Sanremo Giovani 2022: il meglio e il peggio della serata | Rolling Stone Italia
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Sanremo Giovani 2022: il meglio e il peggio della serata

La “solita” Anna Oxa (meno male), il giovanissimo Gianni Morandi (ma come fa?), le gag, i ripassoni, un po’ di Auto-Tune. E canzoni che sembrano la copia di mille riassunti

Foto di Stefania D'Alessandro/Getty Images

Ieri sera è ufficialmente partita, con Sanremo Giovani, la grande macchina del Festival. Durante il contest (in onda su Rai 1 e condotto dal direttore artistico Amadeus) un sestetto di artisti “giovani” è stato mandato dritto dritto al festival nella categoria dei “big”: Colla Zio, Olly, Gianmaria, Shari, Sethu e Will.

La serata si è aperta col ricordo di Sinisa Mihajlovic, molto sentito sia da parte di Amadeus che da Gianni Morandi, quest’ultimo visibilmente commosso conoscendo lo sportivo molto bene (era l’allenatore del Bologna). Il tempo di vedere l’ospitata di Sinisa a Sanremo 2021 – quello senza pubblico causa Covid, per intenderci – e si inizia con lo show che fa salire a 28 i big in gara presentando, al contempo, i titoli delle 22 star della musica italiana già annunciate un paio di settimane fa.

Nonostante la durata e la connotazione “di servizio” per il festival, lo show è stato più snello e ritmato rispetto al passato. E lo share, infatti, lo ha premiato con un bel 16.3% (3 punti percentuali in più rispetto allo scorso anno) e oltre due milioni di telespettatori. Lato canzoni va detto che alcuni brani (quasi tutti quelli eliminati) non spiccavano per originalità, ma soprattutto c’erano interpreti che – vuoi per look, vuoi per tipologia di musica – davano l’idea di essere intercambiabili o di ispirarsi a cantanti già affermati. A trionfare è stato Gianmaria, From X Factor with love.

Ecco il meglio e il peggio della serata.

Meglio: Il coraggio di Amadeus

Portare sei ragazzi a Sanremo – il doppio dello scorso anno – è un azzardo. E non solo per la durata del festival, che diventerà una vera e propria maratona tv (quindi prepariamoci). Il direttore artistico ha sempre sottolineato la volontà di puntare sulle nuove leve e ha dato un bel segnale.

Peggio: L’Auto-Tune quando non serve

Molti dei giovanissimi cantanti in gara si esibiscono avvalendosi dell’Auto-Tune, un effetto abusato che in molti casi spersonalizza l’artista, non migliora l’esibizione, è inutile e poco funzionale ai pezzi. Anzi, è capitato che si faticasse a capire il testo, vedi il caso di Olly.

Meglio: Il momento “Techetecheté”

Per quasi tutti i big ospiti, oltre a svelare il titolo del brano in gara, Amadeus manda un rvm per rinfrescare la memoria al pubblico. Un momento Techetecheté apprezzatissimo, ben fatto e utile.

Peggio: Il ripassone mancato

Ovviamente l’rvm non c’è stato per tutti gli esordienti alla kermesse che si sono dovuti “accontentare” di vedere la loro reazione quando hanno saputo di essere stati selezionati. Oppure ricevendo videomessaggi di amici o fan vip del calibro di Rocco Hunt, Antonella Clerici, Noemi, Rkomi. D’accordo che ci potevano non essere immagini di repertorio Rai, ma magari un pezzettino di videoclip si poteva mandare. Gli Articolo 31 li conoscono tutti, ma sarebbe stata un’occasione per la proverbiale casalinga di Voghera di farsi un’idea degli artisti legati al mondo giovanile come Mr. Rain, Lazza, Mara Sattei, Ariete e LDA.

Meglio: Il giovanissimo Gianni Morandi

Ma Morandi non invecchia mai? Quando il logo di Sanremo Giovani campeggia in sovrimpressione, quasi quasi viene da pensare che proprio lui sia tra le papabili Nuove Proposte del festival. Mai fuori posto, sempre sul pezzo. Nonostante i 60 anni di carriera alle spalle dà una pista a molti artisti più giovani (almeno anagraficamente).

Peggio: Le gag

Colapesce e Dimartino hanno cercato un modo alternativo per fare scoprire al pubblico il titolo del pezzo in gara: scriverlo su un foglietto. Ovviamente poi il foglietto non si trovava, i tempi comici sono stati quelli che sono stati, ma vabbè… diciamo che al duo siculo si perdona tutto. Molto meglio, invece, l’esibizione dei Cugini di Campagna sulle note – riviste ad hoc per Sanremo – di Anima mia.

Meglio: Anna Oxa

C’è poco da fare: la Oxa è fighissima, emozionata, carismatica e catalizzatrice di attenzione. L’rvm mostra quanto è istrionica e sempre pronta al cambiamento. Unica.

Peggio: I cantanti eliminati

Fatta eccezione per Fiat 131 che (forse) avrebbe meritato un posto nei big, gli artisti esclusi dal festival non hanno portato la novità che ci si aspetterebbe. Sono stati eliminati quelli con canzoni che avevano un non so che di già sentito o erano vecchio stile (musicalmente parlando).

Meglio: I prescelti

Occhio a Olly: almeno dall’esibizione sembra avere doti sceniche (Auto-Tune a parte). I Colla Zio potrebbero essere una sorpresa in stile Lo Stato Sociale. Interessante Shari, mentre resta un punto interrogativo (con beneficio di inventario) Will: ha un faccino super telegenico, ma il brano Le cose più importanti sembra uno scarto di Ultimo.

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