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I 10 migliori cameo musicali dei Simpson

La serie di Matt Groening è diventata un pezzo di cultura pop anche grazie alle sue guest star. E i musicisti hanno fatto la loro parte: dai R.E.M. agli U2, fino a Ramones e Paul McCartney, ecco le apparizioni più memorabili

Uno degli elementi che più ha contraddistinto l’ascesa dei Simpson nella cultura pop è stata la presenza di guest star appartenenti allo star system americano e non solo, che si sono tinti di giallo per mettersi in gioco con (auto)ironia a Springfield. E anche i musicisti, in uno show che punta tantissimo sulle canzoni e la satira del mondo dello spettacolo, hanno avuto la propria parte, in una galleria di interventi che – potendo pescare un po’ ovunque – contiene nomi da strizzarsi gli occhi, per quanto un po’ sbilanciata verso il rock.

Nel dubbio, abbiamo messo in classifica i migliori cameo degli artisti nella serie di Matt Groening, focalizzandoci più sulla riuscita delle gag (e, in generale, l’epicità dell’episodio e il loro contributo alla sua riuscita) che sul volto altisonante in sé. A volte, soprattutto andando avanti con le stagioni, è più un modo per mettere una pezza a puntate mediocri che altro (Lady Gaga docet).

P.s.: sì, ci piange il cuore a non aver inserito George Harrison che battezza alla sua maniera il “concerto sul tetto” dei Re acuti, il quartetto vocale di Homer, Apu, Barney e Skinner a metà fra i Beatles e i Four Seasons. Undicesimo, diciamo. E perdonaci, George.

10. James Taylor (Homer nello spazio profondo)

La NASA è in crisi – rigorosamente di ascolti – e per risollevarsi decide di spedire in orbita l’americano medio, scegliendo ovviamente Homer. Poi, per rendersi ancora più pop, chiama James Taylor a intrattenere la gita in orbita dei novelli astronauti, col cantautore americano che canta You’ve got a friend – tipico esempio, dicono, della sua “musica rock-folk agrodolce”. Trattato come un “campagnolo” dagli ingegneri della sala di controllo, coi suoi metodi “rustici” alla fine salverà la missione nello spazio e ci regalerà una piccola, malinconica esibizione.

9. Barry White (La festa delle mazzate)

Una tradizione malsana e sentitissima come la “festa delle mazzate”, in cui gli abitanti di Springfield – in preda a una devozione assurda – si dedicano all’uccisione dei serpenti in giro per la città; e Lisa e Bart che iniziano a sviluppare una sensibilità diversa, decidendo di proteggerli dalla furia collettiva. Come? Attirando i rettili nel giardino di casa loro con una musica suonata da casse rivolte al suolo, per poi metterli al sicuro. Però come esca servirebbe una canzone con bassi potenti, si dicono. E chi, se non un Giusto come Barry White, può aiutarli? Can’t get enough of your love fa il resto.

8. Spinal Tap (Lo show di Otto)

Ogni volta che nella provincialissima Springfield c’è un concerto, è un evento straordinario – come quando, in una città “divisa” da due prefissi e un muro di spazzatura, arrivano gli Who. Ecco, nello Show di Otto si capisce perché è così difficile imbastire dei live lì: tocca agli Spinal Tap, e la band diventa martire di tutte le manchevolezze possibili degli organizzatori (dal palco annacquato a generici problemi tecnici). La satira, in realtà, è duplice e prende anche di mira i gruppi rock concentrati in tournée da centinaia di date, in cui non badano neanche al posto dove suonano, ma è proprio sommando le due prospettive che viene fuori un’esibizione che è una sequenza di gag grottesche riuscitissime. Con una conclusione non-sense, esagerata, e per questo perfetta: degli scontri fra forze dell’ordine e pubblico in stile Police a Reggio Emilia.

7. Tito Puente (Chi ha sparato al signor Burns)

In un episodio cult (diviso in due parti), che con la solita ironia entra nei confini del giallo per capire “chi ha sparato al signor Burns”, a Springfield – per una serie di intrecci – hanno tutti un movente per l’omicidio del miliardario, compreso l’ospite Tito Puente, inizialmente chiamato da Lisa come insegnante di musica per la scuola e poi finito nella lista degli indiziati. Lui, nel dubbio, fornirà il proprio alibi con un mambo: “Señor Burns, / el diablo con dinero“. E spoiler: ne uscirà innocente.

6. R.E.M. (Homer il barista)

Fra tutti gli ospiti, i R.E.M. sono tra quelli che più hanno adottato la chiave autoironica per entrare a Springfield. Pensate: una band attenta alle questioni ambientali, civili e sociali come quella di Stipe che finisce in mezzo a dei buzzurri come Homer e i suoi amici, che con l’inganno li portano a suonare nel loro nuovo bar, aperto per una ripicca da pezzenti nei confronti dello storico Moe’s. Come può finire, una storia così? Con una cover di It’s the End of the World as We Know It (And I Feel Fine) da far invidia a quella di Ligabue.

5. U2 (Spazzatura fra i titani)

È una delle ospitate più “centrali” nella trama dell’episodio stesso, quella – esilarante – degli U2 in Spazzatura fra titani. In sintesi: dopo diversi screzi coi netturbini, Homer si candida per la gestione dei rifiuti a Springfield, e la sua campagna elettorale si intreccia a più riprese con la presenza di Bono e soci in città. Su tutti, il momento in cui improvviserà un comizio al concerto della band, finendo con l’essere picchiato dagli stuart – e ripreso dal maxischermo – mentre sul palco suonano, paradossale, Pride (In the name of love).

4. The Smashing Pumpkins (Homerpalooza)

Homerpalooza è semplicemente un classico per gli amanti della musica: Homer, scopertosi “fenomeno da baraccone” per la capacità di incassare colpi di cannone ad altezza stomaco (giuro), si unisce all’Hullabalooza, un festival-parodia del Lollapalooza in cui gli organizzatori considerano già la musica come “secondaria” a tutto il resto. Lì, comunque, conosce il meglio dei Novanta – Sonic Youth, Cypress Hill – e lega in particolare con gli Smashing Pumpkins. Poi, quando dovrà lasciare la carovana per tornare da Marge e i figli, dalla sua famiglia, la band di Corgan avrà un momento di esitazione pensando alle “rinunce” che comporta la vita da rockstar. Un momento di esitazione brevissimo, s’intende.

3. Ramones (L’orsetto del cuore)

È il compleanno di Burns (a proposito: quanti anni compie?), e al ricevimento con le famiglie dei dipendenti della centrale Smithers ha chiamato a suonare i Ramones. In pieno stile punk, la band prima si lamenta platealmente dell’ingaggio e poi attacca una cover alla propria maniera di Happy birthday to you. La gag è storica, degna di una delle puntate migliori della serie, perché il festeggiato pare non apprezzare e per vendicare la provocazione ordina a tempo record di far “uccidere i Rolling Stones” – sì, insomma, poco importa che quelli sul palco fossero i “fratelli” Ramone. Non sappiamo come andrà a finire, ma evidentemente Burns ha dei sicari poco affidabili, visto che Mick Jagger e Keith Richards appariranno anche loro, sempre come ospiti, nella quattordicesima stagione. Chissà.

2. Michael Jackson (Papà-zzo da legare)

Una delle puntate più surreali non poteva che avere un’ospitata altrettanto assurda, straniante e quindi epica. Finito per una serie di equivoci in una clinica psichiatrica, Homer conosce un paziente convinto di essere Michael Jackson e, una volta uscito di lì, lo porta a casa con lui. L’uomo, doppiato proprio dal Re del pop, per quanto fisicamente agli antipodi con l’artista di Thriller si atteggia come lui, canta e balla allo stesso modo e riesce persino a far scrivere una hit a Bart per augurare buon compleanno alla sorella. Ma è proprio a quel punto che il mistero della sua reale identità si risolve…

1. Paul e Linda McCartney (Linda la vegetariana)

In un episodio storico come Lisa la vegetariana – zeppo di satira, scontri generazionali e gag; ma anche di una conversione all’epoca molto poco pop – non potevano che esserci due guest di altissimo livello. Nella svolta “sensibile” di Lisa, infatti, a convincerla a diventare vegetariana – mentre una Springfield “carnivora” la spinge nella direzione opposta – sono nientemeno che gli alfieri orgogliosi Paul e Linda McCartney. La coppia – che appare verso la fine della puntata insieme a un altro vegetariano insospettabile della città – prese davvero a cuore la questione (tanto da imporre, come condizione per la propria partecipazione, che il personaggio restasse vegetariano anche nelle puntate successive), recitando una parte in cui convince Lisa che una vita senza carne non è una vita di sacrifici. Oggi, venticinque anni dopo la messa in onda, resta uno dei momenti-cardine dei Simpson.

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