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Le serie che avrebbero dovuto spaccare e invece hanno fatto flop

Quest’anno, la (esageratamente) massacrata ‘The Idol’ e il pasticcio ‘Citadel’. Ma in passato hanno fallito in tanti. Da star come Emma Stone e Naomi Watts a leggende come Martin Scorsese e Mick Jagger, fino a Steven Spielberg. Ebbene sì

Foto: HBO

Citadel
2023- Prime Video

Un wannabe James Bond che non è né agitato né mescolato: solo pasticciato. I fratelli Russo – quelli della saga Avengers, già – pensavano di avere nella manica l’asso che avrebbe cambiato la serialità “blockbuster”. Complici le mille traversie produttive, la montagna ha però partorito un topolino: della trama spy (comunque irrilevante) si capisce poco o niente, gli effetti visivi sono dozzinali e i protagonisti Priyanka Chopra Jonas e Richard Madden sono belli che non ballano. Già annunciati diversi spin-off “local”, il primo in Italia: dal trailer, Citadel: Diana con Matilda De Angelis sembra già molto meglio dell’originale. Incrociamo le dita.

The Idol
2023- ?Sky e NOW

La serie più massacrata dell’anno (possiamo dire anche un po’ esageratamente?) è un ritratto a suo modo efficace dell’industria discografica oggi, tra popstar “spolpate” dalle logiche dell’algoritmo (la Jocelyn della qui molto brava Lily-Rose Depp, modellata su Britney Spears) e culti oscuri tra Charles Manson e Scientology. Lo sfondo losangelino è perfetto, i comprimari pure (tra gli altri Jane Adams, Hank Azaria, Eli Roth, Troye Sivan), ma anche qui firme troppo “alte” (Sam “Euphoria” Levinson e The Weeknd, anche protagonista) rispetto all’esito. Fino a un finale rimontato alla bell’e meglio e involontariamente comico. E le inchieste sulla presunta tossicità del set non hanno aiutato, in fatto di PR.

Noi
2022RaiPlay

This Is Us è stata fin da subito un instant classic, praticamente un genere televisivo a sé: una serie d’ensemble con dei dialoghi-bomba, leggera e pungente, ma pure pronta a darti un pugno nello stomaco nel giro di pochi secondi quando decide di andarci pesante col family drama. E sempre con zero retorica. Il problema di Noi (che è stata lanciata in grande stile, ed è pure girata bene e bene interpretata) è proprio che è il remake italiano di quel titolo amatissimo. E quando scriviamo remake intendiamo letteralmente, sequenza per sequenza: perché? Se lo è chiesto anche il pubblico.

Obi-Wan Kenobi
2022- Disney+

Quello di Ewan McGregor nei panni del grande maestro Jedi mentore di Luke Skywalker era probabilmente uno dei ritorni più attesi dai fan di Star Wars. Mettiamoci anche che, direttamente dai prequel, avremmo rivisto un altro pezzo da 90 della galassia lontana lontana: Hayden Christensen, il fu Anakin, sepolto sotto chili di latex per interpretare uno dei villain più mitici di tutti i tempi, Darth Vader. John Williams aveva pure creato un tema musicale originale, visto che Obi-Wan non ne aveva ancora uno suo. Insomma, era la prima “vera” serie di Star Wars, sembrava tutto giusto. E invece: la scrittura non era all’altezza e, nonostante Ewan, la serie ha fatto flop.

Il Signore degli Anelli – Gli anelli del potere
2022- Prime Video

In principio Jeff Bezos si è comprato i diritti della madre di tutte le saghe fantasy per fare il suo Game of Thrones. E l’ha strombazzato pure in tutti i laghi. Peccato che nessuno sapesse bene cosa farsene di hobbit e compagnia (dell’Anello). E così il budget monstre (si parla di un miliardo di dollari, l’investimento più alto di sempre) è andato tutto in scenografia e CGI, lasciando agli estimatori di Tolkien l’amarissimo in bocca. Perché la storia è noisetta e i veri MVP (pelopiedi e nani) vengono lasciati sullo sfondo a favore di un mistero un po’ chissenefrega. Ci sarà una seconda stagione, ma probabilmente non la vuole vedere nessuno.

The Terminal List
2022- Prime Video

Il re Marvel-giurassico del kolossal cinematografico contemporaneo era pronto per la serie della sua “nuova era”, dopo essere stato consacrato proprio sul piccolo schermo da cult comedy come Parks and Recreation. Ma The Terminal List non è stato certamente il titolo che ha “spaccato”. Tra Jack Ryan (vedi l’ultima, ottima versione con John Krasinski, sempre “made in Amazon”) e atmosfere alla Homeland ma in chiave decisamente più action, Chris Pratt è piuttosto spaesato. E il pubblico con lui. Ma l’adattamento dei romanzi di Jack Carr è stato rinnovato per una seconda stagione: contenti loro…

Raised by Wolves – Una nuova umanità
2020-2022Sky e NOW

Da più parti strombazzata come “la prima serie di Ridley Scott” (che in realtà ne aveva già prodotte tante, e pure belle: vedi The Terror e Taboo), in effetti è la prima serie di cui Scott, oltre a essere produttore esecutivo, dirige due episodi (e diversi dei successivi li lascia nelle mani del figlio Luke). Ovviamente, tra estetica e temi, è farina del suo fantascientifico sacco al 100%. Ma ecco il paradosso di Raised by Wolves: possiamo accusare Ridley Scott di essere derivativo, se deriva da sé stesso? A parte questo, però, è fregato poco di questa “nuova” distopia “made in Ridley”.

Maniac
2018Netflix

Altro giro, altre “grandi firme”. Gli strepitosi Emma Stone e Jonah Hill come protagonisti. Cary Joji Fukunaga – aka Mr. True Detective – alla regia. E una distopia che, anche solo sulla carta (dietro c’è una serie norvegese, e abbiamo visto con SKAM che “rubare” agli scandinavi può funzionare assai), sembrava sufficientemente stuzzicante. Invece, recensioni tiepidissime, diserzione totale del pubblico e l’effetto generale per cui, se oggi nomini a chicchessia Maniac, risponderà di certo: “Cosa?!”. Ecco, appunto.

Gypsy
2017Netflix

“Grandi Star del Cinema Passate alla Tv e alle Piattaforme Che Hanno Fatto il Botto”: altro sottogenere del piccolo schermo oggi. Ma a fronte di un tot che funzionano (Nicole Kidman, Reese Witherspoon & Co. in Big Little Lies, ancora Witherspoon con Jennifer Aniston in The Morning Show), ce ne sono tante altre che floppano. Su Netflix è successo sia a Renée Zellweger in What/If, ma soprattutto a Naomi Watts in Gypsy, un pasticcio thriller tra esistenzialismo ed erotismo che non ha giovato né allo streamer né, tantomeno, alla star protagonista. Per fortuna non se lo ricorda più nessuno.

The Get Down
2016-2017Netflix

La serie di Netflix sulla cultura hip-hop, disco e punk della New York di fine anni Settanta è stata un lavorone, dal punto di vista della ricerca e della ricostruzione di quel mondo. Ai tempi (il 2016-2017) era stata la produzione più costosa per la piattaforma (si parlava di 120 milioni di dollari). La critica parlava della serie come del “nuovo lavoro di Baz Luhrmann, che stavamo aspettando da Moulin Rouge!”. E pare che anche per i troppi impegni del suo creatore e produttore sia stata cancellata. Senza nemmeno troppa gloria a livello di numeri. Peccato.

Vinyl
2016Sky e NOW

“Una serie di Mick Jagger e Martin Scorsese”: e tanto doveva bastare, per diventare un cult assoluto. E pure i protagonisti, Bobby Cannavale e Olivia Wilde in testa, all’epoca erano (e restano oggi) übercool. Ma la parabola di Richie Finestra, fondatore e presidente della fittizia etichetta rock American Century Records, è stata un vero e proprio buco nell’acqua, nonostante l’indiscutibile pregio della confezione. Una sola stagione e poi arrivederci a tutti. Riprovaci, Marty – anzi, no: è rimasto nel “suo” cinema, sfornando altri capolavori. Giusto così.

Terra Nova
2011FoxTV

L’idea, produced by Steven Spielberg (e chi sennò), era quella di portare sul piccolo schermo gli scontri tra dinosauri e umani e bissare così il successone di Jurassic Park (questa volta però nel cretaceo). Il primo episodio era costato 14 milioni di dollari, tutta la prima stagione sfiorava gli 80. Gli spettatori erano in media soltanto 7,2 milioni, troppo pochi per giustificare un carrozzone del genere. E il caos produttivo ha fatto il resto, facendo entrare Terra Nova nella storia come uno dei flop più clamorosi della storia della tv.

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