5 motivi per vedere ‘Falling for Christmas’ | Rolling Stone Italia
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5 motivi per vedere ‘Falling for Christmas’

Lindsay Lohan, Lindsay Lohan, Lindsay Lohan, Lindsay Lohan. E Lindsay Lohan

Lindsay Lohan in 'Falling for Christmas'

Foto: Scott Everett White/Netflix

Sì, è arrivato QUEL periodo dell’anno, in cui escono uno dietro l’altro i temutissimi (e a ragione) “film di Natale”. Ma siamo a metà novembre, direte voi. Eppure le piattaforme sono come i Christmas-addicted che hanno già fatto albero, messo su presepe, allestito lucine e renne varie in giardino. Ben prima del canonico 8 dicembre. Quando però la rom-com natalizia sotto quell’albero ci mette una rediviva Lindsay Lohan, allora è subito mini-cult.

1. Lindsay Lohan is back

Foto: Scott Everett White/Netflix

Diciamo le cose come stanno: Falling for Christmas esiste solo in funzione di Lindsay, è stato scritto appositamente per lei. Sullo schermo non la vedevamo da anni, una delle ultime volte era stata nel thriller erotico The Canyons by Paul Schrader. Ma ora Lindsay is back e su Netflix, nientemeno. Ed è la cosa migliore del film. L’ex enfant prodige, icona pop dei primi anni 2000 grazie a film come Genitori in trappola, Quel pazzo venerdì o Herbie – Un maggiolino tutto matto ha messo la testa a posto (?) ed è tornata in una commedia spensierata, come quelle che l’avevano resa celebre prima della caduta tra arresti, pessimi comportamenti sul set, dipendenze e rehab. Il (gran) ritorno è all’insegna di un ruolo che pare cucito addosso a lei, praticamente una sorta di Paris Hilton (che peraltro faceva baldoria con lei ai bei tempi) all’ennesima potenza. Sierra Belmont è un’ereditiera del ramo alberghiero viziatissima che avrà una seconda occasione. Praticamente una parabola opposta a quella del suo personaggio in Mean Girls, Cady Heron che, da ragazza della porta accanto, si trasformava in una vera bitch. Qualcuno ha parlato di “Lohanaissance”, un Rinascimento di Lohan. E pare che la piattaforma abbia già in canna un altro film starring Lindsay. Fatecelo vedere adesso e nessuno si farà male.

2. Prevedibile (a Natale) è meglio

Falling for Christmas è destinato a entrare nel canone delle rom-com natalizie à la Love Actually? No, ovviamente, ma chi se ne frega. Perché c’è la neve, ci sono i buoni sentimenti, c’è la cioccolata calda (quella che beviamo noi sul divano) e tutto quello che, anche chi si professa aridamente indifferente, vuole da una storia natalizia à la Hallmark: la coppia improbabile, l’incontro/scontro e il lieto fine così prevedibile che potete giocarvi i numeri alla tombola di Natale. Vedi anche il titolo che è un gioco di parole “caruccio” sulla trama: l’ereditiera di Lindsay cade da un precipizio, batte la testa e perde la memoria. A trovarla è un belloccio vedovo dal cuore tenero e con figlia a carico, che gestisce un alberghetto in difficoltà. Il resto lo sapete: è un film di Natale, no?

3. Sì, il biondino è quello di Glee

Lindsay Lohan e Chord Overstreet in ‘Falling for Christmas’. Foto: Netflix

Il belloccio di cui sopra è il biondissimo Chord Overstreet, alias il Sam Evans (o Trouty Mouth, copyright Santana/Naya Rivera) di Glee. Che, pure lui – come Lindsay – non si vedeva sullo schermo da parecchio. Da ragazzino canterino del liceo aspirante modello a rassicurante papà montagnino con tanto di camicia di flanella e sci ai piedi è un attimo (anzi, sono passati 7 o 8 anni). Il ciuffo è lo stesso, la barba dovrebbe fare uomo vissuto. Pure a cantare il ragazzo non è affatto malaccio (ricordate la sua cover di Billionaire?): per la colonna sonora ha scritto e interpretato Everybody Loves Christmas. Il suo comeback è stato completamente oscurato da quello di Lohan, ma probabilmente era scritto sul contratto.

4. Omaggi per tutti

Foto: Scott Everett White/Netflix

Si parte dal twist su un caposaldo del genere, Overboard di Garry Marshall, dove Goldie Hawn era la ricca signora che cadeva dallo yacht e batteva la testa e Kurt Russell il falegname che approfittava della situazione. Si passa attraverso strizzatine d’occhio alla carriera di Lohan – Jingle Bell Rock (da Mean Girls) cantata in macchina e scene esilarante con bucato e lavatrice (direttamente da Baciati dalla sfortuna) – e una sorta di “Rosabella” per il suo personaggio: la palla di neve. Per chiudere con finalone alla Vita è meravigliosa.

5. Supporting che più bizzarri non si può

Altro punto fermo della rom-com firmata Netflix: supporting strambi messi dentro a un film che sembra non c’entrare nulla con loro. Come il campissimo fidanzato influencer di Sierra dall’accento cockney, Tad Fairchild (interpretato da George Young), che a un certo punto si mette a urlare nel mezzo del nulla: “Quale cavolo di foresta non ha un ripetitore per il cellulare?!”. Dopo la caduta, viene salvato e riportato alla civiltà da un altrettanto improbabile pescatore di frodo attraverso un viaggio slapstick che è un mini-film a sé, con coda di Capodanno a sorpresa.