Chiunque ami il cinema e abbia una certa età, e probabilmente appartenga anche a un certo genere, saprà raccontarvi la prima volta che ha visto Chuck Norris sullo schermo. Potrebbe essere stato quell’indimenticabile combattimento con Bruce Lee nel finale di L’urlo di Chen terrorizza anche l’occidente, che segnava il debutto cinematografico del campione di karate. Oppure Commando Black Tigers che spinse orde di ragazzini di periferia a tentare di replicare il celebre calcio volante del film (anche se lo stesso Norris potrebbe aver delegato quello stunt). O ancora uno dei tanti action degli anni ’80, che non solo riempivano grindhouse e drive-in in tutta l’America, ma contribuirono anche a consacrare Norris come star internazionale.
Molto prima che Norris, morto giovedì a 86 anni, diventasse noto come Cordell Walker, l’eroe duro, sbruffone e letteralmente “spaccaculi” della longeva serie Walker, Texas Ranger, era già una leggenda del cinema marziale e il portabandiera di un certo tipo di film “da macho”, fatti di centinaia di pugni, milioni di proiettili e poche, essenziali battute. Anche quando erano girati con pochi mezzi e pieni di dialoghi patriottici al limite del caricaturale, quelli che farebbero storcere il becco persino a un’aquila americana, Norris riusciva, grazie alla sua presenza stoica e alle sue straordinarie capacità di combattimento, a trasformarli in irresistibili guilty pleasure. In onore della star di The Octagon, abbiamo scelto otto film fondamentali per ricordarlo. Riposa in pace, Chuck.

L'urlo di Chen terrorizza anche l'occidente
Bruce Lee 1972Carlos Ray “Chuck” Norris era già un veterano dell’Air Force, un insegnante di arti marziali, un campione di karate dei pesi medi e “Fighter of the Year” per Black Belt Magazine quando fece il suo debutto cinematografico nel film di Bruce Lee precedente a I tre dell’Operazione Drago. E non è un’esagerazione dire che il loro scontro finale nel Colosseo di Roma resta uno dei più grandi combattimenti mai visti sullo schermo. Quando Norris, petto villoso in bella vista, si scrocchia le nocche e i due iniziano a sciogliersi, offrendo un’anteprima dei rispettivi stili di combattimento, be’, lì capisci che sta per succedere qualcosa. La sequenza, lunga quasi dieci minuti, è pura adrenalina ancora prima che inizino a colpirsi; e quando Norris, dopo uno scambio di colpi, alza silenziosamente il dito verso l’avversario, è come vedere la sua intera persona da eroe action in forma embrionale. I due attori si erano allenati insieme prima che Lee partisse per Hong Kong per dare il via alla sua carriera cinematografica. In seguito chiamò il suo vecchio compagno di sparring e, come raccontò Norris al Late Night with Conan O’Brien, «disse: “Voglio girare una scena di combattimento che tutti ricorderanno”». Missione compiuta.

Commando Black Tigers
Ted Post 1978Dopo che L’urlo di Chen terrorizza anche l’occidente lo rese un vero e proprio fenomeno, Chuck Norris ottenne il suo primo ruolo da protagonista nel classico “truckersploitation” Breaker! Breaker!. Fu però il film successivo a inaugurare ufficialmente l’era di Chuck Norris icona del cinema marziale. Qui interpreta il maggiore John T. Booker, leader di un’unità speciale quasi annientata durante una missione nelle giungle del Vietnam. Booker e altri quattro commilitoni riescono a sopravvivere e a tornare negli Stati Uniti. Diversi anni dopo, però, qualcuno sembra deciso a eliminare uno a uno i sopravvissuti, e Booker deve scoprire chi si nasconde dietro gli omicidi prima che gli assassini arrivino a lui. («Un tempo era una spia… ora deve morire!»)
Norris potrebbe non aver eseguito personalmente il famigerato calcio volante contro un parabrezza, ma il film è una vetrina perfetta per le sue abilità di combattimento. Ed è quello che lo consacra definitivamente come star “con il nome sopra il titolo”.
The Octagon
Eric Karson 1980Commando Black Tigers e il suo seguito altrettanto carico d’azione, La polvere degli angeli, dimostrarono che Chuck Norris era ormai una star capace di garantire incassi. Il suo primo film degli anni Ottanta, un decennio che si sarebbe rivelato molto generoso per la sua carriera ,lo metteva faccia a faccia con Lee Van Cleef, direttamente da Il buono, il brutto, il cattivo, e con i ninja. Tanti, tantissimi ninja. I “killer silenziosi” sono stati reclutati come organizzazione terroristica su commissione, e l’unico uomo in grado di fermarli è, naturalmente, Norris. Alla fine dovrà affrontare una schiera di nemici nell’arena ottagonale che dà il titolo al film, incluso l’ex migliore amico e fratello adottivo del suo personaggio. Norris! Cleef! Ninja!!! Che volete di più, una cartina stradale?

Terrore in città
Michael Miller 1982Chuck Norris aveva già iniziato a spostarsi dai film puramente di arti marziali verso crime thriller che includevano qualche scontro di karate come bonus (o forse come dettaglio secondario) in La prossima vittima. Quel film sembrava una prova un po’ incerta per ampliare il suo raggio d’azione nel cinema di genere; quello successivo, però, ne sistemò i difetti e contribuì a vendere Norris come un eroe action a tutto tondo. Qui interpreta lo sceriffo di una piccola città del Texas, abituato a sedare risse nei bar frequentati da biker. Quando uno dei suoi prigionieri sopraffà le forze dell’ordine locali e riesce a fuggire, si scopre che l’uomo faceva parte di un esperimento genetico (!) che lo ha trasformato in un “uomo indistruttibile” (!!!). Tocca a Norris rimettere in riga questo mutante fuori controllo a colpi di arti marziali. Se qualcuno vi chiede com’erano i film degli anni Ottanta, mostrategli semplicemente questo trailer.

Una magnum per McQuade
Steve Carver 1983A metà tra western e poliziesco («È un tutore della legge solitario nello stato della Stella Solitaria!»), e pulp al cento per cento, questo film vede Chuck Norris nei panni di J.J. McQuade, Texas Ranger dal metodo tutt’altro che ortodosso. È davvero un lupo solitario (con, giuro, un lupo domestico al seguito) e anche un po’ una scheggia impazzita, si potrebbe dire… ma, dannazione, porta sempre a casa il risultato! Quando sua figlia viene rapita da un signore della droga interpretato nientemeno che da David Carradine, McQuade dovrà usare ogni risorsa del suo stile decisamente poco “da manuale” per salvarla. Il solo fatto che Norris fosse affiancato dalla star della serie Kung Fu basterebbe a rendere il film memorabile, ma in realtà è anche uno dei suoi titoli più solidi e lo consacra sia come protagonista romantico sia come eroe ribelle vecchio stampo. Se dovessimo spiegare a chi non lo conosce perché Norris fosse una vera star dei B-movie in quegli anni, Una magnum per McQuade sarebbe il titolo da mostrare. Bonus: finirà per ispirare Walker, Texas Ranger, ovvero il pilastro dell’eredità di Norris.

Rombo di tuono
Joseph Zito 1984Sylvester Stallone potrebbe aver definito l’archetipo dell’eroe salvatore di prigionieri di guerra con Rambo 2 – La vendetta, ma Chuck Norris arrivò prima sul mercato con questa storia del colonnello James Braddock, ex prigioniero di guerra in Vietnam che riesce a fuggire e torna dieci anni dopo per liberare altri soldati ancora detenuti nei campi. A onor del vero, una prima versione della sceneggiatura del sequel di Rambo (scritta nientemeno che da James Cameron) che prevedeva una missione simile per l’eroe di Stallone circolava già da tempo a Hollywood, ma Norris arrivò per primo. Poco importa che il film di Stallone sia poi diventato uno dei blockbuster simbolo del decennio: Rombo di tuono resta uno dei titoli più celebri e di maggior successo di Norris, e diede il via a un vero e proprio franchise per l’ex campione di arti marziali.

Il codice del silenzio
Andrew Davis 1985Questa storia di poliziotti corrotti, omicidi della malavita e di un agente anti-eroe costretto a piegare le regole per dispensare una giustizia violenta nacque inizialmente come possibile sceneggiatura per un film dell’ispettore Callaghan. Col tempo, l’ambientazione venne spostata dalla “casa” di Harry, San Francisco, a Chicago e, dopo che diversi attori passarono il progetto, la parte finì a Chuck Norris. Il risultato è quello che molti considerano il miglior film dell’attore, anche grazie al fatto che dietro la macchina da presa c’era Andrew Davis, futuro regista del Fuggitivo. Funziona allo stesso tempo come poliziesco classico, crime thriller e action con venature marziali, e Norris sa come interpretare il personaggio al massimo delle sue possibilità. È un ruolo perfetto per lui. (Nota a margine: non stiamo dicendo che Sylvester Stallone avesse l’abitudine di seguire le orme di Norris. Però date un’occhiata a questi poster.)

Delta Force
Menahem Golan 1986Dopo aver firmato uno dei film più smaccatamente jingoistici di sempre (il clone di serie Z di Red Dawn, Invasion U.S.A.), Chuck Norris si risollevò con un men-on-a-mission ad alta temperatura che gli permise di recitare accanto nientemeno che a Lee Marvin. Il cast sembra una versione Mad Libs di un ensemble all-star dell’ultima parte del Novecento (Shelley Winters, Martin Balsam, Joey Bishop, Robert Forster, George Kennedy, Robert Vaughn e, sorprendentemente, la musa di Fassbinder Hanna Schygulla). Ma non c’è dubbio: questo è, in tutto e per tutto, un film di Chuck Norris. Qui è il maggiore Scott McCoy, secondo in comando della Delta Force dopo il colonnello Nick Alexander interpretato da Marvin, e insieme devono salvare degli ostaggi da un aereo dirottato da terroristi. Sembra quasi di assistere al passaggio di testimone tra un eroe action vecchia scuola e uno più giovane. E come i film di Rombo di tuono, anche questo successo generò un franchise, anche se Norris apparve solo nel sequel. In seguito la star avrebbe realizzato versioni “low cost” dei I predatori dell’arca perduta (Il tempio di fuoco), Karate Kid (Pugno d’acciaio) e Turner e il casinaro (con Il cane e il poliziotto), oltre alla sua longeva serie televisiva. Questo thriller “strappato ai titoli dei giornali” è una chiusura perfetta per la fase d’oro cinematografica di Norris.










