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I migliori e i peggiori live action Disney

Dalle eccezionali cattive Maleficent/Angelina Jolie, Crudelia/Emma Stone e Lady Tremaine/Cate Blanchett ai remake scena-per-scena della ‘Bella e la bestia’ e ‘Il re leone’. Fino all’ultima ‘Sirenetta’. Best e worst dalla House of Mouse

Artwork: Stefania Magli. Foto: Walt Disney Studios

Meglio: Maleficent
Robert Stromberg2014

In principio fu Malefica. La nuova ondata di live action Disney si apre idealmente con il turn dedicato alla cattivissima della Bella addormentata, cui dà il volto (e le evil-faccette) un’Angelina Jolie mai stata così in parte. Certo, c’è l’idea un po’ forzata che anche i villain piangono (tema che ritroveremo in parecchi titoli successivi) e l’altrettanto forzata “sorellanza” tra fate e streghe. Ma la protagonista ha un carisma indiscutibile, Elle Fanning è un’Aurora perfetta e il côté apertamente kitsch diverte. Un sequel, sottotitolo Signora del male, cinque anni più tardi: quello sì, invece, decisamente inutile.

Peggio: Alice in Wonderland
Tim Burton2010

Alice nel paese delle meraviglie + Tim Burton: sulla carta, quello che si dice un match made in heaven. E invece, duole ammetterlo, non funziona pressoché niente. Dalla protagonista Mia Wasikowska, sempre brava ma troppo adulta per la parte, ai birignao del Cappellaio Matto Johnny Depp e delle regine Helena Bonham Carter e Anne Hathaway. Fino a un confezione extralusso ma pacchianissima, e soprattutto indecisa tra i toni che devono assecondare il pubblico “largo” fatto di piccolissimi (e così è stato al box office) sia la darkness tipica dell’autore, che però qui risulta confusa, se non assente. Peccato.

Meglio: Cenerentola
Kenneth Branagh2015

Altro giro, altra supercattiva. Perché, diciamolo: anche qui la vera protagonista della storia non è quella che la fiaba classica ci ha consegnato (in questo caso, la Cenerella della pur efficace Lily James), ma la sua nemesi. Vale a dire una Cate Blanchett in versione noir lady anni ’40, tra Joan Crawford e Bette Davis. Sì, ci sono anche i topolini, la scarpetta di cristallo, il principe azzurro (Richard Madden: uno dei pochi che funzionano, in quest’ondata di riadattamenti che mettono i maschi all’angolo). Ma è la Lady Tremaine di Sua Maestà Cate a rubare la scena. E Kenneth Branagh, in libera uscita disneyana, lo sa.

Peggio: Aladdin
Guy Ritchie2019

Un’altra firma che non passa la prova del live action Disney è Guy Ritchie, chiamato a dirigere la versione in carne ed ossa di uno dei titoli più divertenti della fase “nuovi classici”. Ma quello che vorrebbe essere un pastiche è solo un pasticcio, con un Genio che neanche lontanamente sa eguagliare il “doppiatore” originale Robin Williams (scusaci, Will Smith), protagonisti senza carisma (difatti mai più visti da nessuna parte) e la solita svolta femminista (Jasmine che sogna di diventare sultana) appiccicata alla bell’e meglio. Nessun desiderio della lampada è stato esaudito.

Meglio: Dumbo
Tim Burton2019

Provaci ancora, Tim. Alla seconda incursione nei classici Disney, Burton fa centro. Con un film che, ingiustamente, è stato massacrato dalla maggior parte della critica e pressoché ignorato dal pubblico. “Ripulito” degli elementi più controversi della versione originale (su tutti, i corvi che, secondo il tribunale del politicamente corretto di oggi, offendono gli afroamericani) e porta il suo mondo in quello dell’elefantino volante. O viceversa. Il circo, la “mostruosità” presunta, l’orrore sempre misto alla tenerezza, e un cast perfetto feat. le ottime spalle Eva Green, Michael Keaton e Danny DeVito. Incompreso.

Peggio: La bella e la bestia
Bill Condon2017

Ha senso rifare un film scena per scena? Sì, se l’operazione cinefila porta come risultato lo Psycho di Gus Van Sant. No, se, come nel caso della Bella e la bestia, è una pedissequa fotocopia che non aggiunge niente. Vedere Emma Watson copiare Belle inquadratura per inquadratura (solo con un’aggiunta extra di empowerment femminista: ma dai) può piacere giusto ai bambini di oggi, che forse non hanno mai visto – o non conoscono a memoria come la generazione precedente – il cartoon di partenza. Il successo di botteghino è stato comunque clamoroso, quindi c’hanno ragione loro.

Meglio: Crudelia
Craig Gillespie2021

L’abbiamo già detto che ai live action piacciono i cattivi? A riconfermarlo, ecco la origin story di Crudelia De Mon, alias una come sempre prodigiosa Emma Stone. Anche qui c’è il tentativo di edulcorare una delle più stronze del panorama Disney, ma il regista Craig Gillespie (quello del bellissimo Tonya) ci mette il graffio punk che serve. Lo stesso della Londra che fa da sfondo al tutto, tra costumi (strepitosi) alla Vivienne Westwood e colonna sonora che va dai Clash a Florence + The Machine. Ah, c’è anche una Emma Thompson scatenata: what else?

Peggio: Il re leone
Jon Favreau2019

La domanda sorge spontanea: cosa vuol dire live action? Un film “con gli attori veri”, giusto? E invece il nuovo Re leone, tra i titoli più amati mai partoriti dalla House of Mouse, è pura animazione digitale, ma passata comunque sotto la dicitura live action, appunto. Anche qui abbiamo un remake frame-by-frame del classico alla base, con un cast di super voci (Simba, nella versione originale, è Donald Glover), un album spin-off di Beyoncé e un incasso stratosferico. Ma ci frega qualcosa? Anche a questa domanda sapete già cosa rispondere.

Meglio: La sirenetta
Rob Marshall2023

Ammettiamolo: abbiamo messo la nuova Sirenetta tra i “best” solo per esclusione e sfinimento (o forse perché è quello che ricordiamo meglio, essendo appena uscito). Anche qui l’effetto fotocopia in stile La bella e la bestia è dietro l’angolo, ma almeno questo live action ha fatto un po’ discutere: dalla black mermaid di Halle Bailey (perfetta per la parte) al Flounder smagrito (bruttarello, ma dobbiamo davvero indignarci?). E dalla Ursula di Melissa McCarthy ai vari doppiaggi local (vedi il nostro Mahmood as il granchio Sebastian), le scelte sono giustissime. Certo, ormai ci basta davvero poco.

Peggio: Pinocchio
Robert Zemeckis2022

Rincresce assai mettere quel genio di Robert Zemeckis sotto un qualsivoglia “peggio”. Ma dopo film d’animazione avveniristici (da Polar Express alla Leggenda di Beowulf) e opere che hanno saputo mettere insieme in modo altrettanto avanguardista mondo dei cartoon e cinema “reale” (quel capolavoro assoluto che è Chi ha incastrato Roger Rabbit?), una versione così spenta e buonista della fiaba di Collodi non è accettabile. Nemmeno il Geppetto di Tom Hanks riesce a tener su baracca e burattini (pardon). Uscito direttamente su Disney+: ci sarà un motivo.

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