chazelle

2016

Chiunque abbia familiarità con le sue apparizioni nei late night show (o con YouTube) sa che Gosling si è formato come ballerino, prima in un corpo di ballo locale, poi nella danza classica, e infine al Mickey Mouse Club, al fianco di nomi che potreste aver sentito nominare: Justin Timberlake, Britney Spears e Christina Aguilera. Ma non l’abbiamo mai visto “sfruttare” davvero i suoi anni di formazione fino a La La Land, il musical di Damien Chazelle su due aspiranti artisti di LA. Certo, ci sono alcuni momenti non riuscitissimi (Gosling che parla di jazz a Emma Stone in un club; l’unico personaggio nero, interpretato da John Legend, che imbastardisce il jazz), ma qui fa tutto: canta, balla al chiaro di luna, e lancia alla sua innamorata quello sguardo da cucciolo abbandonato. La sua voce non è così bella come quella di Stone, e nemmeno la sua performance: ma è comunque un piacere.

7

Blue Valentine

Derek Cianfrance

2010

Narra la leggenda che Gosling e la sua co-protagonista Michelle Williams si siano impegnati a dismisura per Blue Valentine, arrivando persino ad affittare una casa e a vivere insieme, simulando discussioni e litigi, per entrare nei panni di questa giovane coppia che si innamora per poi perdersi in un mare di risentimento e insicurezza solo cinque anni dopo. Sebbene le sequenze di “disamore” siano a tratti un po’ deboli e il taglio rasato di Gosling sia involontariamente divertente e sorprendentemente triste, quelle iniziali di Gosling che, per le strade di New York, fa di tutto per conquistare Williams (quasi interamente improvvisate dai due attori), compresa una serenata all’ukulele, sono i suoi momenti migliori.

6

Lars e una ragazza tutta sua

Craig Gillespie

2007

Riecco quella ferita che Gosling infonde in molti (o tutti) i suoi personaggi. Ho già detto che è simile a un cucciolo di cane, ma quello sguardo pieno d’amore, insieme a uno dei suoi occhi leggermente più chiuso dell’altro, ha il potere di trafiggerti. Nei panni di Lars Lindstrom, un’anima in mille pezzi la cui madre è morta durante il parto, lasciandolo con un grande senso di colpa e distacco; il cui padre è morto da poco; e che vive nel garage riconvertito a monolocale della sua famiglia, Gosling ci ha regalato il suo personaggio più eccentrico: un giovane uomo distrutto che simula una relazione con Bianca, bambola gonfiabile che ha ordinato on line, perché ha troppa paura di creare legami reali e importanti. È un’interpretazione notevole e insieme discreta, quella di Gosling, che, a prescindere dalla “stranezza” del ruolo, ti fa fare sempre il tifo per Lars. E sembra che Gosling abbia capito perfettamente il compito assegnato: “Ryan si è presentato in sovrappeso di 20-30 chili, con i baffi, una settimana e mezza prima dell’inizio delle riprese”, ha dichiarato il regista Craig Gillespie a Entertainment Weekly. “Non me l’aspettavo. Non ne avevamo parlato, ma l’ho apprezzato e ho capito perché lo stava facendo”.

5

The Nice Guys

Shane Black

2016

Come nel caso di Crazy, Stupid, Love con Steve Carell o del tour promozionale con Harrison Ford per Blade Runner 2049, Gosling si accoppia bene con un attore più maturo e più esperto. Ne vengono fuori delle commedie intergenerazionali, con tutta l’ammirazione e la differenza tra i due che ne conseguono. L’altro titolo fondamentale, in questo “sottogenere”, è The Nice Guys, action comedy di Shane Black ambientata negli anni Settanta che vede Gosling in piena modalità screwball nei panni di Holland March, un investigatore privato incompetente sulle tracce di una pornostar scomparsa che si ritrova nel bel mezzo di una cospirazione. L’accostamento tra l’imbranato Gosling e il duro e massiccio Russell Crowe è oro per la commedia, e mai come nella scena in cui Crowe lo affronta mentre legge un giornale sul water. Gosling è nato per la commedia, e dovrebbe farne molte di più.

4

Drive

Nicolas Winding Refn

2011

Se Gosling ha puntato su The Gray Man di Netflix come suo franchise d’azione, noi avremmo voluto vedere una trilogia su The Driver, l’innominato stuntman/carrozziere di Hollywood con l’ossessione della velocità (e dell’ultraviolenza). Gosling e il regista Nicolas Winding Refn volevano realizzare, secondo le parole della star, “un film violento alla John Hughes”, e ci sono riusciti con questo neo-noir elegante e pulsante. Questa è di gran lunga l’interpretazione più sexy di Gosling sullo schermo, con l’attore che sfrutta appieno il suo potere fatto di seriosità, sorriso che ti stende e guardaroba da urlo (quel bomber di raso, quei guanti di pelle…). È così affascinante e facile da interpretare (per lui). È così affascinante e piacevole da vedere (per noi), persino quando sta spaccando la faccia a qualcuno, che quasi ci si dimentica che l’inglesissima Carey Mulligan sta interpretando una cameriera di Denny’s a LA con un fidanzato ex detenuto. È la sua performance alla Steve McQueen, ed è favolosa.

3

Barbie

Greta Gerwig

2023

C’è voluta la prima collaborazione con una regista donna (e per di più brillante come Greta Gerwig) perché Gosling riuscisse a tirare fuori la sua “Kenergy”, ovvero a evocare i tratti più tossicamente machisti sepolti dentro di lui per ridicolizzarli. Barbie è la commedia più impegnata che potrete vedere quest’anno (o in qualsiasi altro anno), perché Gosling dà vita a questo esemplare di buffone maschio in modo travolgente e divertentissimo. Canta, balla e, anche se veste la parte di un troglodita himbo con una predilezione per le pellicce, le fasce in testa e la sottomissione delle donne, in un modo o nell’altro non riesce mai a risultare antipatico. Perché si vede che si sta divertendo tantissimo, nei panni di Ken. Probabilmente per questo film vincerà il suo primo Oscar, e sarà meritatissimo. Più Ken, please.

2

The Believer

Henry Bean

2001

Avevo già visto Gosling in alcuni titoli – Breaker High e Young Hercules, quell’episodio di Hai paura del buio?, e Il sapore della vittoria, in cui veste i panni di un cornerback razzista che non riesce a gestire la marcatura a uomo – ma è stato solo vedendolo in The Believer che ho capito che era un talento eccezionale. In quel film interpreta Danny Balint, un ebreo di New York il cui rifiuto delle scritture e l’odio per sé stesso lo hanno trasformato in un violento neonazista. Insieme a una gang di skinhead-fascisti, sta progettando di piazzare una bomba in una sinagoga per realizzare il suo piano di uccidere gli ebrei. Interpretare un neonazista è stato per un certo periodo uno strano rito di passaggio per giovani attori senza paura, da Gary Oldman e Russell Crowe a Edward Norton e Stephen Graham, ma il ruolo di Gosling è il più ricco di sfumature, pieno di conflitti interiori e indiscutibile carisma. La scena in cui viene intervistato da un giornalista del New York Times in una tavola calda, vomitando ora bile antisemita e minacciando di uccidersi se viene smascherato l’attimo dopo, è una delle più belle mai recitate nella carriera di Gosling. È nata una stella.

1

Half Nelson

Ryan Fleck

2006

Se Le pagine della nostra vita lo ha reso una star, è stata la sua interpretazione in Half Nelson del 2006 a consolidare lo status di Gosling come attore forse più talentuoso della sua generazione. Gosling è Dan Dunne, un giovane insegnante di storia in una scuola media di Brooklyn che insegna a una classe di studenti perlopiù neri. Invece di attenersi al programma scolastico, preferisce insegnare attraverso la dialettica, incoraggiando i suoi alunni a esprimere le proprie opinioni. Pur essendo un insegnante molto amato, nonché l’allenatore della squadra di pallacanestro femminile, è anche affetto da una dipendenza da crack che sta iniziando a compromettere il suo lavoro. Quando una delle sue studentesse, la tredicenne Drey (Shareeka Epps), lo sorprende a “farsi” in un bagno dopo una partita, lo sguardo di terrore che le rivolge è inquietante, ma presto tra i due si instaura un’improbabile amicizia. È una di quelle tipiche performance da divo in ascesa, come Robert De Niro in Mean Streets o Denzel Washington in Grido di libertà, che annuncia a gran voce l’arrivo di un attore destinato alla grandezza. Ed è anche un altro esempio di quanto Gosling possa essere un partner generoso sullo schermo. Non ha problemi ad affidarsi alle donne, che si tratti di Michelle Williams in Blue Valentine, di Emma Stone in La La Land o di Margot Robbie in Barbie, e qui lascia moltissimo spazio all’esordiente Epps. La scena del film che dimostra la complessità del lavoro di Gosling è quella in cui cerca di tenere testa a Frank (Anthony Mackie), uno spacciatore locale che ha preso Drey sotto la sua ala. È un’interpretazione così straordinariamente fedele alla realtà da lasciare a bocca aperta.

Da Rolling Stone US

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