Rolling Stone Italia

Le migliori serie TV italiane del 2016

Anche l'industria cinematografica italiana lo scorso anno ha sfornato serie che non hanno nulla da invidiare a quelle estere. Eccola nostra top 5

set of "The young Pope" by Paolo Sorrentino. 08/13/2015 sc.530 - ep 5 in the picture Jude Law and Scott Shepherd. Photo by Gianni Fiorito

1. “The Young Pope” Sky Atlantic

Dai a un regista come Paolo Sorrentino la facoltà di raccontare in tv la storia che gli pare, nel modo che gli pare, e il risultato non potrà che essere The Young Pope: una serie surreale, complessa, sibillina. Come il suo protagonista, l’affascinante e brutale Belardo (Jude Law): il Papa più moderno e rock di tutti i tempi.

2. “Gomorra” Sky Atlantic

La seconda stagione della serie tv italiana più di successo (dentro e fuori i nostri confini) si conferma più potente e spietata che mai, con nuovi personaggi e uscite di scena tanto eccellenti quanto inattese, come nei migliori dramas. Nel mondo di Gomorra il perdono, se mai era esistito, non tornerà più.

3. “Rocco Schiavone” Rai 2

Dai romanzi bestseller di Antonio Manzini, le avventure di un burbero, simpatico vicequestore romano trapiantato ad Aosta, costretto a indagare su una serie di delitti. Se detta così può sembrare roba già vista, avete ragione: eppure funziona, anche grazie al piglio anarchico del protagonista, interpretato da Marco Giallini.

4. “La mafia uccide solo d’estate” Rai 1

Oggi si ricicla tutto, e i film di successo diventano presto serie tv. In questo caso è la mafia raccontata attraverso gli occhi dei bambini, nell’omonima pellicola del 2013. Qui Pif, sempre autore di soggetto e sceneggiatura, si limita a fare il narratore. Si può essere seri e insieme nazionalpopolari? Pif può.

5. “Dov’è Mario?” Sky Atlantic

Scritta insieme a Mattia Torre, è lo strano, a tratti geniale, esordio di Guzzanti nella (mini)serialità tv: un’intellettuale di sinistra, Mario Bambea, che si sdoppia in un italianissimo Mister Hyde razzista.

La classifica è stata pubblicata su Rolling Stone di gennaio.
Potete leggere l’edizione digitale della rivista,
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