Rolling Stone Italia

Le 10 scene di sesso più hot del cinema

Da Bertolucci a ‘9 settimane e ½’, da ‘Brokeback Mountain’ a ‘La vita di Adèle’. Fino agli incontri caldissimi di Timothée Chalamet e Armie Hammer. Feat. la pesca più famosa del grande schermo

Foto: Warner Bros.

Ultimo tango a Parigi
Bernardo Bertolucci1972

Lo sappiamo, rubricare Ultimo tango a Parigi nella lista delle scene di sesso più hot della storia del cinema oggi è un rischio. Ma è indubbio che la sequenza del burro ha giocato un ruolo chiave, nella formazione dell’immaginario erotico collettivo post-sessantottino. C’è un evidente sbilanciamento fra i sessi (anche nel racconto che Maria Schneider diede nella realtà), ma anche la fotografia di un’epoca sregolata (o in cerca di nuove regole) da leggere oggi criticamente, senza condannarla tout court. E la forza erotica del cinema di Bertolucci esplode, per tornare poi più viva che mai in quasi tutte le opere successive (vedi più avanti).

A Venezia… un dicembre rosso shocking
Nicolas Roeg1973

È il primo titolo che salta fuori quando, di fronte a due attori che si producono in sequenze ginniche in camera da letto, viene da chiedersi: ma l’hanno fatto davvero? Secondo la leggenda, Donald Sutherland e Julie Christie avrebbero “consumato” realmente sul set di Don’t Look Now (titolo originale del pasticciaccio italiano, comunque diventato un cult al pari della pellicola). Tanto basterebbe. Il resto lo fanno la bravura animalesca degli attori, la regia “jazzistica” di Nicolas Roeg e lo sfondo psycho-thriller in cui il sesso diventa un’altra delle armi da usare. Senza censure.

All’ultimo respiro
Jim McBride1983

Il remake di Fino all’ultimo respiro, il capolavoro di Jean-Luc Godard che avviò la Nouvelle Vague, è nato come scult (e rimasto tale). Ma, a suo modo, ha fatto scuola in fatto di cinema erotico. Richard Gere e Valérie Kaprisky prendono il posto di Jean-Paul Belmondo e Jean Seberg e si “sbiottano” certamente più di loro, che si limitavano a un allusivo lenzuolo bianco. E si producono in nudi integrali (anche lui) e scene bollenti tra la camera da letto e la piscina (omaggio a David Hockney, per stare “alti”). Ancora oggi inarrivabili.

9 settimane e ½
Adrian Lyne1986

Il padre di tutti i softcore movie anni ’80. E il titolo che avrebbe convinto almeno una generazione che per accendere il desiderio basta uno spogliarello (o, in alternativa, una benda sugli occhi e un cubetto di ghiaccio). Mickey Rourke e Kim Basinger sono due sex symbol indiscutibili (sfidati solo dal “basic instinct” di Sharon Stone e Michael Douglas), entrambi travolti dal film di Adrian Lyne: lei sarebbe stata riscattata, molti anni dopo, dall’Oscar per L.A. Confidential, lui si è divinamente sfasciato fino a resuscitare con The Wrestler. Ma restano due archetipi indistruttibili dell’eros al cinema. Quest’estate fa molto caldo, ci si vede stanotte vicino al frigo.

Eyes Wide Shut
Stanley Kubrick1999

Tra moglie e marito, non mettere Stanley Kubrick. Anzi: sì. Il capolavoro finale del maestro, liberamente tratto dalla novella Doppio sogno di Arthur Schnitzler, mette in scena una coppia all’epoca vera (Tom Cruise e Nicole Kidman) per ritrarre senza pudori il desiderio di tutte le coppie, tra sogni di orge e intimità davanti allo specchio prima di dormire. Un cortocircuito tra verità e finzione, ma anche uno dei tuffi più liberi e inquietanti nell’eros di fine secolo (lo scorso).

The Dreamers – I sognatori
Bernardo Bertolucci2003

“Ho visto lei che bacia lui che bacia lei che bacia me”, before it was tormentone estivo. Bernardo Bertolucci colpisce ancora e, restando in tema di pruriti giovanili e sessantottini, piazza uno dei più bei triangoli della storia del cinema. Con persino un po’ di incesto, perché no. Eva Green, Louis Garrel e Michael Pitt, tra vasche da bagno e salotti fané, si spogliano e mischiano a piacimento loro e nostro. Il “grande sogno” del Maggio francese si riduce a questo “mon amour“? Be’, mica male.

Match Point
Woody Allen2005

La torrida sequenza tra i campi sotto la pioggia. Ma anche la seduzione davanti al ping pong. Complice la carica erotica (ma sempre consapevolmente ironica) dirompente di Scarlett Johansson – affiancata dal bello, seppur un po’ bietolone, Jonathan Rhys Meyers – Woody Allen firma il suo dramma più infuocato, in tutti i sensi. E fa sembrare la scena di sesso en plein air pressoché identica vista l’anno prima nelle Pagine della nostra vita, starring Ryan Gosling e Rachel McAdams, una roba da educande.

I segreti di Brokeback Mountain
Ang Lee2005

Due cowboy. Una tenda. Il resto lo potete immaginare. Letteralmente. Il primo dramma gay mainstream, diretto da Ang Lee e con protagonisti Heath Ledger e Jake Gyllenhaal, racconta il sesso fra uomini quand’era impossibile. E quando in fondo è ancora impossibile anche a Hollywood. Tanto che la famosa “tent scene” quasi non si vede. Ma tanto basta, per farla finire tra i momenti più sexy di sempre. Indimenticabile anche perché proibito.

Espiazione
Joe Wright2007

Un polveroso mélo bellico? No. Il film che Joe Wright ha tratto dal bellissimo romanzo di Ian McEwan è un dramma passionale che, a sorpresa, piazza uno dei momenti più hot del cinema degli anni 2000. L’incontro tra il soldato James McAvoy e la gentildonna Keira Knightley, sbattuta contro la parete della biblioteca nel suo splendido vestito verde smeraldo, è bollentissimo. Altro che inglesi prude

Shame
Steve McQueen2011

Altro giro, altro film tacciato oggi di essere un inno alla cosiddetta mascolinità tossica. Ma proprio quella deriva disturbata e disturbante vuole analizzare Steve McQueen, che fa del “malato di sesso” Michael Fassbender il protagonista di alcune delle sequenze erotiche più perturbanti viste sullo schermo nelle ultime annate di cinema. Utilizzandolo come “uomo oggetto” in modo svergognato, grazie anche alla straordinaria prova di un attore che non ha paura di mettersi a nudo (pardon).

La vita di Adèle
Abdellatif Kechiche2013

Anche qui la domanda è, quantomeno, lecita: Adèle Exarchopoulos e Léa Seydoux fanno l’amore per davvero, sullo schermo? L’occhio – secondo alcuni troppo sessista, vabbè – di Abdellatif Kechiche ce lo fa credere, ma sono le due bravissime attrici a simulare quell’atto così appassionato con un’adesione impressionante alla realtà. Un capolavoro dell’eros, ma anche delle emozioni. Kechiche tornerà a raccontare l’amore e il sesso tra giovani in Mektoub, My Love: Canto uno, e sarà di nuovo tacciato di oggettivizzare il corpo femminile: a noi sembra che ci sia solo verità, senza vergogna.

Chiamami col tuo nome
Luca Guadagnino2017

Non date una pesca a Timothée Chalamet. O forse sì: ne uscirà uno dei momenti più caldi (e insieme paradossalmente divertenti) mai visti, a proposito di educazione sessuale fai-da-te. E non mettetegli in camera da letto, di notte, Armie Hammer. O forse sì (again): il risultato sarà una delle sequenze più tenere-erotiche del cinema contemporaneo, thanks to Luca Guadagnino e la sua sensibilità di narratore della fluidità corrente. Ah, i protagonisti di tutto questo sono due uomini: e chi se ne frega (finalmente).

Iscriviti