X Factor 2026, le pagelle delle ultime audizioni: è la serata delle band | Rolling Stone Italia
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X Factor 2026, le pagelle delle ultime audizioni: è la serata delle band

Puntata interessante: è iniziata con Paola Iezzi e Irama ammanettati ed è finita cantando e ballando 'Bella Ciao' con accento sovietico. Le Auditions sono finite col botto e una voce soul che spacca: i nostri voti

X Factor 2026, le pagelle delle ultime audizioni: è la serata delle band

Le Distanze all'ultima puntata di Auditions 2026

Foto: Virginia Bettoja

Non è un programma per band. Solo Manuel (Agnelli, sempre sia lodato) ha saputo davvero invertire una tendenza: quella per cui a X Factor, alla fine, i gruppi soccombevano. E cominciava, l’ascia, a tagliarli fin da subito. Fino a questo giovedì in cui ne abbiamo sentito uno meglio dell’altro, anche se poi il primo posto di puntata va a una ragazza divina, in tutti i sensi.

Serata interessante: vi diciamo solo che è iniziata con Paola Iezzi e Irama ammanettati ed è finita cantando e ballando Bella Ciao. Praticamente la mia asta del fantacalcio.

  • VOTO 10

    Camilla Guerini

    Se è vero che finora ha cantato solo all’oratorio, potrei cominciare a credere in Dio. Una voce soul che da queste parti abbiamo visto, forse, qualche volta e sempre molto artefatta. Lei sembra percorrere e cavalcare il canto con una naturalezza sconcertante, quasi inconsapevole. Non sbaglia una nota, un’intenzione, un passaggio, semplicemente perché con quella voce ti dimentichi chi quelle parole l’ha cantate prima. Sembra quasi finta, se non ci fossero centinaia di testimoni potremmo sospettare in un IA che si è fatta ologramma.

  • VOTO 9.5

    Le Distanze e Matilde G 9.5

    Rifare i Placebo non è uno scherzo, tirar fuori quel carisma se hai facce da bravi ragazzi e il sosia di Ermal Meta come leader ancora meno. Sanno come cantare, suonare e pure come essere rock. Gruppo che potenzialmente può fare tutto e che imparerà molto, perché son sei anni che si fanno un mazzo così a coprir le loro distanze e lo fanno col sorriso. E hanno un’idea di musica e di tecnica e di bellezza e di sodalizio che non si può “recitare”.

    I Matilde G anno girato tanto e si capisce anche perché. Sono bravi, stai a vedere che oltre ai calciatori ci tocca cominciare a cercare pure i musicisti italiani all’estero. Sono belli anche per la gioia con cui cantano e suonano e, cosa che non guasta, tiran giù dell’hard rock non compiaciuto e melodico che può davvero essere per tutti. Lei una spanna sopra per fascino e voce, ma gli altri le van dietro alla grande.

  • VOTO 9

    Neija e Hey Darling!

    L’inedito in italiano, con quell’attitudine, è una bella prova di coraggio e cazzutaggine. Credo che Freak entrerà nella mia playlist di Spotify, hanno un bel muro di suono, tanto da farci sospettare che un po’ sappiano fare solo questo. Però la cantante merita molto e di gruppi che sanno martellarci forte abbiam bisogno.

    Delle Hey Darling! mi sono innamorato: finalmente un girl power punk trio, c’è da giurare che si siano fatte crescere i capelli solo per scatenarli al ritmo della loro musica dura ma pura. Sento che ci daranno tante, ma tante soddisfazioni e la batterista è una potenza. Ragazze però allo zio Boris dovete fare una promessa: non vi azzardate a “corrompervi”, non c’è talent, tv, giudice troppo realista che tenga. Divertitevi e metteteli (e metteteci) tutti in riga.

  • VOTO 8.5

    Sofia Sole Cammarota

    La mamma sembra Nathalie Caldonazzo con un tocco di Roberta Bruzzone, quindi capirete che non posso essere lucido. Scherzi a parte: sa fare tutto, con Oscar Winning Tears sceglie la canzone ideale per una (difficile) prova di stile, tecnica, cambi registro. Ha un controllo dello strumento voce quasi sovrumano per l’età e per come la usa e questo dà l’impressione di “freddezza”, ma basta indagare nei suoi bassi per capire che è ghiaccio bollente. Se trova il giudice giusto e si diverte, fa i fuochi d’artificio.

  • VOTO 8

    Chiara Giannella

    Ha un solo difetto: è così brava che non ti suscita battute ironiche, è così brava da non emozionarti abbastanza, ma solo perché esegue un pezzo complesso con una semplicità disarmante. Ed è così brava che dimentichi subito che vorresti essere il protagonista con lei di un film che si chiami L’insegnante di canto va a XXX Factor. Ok, questa era pessima. Lei, invece no. E siccome non le serve migliorare nel canto, la vogliamo con Jake La Furia che la spettini un po’.

  • VOTO 7.5

    Angela Cotterle

    Entra e pensi solo a consigliarle un buon otorino temendo un’ipertrofia dei turbinati importante. Sembra l’imitatrice di Beatrice Arnera. Poi, effetto Gigi La Trottola: come lui diventava bello e alto quando si faceva serio, lei quando canta perde la voce nasale, quelle due gocce di follia da disadattata paracool chic e ti regala un De Gregori che sarebbe piaciuto persino a De Gregori. Per una volta Gabbani ha ragione: di sicuro lei un po’ ci è, ma quanto ci fa.

  • VOTO 7

    Angelo Caianiello

    Portare il maestro Nino D’Angelo è cosa buona e giusta. Poi portarlo con quel rap che funziona e tenere la voce sul melodico – pure con l’aiuto, ma a quel livello è come un rodeo, quindi bravo -, tirar fuori modernità dalla classicità, trovando il senso profondo di Stupida avventura è tanta roba. Poi è bello di una bellezza non banale, vera, terrena, napoletana. Se fa inediti al livello dell’inserto che ha messo su sua Maestà Nino, ci divertiamo. E ora che ci penso: a quando D’Angelo giudice?

  • VOTO 6.5

    Chiara Ludovica Giorgi “Clode”

    Scrive bene, per quello che riusciamo a capire oltre il birignao che con quelle parole spesso nasconde, insieme a un timbro che andrà educato senza perderlo, perché è la sua forza ma corre sul filo del virtuosismo fine a sé stesso. Potrebbe essere il mio prossimo innamoramento, ma anche una concorrente pronta a irritarmi a ogni puntata. Motivo per cui sono già pazzo di lei, ovvio. Va rivista, senza sopravvalutarla. Per ora.

  • VOTO 6

    Sara Bronzini

    Ho deciso, il prossimo anno vado fuori dall’Allianz Cloud e per una cifra modica mi offro come consulente per la scelta delle canzoni. La fragile e frustrata Sara è brava, con quel timbro da chansonnier che nelle cantanti non è comune, con quell’emozione trattenuta che i giudici un po’ non hanno capito. Però come ti viene in mente di portare un pezzo scritto da Gabbani, che se cambiavi melodia ti malediceva fino alla settima generazione, e per di più cantato da Ornella Vanoni? Per fare la “fenomena” aveva i boot camp, le dirette, le prove settimanali, la doccia. Ma se ti devi giocare la tua ultima chance, diamine, non fare una scelta demenziale e autolesionista.
    Detto questo, lei fuori e dentro Fontana è più demenziale dell’aver cantato Un sorriso dentro al pianto. Peccato, non mollare ragazza.

  • VOTO 6

    Benedetta Cornalba “Kora”

    Detto che mio piccolo Gioele – che eri sicuro a piangere e spezzarti le unghie graffiando la tv – sei pazzo ad averla rifiutata, il suo urban è credibile e poco più, almeno sul pezzo che ha portato. Meglio Bronzini, ma Koba ha bluffato molto meglio grazie a quella che Irama chiama “attitude” e noi poveri di cuore e di lingua inglese presenza scenica (è bella da star male, sa stare sul palco e a differenza di molti ha saputo dare il meglio anche perché ha portato il pezzo più adatto a lei). Va detto che ha pure 21 anni ed è il tipo che ha voglia di imparare e che può essere plasmata al meglio. Diciamo che se fossi adolescente per ora mi attaccherei il suo poster in camera, ma non andrei a un suo live. Per ora.

  • VOTO 5.5

    Rawstrings

    Non sono stati fortunati. Questa è stata forse la puntata con la quantità e la qualità migliore nei gruppi della storia recente di X Factor. Suonano bene, sia pur abbastanza disomogenei, il cantante ha un’ottima canna – ma un timbro troppo pulito – e finisci per avere l’impressione che al liceo spaccavano tutto ma lì sono rimasti. Però se è vero che non avevano gli ascolti, meritano almeno un voto in più. Vedremo.

  • VOTO 5

    Niccolò Riolfo

    Quell’accento, quel cantare in corsivo, quello stare fuori come un balcone ma risoltissimo: non puoi che amarlo. Non devi fare lezioni di dizione, fratello, sei meraviglioso così. Solo che non è la musica il tuo, non quella da X Factor. Devi diventare un divo del cinema adolescenziale e nel tempo perso fare musica parodistica. E poi già uno che viene con due amiche, sei un grande. Cantare male e passare è solo dei campioni. Shave like a bomber.

  • VOTO 5

    Duilio Pirrera

    Sa cantare, sa pure fare scelte interessanti, in un locale attirerebbe la mia attenzione. Sul palco di X Factor meno, però quella canotta bianca, quel viso scavato dalla fatica (anche di cantare, ogni giorno) merita un’altra opportunità. Come la meritava Sara Bronzini: entrambi più caparbi che bravi nella performance (e lei, comunque, meglio), ma lui è passato e lei no.

  • VOTO 4.5

    Davide De Luca

    Jamiroquai è il tranello perfetto. Se lo fai, lo stai imitando. Impossibile interpretarlo, è di quelli che aprono e chiudono un genere. Comprensibile che quella voce funky – ma ha ragione Paola, non originalissima e interessante – si voglia risentirla in italiano, però non ha avuto guizzi. Né in negativo, né in positivo.

  • VOTO 4

    Elia Ballancin

    In un piano bar, in un concorso in un villaggio turistico, applaudirei pure. Ma qui fai Enrico Ruggeri e Il mare d’inverno come una meteora anni ’80 al Festivalbar (tanto che sembrava in playback) e non capendo cosa vogliono dire le parole che canti. E, a naso, con una competenza molto bassa nei talenti di cui avrebbe bisogno. E poi è noioso da ascoltare e da vedere, che è pure peggio che stonare.

  • VOTO 3.5

    Lorenzo Cutuli

    Non si vedeva uno che portava così male i suoi anni dai tempi di Joseph Minala (che, per la cronaca, ora gioca a Malta ed ha ancora 30 anni dimostrandone 50), da quando Eriberto non si chiamava ancora Luciano (per la cronaca ha 50 anni e ne dimostra 30 – e di sicuro ha un documento da qualche parte che lo testimonia – e dopo il ritiro dal calcio ha gestito un residence ed è stato viceallenatore della Primavera del Chievo). Essere così a 17 anni, nel 2026, è da eroi e gli si vuole tanto bene per questo. Il problema è che canta così male – anzi, peggio, così piatto – che farebbe fatica ad arrivare terzo in una gara di karaoke a due. Però un post Factor condotto da lui me lo guarderei.

  • VOTO 3

    Alessandro Davide Fontana

    Se non ci avesse detto che cantava Lenny Kravitz, non ce ne saremmo accorti. Personaggio epico, quasi quanto il suo look, non sa cosa canta, e come, quando gli chiedono di definirlo e pure noi dopo averlo sentito. “Vaffanculo, ti ringrazio” (scambio tra lui e Paola Iezzi) è la migliore recensione possibile. I tre sì dei giudici è il chiaro segnale che in quest’ultima puntata delle auditions il caffè Borbone era massicciamente corretto.

  • VOTO 2.5

    Biagio Davì ed Edoardo Di Petta

    Sul primo non ho altro da dire che “Auuuuu!”. Con la stessa passione stonata con cui la cantava lui. Rende perfettamente l’idea del dolore che ho provato a causa della sua performance. Prende lezioni di canto solo da qualche settimana, forse fa in tempo a denunciare per truffa l’insegnante.

    Edoardo Di Petta non lo stronco. Ci ha pensato la compagna con un lapidario “forse non eri pronto”. Non vogliamo dubitare del suo amore, però certo farlo uscire di casa vestito così è un indizio forte che la storia sia finita. E che almeno lei non vuole nemmeno che restino amici.

  • VOTO 2

    Reju

    Sentendoli ho provato lo stesso imbarazzo di quando ascolto qualcuno cantare un pezzo che hanno in cuffia. Loro sono convinti di essere Sinatra ma quello che sentiamo noi è un coro di cani randagi disperati. Ecco, questo era il frontman, gli altri stavano giocando a Guitar Hero completamente ubriachi.

  • VOTO 1

    Iana Maria Bomc “Heresiana”

    Allora, diciamo che i tre ciuffi a forma d’antenna che porta sulla testa sono la cosa più bella e meno strana dei due minuti in cui ci ha torturato con un pezzo devastato da un ego che unisce Beatrice Quinta 10X a una cosplayer di Sailor Moon. Ora, promettetemi solo che non opereremo alcuna ritorsione nei confronti della Moldavia. Chisinau ha fatto anche cose buone.

  • VOTO Underdog

    Gabriele Duville

    Diciamolo, se vieni da Zena e hai quella voce e quei pensieri, io già ti voglio bene. Genova è una città che amo perché dentro è rabbia e amore, è dolore e indolenza, voglia di perdersi e ritrovarsi. Il tutto in Naspi. Come lui. Il fatto è solo che Gabriele non fa musica, ma filosofia. Non credo abbia l’X Factor, ma è diventato il mio pensatore di riferimento. E uno con cui mi scolerei qualche bottiglia allo Zapata. Comunque poi canterebbe pure bene se non si dimenticasse le parole, eh.

  • VOTO Underdog

    Ekaterina Dobrynina

    Dove sono i Modena City Ramblers quando servono? Bella Ciao con l’accento sovietico cantato da una siberiana con Gabbani che alza due pugni – mancava solo che urlasse “Fascio a me? Io nun so comunista così, so communista cosììììì!”: la Meloni gli ritirerà il premio vinto all’italico festival di Sanremo? – vale tutto.

    X Factor è troppo poco per lei, datele la direzione di RaiTre. Portami in Siberia con te, ProvoKatia. Sono tuo, scappiamo insieme, costruiamoci una vita nella steppa e guadagniamoci da vivere fondando una cover band dei Gogol Bordello. E infine andremo in pellegrinaggio da Goran Bregovič e urleremo insieme, abbracciati, “Yuriiiiiii”.