Spinti dalla volontà di “vivere” le scene dei nostri film preferiti, organizziamo sempre più spesso vacanze in funzione di questi e dell’inevitabile messa in scena sui social. Ci rifugiamo così non in uno, bensì in due mondi di finzione. Le destinazioni e gli itinerari finiscono per tenere in speciale considerazione una strada, un ristorante, un hotel. Se come me vi ritrovate in questo scenario, siete nel posto giusto. Qui incontrerete dieci alberghi che esistono sia al cinema che nella realtà. Ohibò.
Chateau Marmont
Los AngelesFran Lebowitz disse: «Los Angeles è una vasta area simile a una città che circonda il Beverly Hills Hotel». Gio Scotti postò qualcosa di simile con «Los Angeles sembra un enorme Fidenza Village». Non me la sento di smentirle. Per quanto mi riguarda, però, c’è un hotel che mi fa dimenticare tutti i difetti di LA e mi spinge ogni volta ad accettare le 15 ore di volo verso la California, ed è lo Chateau Marmont. Sarà per le follie di Lindsay Lohan. Sarà per l’emozione di dormire in una camera dove hanno copulato Johnny Depp e Kate Moss (dicono in tutte). Sarà per Lana Del Rey, Helmut Newton o Anthony Perkins. Ma è più probabile che la colpa sia di Sofia Coppola, che ha scelto il Castello di Sunset Boulevard come palcoscenico di Somewhere per raccontare – seppur con altri nomi – uno spaccato della sua vita con il padre Francis (che per un periodo pensò addirittura di comprarlo). In più ci ha messo anche I’ll Try Anything Once degli Strokes e questo mi ha sempre reso ancora più difficile resistergli. Tuttavia, va anche detto che negli ultimi anni lo Chateau si è un po’ perso, fagocitato dalla sua stessa iconicità amplificata dai social che ne hanno minato pure la rinomata riservatezza. I prezzi inoltre sono quelli di un hotel di lusso, gli standard no (se siete allergici alla polvere, meglio avere il Ventolin a portata di mano). Ma questo non è un difetto e non lo è mai stato. Anzi. Non ha bisogno di migliorare e non deve assolutamente cambiare: anche solo una spolverata potrebbe portare via la patina della vecchia Hollywood che lo rende così affascinante e inarrivabile. E questo vale qualsiasi cifra.

Chelsea Hotel
New YorkPlaza, Carlyle, Waldorf-Astoria (questo lo troveremo dopo). New York e i suoi hotel hanno un forte legame con il cinema. Il Chelsea Hotel però è sempre stato speciale e le sue vibes, maledette e sincere, mi ricordano proprio lo Chateau Marmont. Sono tante le storie legate al Chelsea, dalla scena musicale a quella artistica. Per quanto riguarda il cinema però sono tre i titoli che vengono subito in mente: Léon, 9 settimane e ½ e A Complete Unknown. Grazie a quest’ultimo film in particolare l’hotel ha avuto un boost di notorietà. Quando nel 2022 riaprì dopo una decina di anni di restyling e battaglie legali con gli inquilini che lì abitavano (alcuni ci abitano tuttora preservando lo stile bohémien) fui particolarmente contento. Un anno dopo ero lì, pronto a vivere un momento che credevo sarebbe stato rock’n’roll. Il buon sentimento è durato poco e si è trasformato rapidamente in delusione. Non tanto per l’intervento alla struttura – principalmente conservativo – quanto per l’atmosfera. D’accordo, non mi aspettavo certo di ritrovare quella dei tempi di Bob Dylan e Sid Vicious, ma almeno quella di quando lo frequentavano gli Strokes sì. Ora infatti è diventato un hotel di lusso a tutti gli effetti: dal prezzo al servizio, perdendo quel particolare fascino che lo rendeva così speciale. Come se una trattoria old school diventasse un ristorante posh. Non si sta male, però…
Waldorf-Astoria
New YorkDa poco più di un anno, dopo una significativa ristrutturazione che ne è durata otto, ha riaperto a New York una delle istituzioni dell’hôtellerie a stelle e strisce, nota per essere stata il primo albergo ad aver introdotto il servizio in camera h24. A rivaleggiare con il Plaza, il Carlyle e il The Pierre è tornato il Waldorf-Astoria. Il cinema l’ha mostrato in più occasioni, ma due titoli in particolare meritano di essere qui riportati. Il primo è Serendipity, con il destino dei due innamorati affidato agli ascensori dell’hotel. Il secondo è Scent of a Woman – Profumo di donna. Per il colonnello Slade, interpretato da Al Pacino, il Waldorf-Astoria è «il compendio di tutto ciò che è civilizzato», ed è infatti una tappa imprescindibile del suo viaggio a Manhattan. Che sia la prima o la centesima volta che andate a New York, ora che ha riaperto merita una visita, una sbirciatina nella hall o un drink al bar. E come direbbe il colonnello: UA!
Danieli
VeneziaSpostiamoci in Italia per parlare dell’hotel più lussuoso di questo articolo. Al Danieli di Venezia non si scherza, non per niente è la struttura dove si ferma James Bond ogni volta che è in città. Tre film vedono 007 passare dalla Serenissima e tutte e tre le volte c’è il Danieli: Dalla Russia con amore, Moonraker e Casino Royale. L’albergo è ancora più protagonista nel film The Tourist, un thriller dimenticato – che ha buoni momenti – con Johnny Depp e Angelina Jolie. I prezzi di una camera sono proibitivi (del resto è un cinque stelle lusso a Venezia), più agevole farsi un’idea dell’esperienza grazie ad alcune bevute allo storico Bar Dandolo che si trova al piano terra (un secondo bar è sulla terrazza, qui però si baratta la storia con la bella vista: a voi la scelta). Ovviamente al Dandolo è d’obbligo un Vesper Martini, in omaggio proprio alla spia inglese.
Grand Hotel
RiminiMi è venuta voglia di piadina e malinconia. Rimaniamo in Italia, sul versante adriatico. Scendiamo di qualche regione e fermiamoci nella Riviera romagnola. A Rimini troviamo il Grand Hotel. Federico Fellini ambientò qui, nella sua città natale, il film Amarcord, e ritagliò una parte speciale proprio per il Grand Hotel, luogo a lui particolarmente caro (d’accordo: gli interni della struttura furono ricreati a Cinecittà, ma gli esterni sono stati girati in loco). «Il Grand Hotel era la favola della ricchezza, del lusso, dello sfarzo orientale. Quando le descrizioni nei romanzi che leggevo non erano abbastanza stimolanti da suscitare scenari suggestivi nella mia immaginazione, tiravo fuori il Grand Hotel». In questa struttura in stile Liberty trova genesi il personaggio della Gradisca, con il racconto di una notte in cui la donna si offre – per l’appunto, “gradisca…” – al Principe ereditario. Consacrato cineasta di fama mondiale, per molti anni Fellini ha soggiornato nella suite 315. Il Grand Hotel è un ottimo pretesto per recarsi a Rimini il prima possibile. Magari a fine settembre, per aumentare la malinconia felliniana?
Grand Hotel Plaza
RomaFacciamo il check-in al Plaza. Niente vista su Central Park, perché non siamo a Manhattan. Siamo a Roma, in via del Corso, dove la struttura è pure “Grand” e si affaccia sulla chiesa di San Carlo. Se vi dico che entrando qui dentro il tempo si ferma e si avverte di essere in un posto che ha fatto la storia, mi credete? Le sue sale in stile Liberty – rivisitate da Renzo Mongiardino – sono state non solo la camera ardente del magnate J.P. Morgan, ma anche scenografia d’eccellenza scelta da alcuni maestri del cinema: L’innocente di Luchino Visconti, Un tè con Mussolini di Franco Zeffirelli e Gangs of New York di Martin Scorsese. Si fa fatica a non riconoscere il maestoso leone di marmo ai piedi della scalinata principale proprio nel film con Leonardo DiCaprio. Ancora una volta il legame con il cinema ci obbliga a citare Fellini: se non lo trovavi al Grand Hotel di Rimini, voleva dire che era al Grand Hotel Plaza di Roma.
Park Hyatt
TokyoSe chiedi a un fissato di cinema di collegare Tokyo a un film, non esiterà un istante a risponderti Lost in Translation. Ancora una volta in questo viaggio nell’hôtellerie cinematografica troviamo Sofia Coppola (alla lista andrebbe aggiunto anche A Very Murray Christmas con il Carlyle Hotel di New York, ma non fu una prova particolarmente riuscita per la nostra amata). L’albergo ultra-protagonista del film è il Park Hyatt: si sviluppa dal 39esimo al 52esimo piano della Shinjuku Park Tower e di recente ha riaperto dopo oltre un anno di chiusura per una profonda ristrutturazione. Il sogno mutuato dal grande schermo ci imporrebbe di riservare una camera e replicare la pacata irrequietezza di Scarlett Johansson mentre ammira la città dalla sua finestra. Tuttavia, una soluzione più economica per soddisfare i nostri appetiti cinefili può essere anche un semplice drink (vodka tonic o whiskey, come nel film) al bar dell’hotel all’ultimo piano, per mettere in scena quantomeno il primo incontro notturno tra i due protagonisti.
Cherry Tree Inn
WoodstockNon solo hotel di lusso: potete trovare anche un bed and breakfast in questo articolo. Ci imbattiamo ancora in Bill Murray per uno dei film più riusciti della sua carriera: Ricomincio da capo. La finzione cinematografica ci dice che siamo a Punxsutawney in Pennsylvania, in realtà si tratta della cittadina di Woodstock in Illinois. Nel film il nome del delizioso B&B dove il burbero protagonista alloggia è Cherry Street Inn, e qui si sveglia ogni mattina rivivendo di continuo il 2 febbraio, cioè il Giorno della Marmotta (secondo gli esperti sono stati in tutto circa 34 anni). La struttura esiste davvero e sapientemente i gestori hanno deciso di ribattezzarla Cherry Tree Inn, un nome che strizza decisamente l’occhio a quello che ha nella trama. Se decidete di prenotare (a vostro rischio e pericolo) per il giorno del titolo originale, armatevi di una santa pazienza: la lista d’attesa è lunga anni (proprio per rimanere in tema).
Old Cataract Hotel
AssuanIn questo albergo, e in questo film, troviamo ospiti illustrissimi: Jane Birkin, Mia Farrow, Maggie Smith, Bette Davis, Angela Lansbury, David Niven e Peter Ustinov. Il cast è quello di Assassinio sul Nilo (quello del 1978, non la versione del 2022 che abusa di green screen e CGI), l’hotel invece è l’Old Cataract di Assuan. Nel salone dell’elegante struttura i protagonisti si scrutano e si conoscono. Il mattino seguente vediamo Poirot fare colazione sulla terrazza della sua camera vista Nilo, prima di salpare per la crociera a bordo del Karnak, cioè il battello su cui avverranno i misteriosi omicidi. Fun fact: per un breve momento nel prologo sentiamo citare anche il Danieli di Venezia come tappa dello stalking messo in atto da Jacqueline/Mia Farrow.
Overlook Hotel/Ahwahnee Hotel
YosemiteNon c’è dubbio, l’hotel più noto nella storia del cinema è l’Overlook Hotel di Shining. Mettendo da parte l’ispirazione di Stephen King per il romanzo, parliamo qui solo della versione di Kubrick, aggiungendoci un pizzico di realtà. Anzitutto una distinzione: esterni e interni sono presi da due strutture diverse. Nel primo caso si tratta del Timberline Lodge che si trova in Oregon: qui vennero girate solo poche scene, la struttura venne poi riprodotta negli studi di Londra (un lavoro imponente, ma sappiamo com’era Stanley). Discorso simile anche per quanto riguarda gli interni, cioè il fulcro della scenografia del film, quelli della celebre sequenza con gli ascensori da cui fuoriesce un fiume di sangue, dei corridoi labirintici e della hall dove Jack Torrance/Jack Nicholson si dedica al suo manoscritto e poi impazzisce. In questo caso siamo di nuovo negli studi di Londra, ma l’ispirazione (fedelissima) arriva ancora una volta da una location reale e molto suggestiva. Si tratta dell’Ahwahnee Hotel e si trova all’interno del celebre parco di Yosemite, nella California del Nord. Come per il precedente, anche questo è tutt’oggi in attività. Alcuni anni fa ho deciso di visitarlo e vi sembrerà scontato – colpa della moltitudine di reel su Instagram che ormai ne parlano – ma l’atmosfera in quel salone e davanti a quegli ascensori è davvero pesante e finisce per innervosire il visitatore. In questo caso non me la sento di consigliare una trasferta, meglio evitare.















