The OA
NetflixC’è chi non ha mai capito nulla di The OA, e c’è chi mente. La creatura di Brit Marling (anche protagonista nel ruolo di Prairie Johnson) e Zal Batmanglij ci ha confuso, affascinato, e tenuti incollati finché, purtroppo, non l’hanno cancellata dopo la seconda stagione (ingiustizia!). La storia è (detto bonariamente) folle: una ragazza cieca ricompare dopo essere stata missing per anni, definendosi “the original angel” e affermando di essere in realtà una donna russa uccisa dalla mafia. Come se non bastasse, si inseriscono bizzarri esperimenti para-scientifici, un gruppo di ragazzi che diventa una sorta di “setta” di Prairie e danze evocative dai significati indecifrabili. Era tutto perfetto. Peccato che sia durato troppo poco.
The Good Place
NetflixKristen Bell, Jameela Jamil, William Jackson Harper, Ted Danson, Mannny Jacinto e D’Arcy Carden: cast azzecatissimo per la storia dell’inferno – ops, paradiso? – personale di Eleanor Shellstrop, deceduta e catapultata in un aldilà allucinato e zeppo di enigmi filosofici. Tra romance, commedia e chimica bellissima, la storia procede al ritmo del binge watching. E così anche voi conoscerete il “dilemma del carrello”. Trovandovi davanti a una scelta impossibile: la solita, vecchia diatriba tra la morale e l’utilitarismo.
Il caso O.J. Simpson – American Crime Story
Disney+Ryan Murphy voleva una “gemella” di American Horror Story, e così ecco una serie che racconta i fantasmi reale dell’America contemporanea: i fatti di cronaca che hanno cambiato il corso della Storia, pure culturale. L’omicidio di Nicole Brown Simpson è uno di questi. La formula è legal: la stagione comincia dalla morte della donna e si concentra poi sul processo che ha coinvolto l’ex marito O.J. Simpson, accusato di averla uccisa. Conoscendo il buon Murphy, non si possono avere dubbi: in inglese si direbbe gripping. In italiano: da vedere.
Westworld – Dove tutto è concesso
HBO MaxJonathan Nolan, fratello del più famoso Christopher, e la moglie Lisa Joy creano un mondo distopico che comincia come un parco divertimenti per ultraricchi e si trasforma nel sogno distorto di una mente in delirio di onnipotenza… o forse, più di una. Intrecciando i temi dell’identità, della libertà e dell’etica, la prima stagione di una serie destinata, ahinoi, a perdersi per strada rimane qualcosa da trangugiarsi d’un fiato. Complice anche l’ottimo cast: Evan Rachel Wood, Jeffrey Wright, Ed Harris, James Marsden e Tessa Thompson.
Billions
Paramount+New York, mondo dell’alta finanza. Paul Giamatti e Damian Lewis sono i protagonisti di una vicenda che vede l’autorità della magistratura confrontarsi con il “quarto potere” dei soldi. Due personaggi di alto profilo, un caso da perseguire, e una scommessa che potrebbe costare la testa di qualcuno… o consacrare definitivamente una carriera. La serie, originariamente trasmessa in America da Showtime, sarebbe poi continuata per sette stagioni, concludendosi nel 2023.
Atlanta
Disney+L’exploit di Childish Gambino aka Donald Glover rimarrà negli annali della televisione: per l’attenzione che ha portato su una città-calderone e vivissima dal punto di vista musicale; per averci fatto scoprire LaKeith Stanfield; per averci raccontato il mondo del rap e hip hop con uno sguardo disincantato e cinico, ma pure divertito. Bisognerà attendere fino all’ultima stagione, la quarta, per godere di uno dei più begli episodi della Tv recente. Ma ne varrà naturalmente la pena.
The Crown
NetflixLa casa reale britannica non era mai stata raccontata così, e Claire Foy sarà sempre “la” regina Elisabetta II. Gossip, storia e politica – ah, e il grande tema di Rupert Gregson-Williams – sono una vittoria semplice: nello streaming, e nel cuore degli spettatori. Matt Smith e Vanessa Kirby sono degni match per Foy, che qui compare in una delle sue prove attoriali migliori. Nulla era scontato, per l’anno in cui si finalizzò la Brexit. Netflix vinse anche questa battaglia.
The Young Pope
NOWUnica serie tv (insieme al seguito spirituale, The New Pope) scritta e diretta da Paolo Sorrentino, ha sparigliato la carte nella filmografia del regista, portando lunghezze che non ci aspettavamo, ma soprattutto l’orchestrazione di un lavoro a 360° tra intrecci di cultura pop, rispettosissima blasfemia religiosa come solo sotto il Vesuvio si trova, e colonna sonora cotta a puntino. Ricordiamolo: il 2016 è stato anche l’anno dei prelati sexy. E tra Jude Law e Andrew Scott (ne parliamo tra un secondo), le trasmissioni furono bollenti. Per non parlare di quei titoli di testa…
Stranger Things
NetflixAbbiamo appena detto addio a Hawkins e, come si dice ora, #TBT, to be there. Dovevamo esserci e in effetti c’eravamo, dieci anni fa, quando due semi-sconosciuti (Duffer Brothers chi?) ci introducevano a Eleven, Mike Wheeler, Will Byers e compagnia giocante D&D. Tra retromania anni ’80 e quantità di meme circolata online, ok, Stranger Things ha effettivamente definito il decennio. E forse è pure il momento di un rewatch.
Fleabag
Prime VideoLa nostra favorita. Dieci anni fa, Phoebe Waller-Bridge usciva quatta quatta dal Fringe di Edimburgo e ci portava una piccola gioia destinata a rimanere un felice unicum, forse, nella serialità del nuovo secolo (e non solo). Un prete sexy (eccoci di nuovo qua!), una ragazza terribilmente Millennial con più problemi che personalità (multiple), e la storia più vecchia di sempre: doversi districare tra le magagne della vita. È nata un’autrice (di cui vorremmo rivedere presto qualcosa all’altezza del suo exploit).
