La collezionista
1967L’estate di Rohmer comincia nella luce abbagliante della Costa Azzurra, dove Adrien si ritira in una villa con l’intenzione di non fare assolutamente nulla. Il suo programma contemplativo viene disturbato da Haydée, giovane donna che cambia amante quasi ogni notte e che lui, con una certa presunzione, definisce «la collezionista». Ma chi sta davvero collezionando chi? Tra giornate immobili, bagni, passeggiate e conversazioni che diventano duelli, Rohmer osserva il desiderio mentre prova a travestirsi da superiorità morale. Il sole sembra sospendere il tempo, ma rende ancora più visibili ipocrisie e autoinganni. Più che una vacanza, è un esperimento sentimentale a cielo aperto: tutti affermano di sapere cosa vogliono, nessuno sembra crederci fino in fondo. E l’estate, apparentemente vuota, finisce per mettere Adrien davanti a ciò che preferirebbe non vedere: sé stesso.
Il ginocchio di Claire
1970Jérôme sta per sposarsi e trascorre l’ultima estate da scapolo sul lago di Annecy, in un paesaggio così perfetto da sembrare già un ricordo. Qui incontra Aurora, scrittrice che lo spinge a osservare le adolescenti Laura e Claire come personaggi di un possibile romanzo. Jérôme sostiene di essere immune al desiderio, almeno finché non vede il ginocchio di Claire. Rohmer trasforma un dettaglio fisico in un’ossessione e una vacanza tranquilla in un labirinto morale fatto di parole, fantasie e alibi. Tutto è leggero solo in apparenza: le gite in barca, le confidenze, la pioggia improvvisa diventano tappe di un sofisticato gioco di manipolazione. L’estate è la stagione dell’eccezione, quella in cui ci si convince che una trasgressione non avrà conseguenze. Ma Jérôme desidera davvero Claire o soltanto la storia che potrà raccontarsi dopo averla sfiorata?
Pauline alla spiaggia
1983«Chi parla troppo si perde», avverte il proverbio che apre il film. E in effetti, durante questa vacanza sulla costa normanna, tutti parlano moltissimo e quasi nessuno riesce a capirsi. La quindicenne Pauline accompagna la cugina Marion al mare e osserva gli adulti lanciarsi in corteggiamenti, tradimenti e vertiginose giustificazioni. Marion sogna l’amore assoluto, Pierre la desidera senza essere ricambiato, Henri preferisce il piacere senza impegni. Pauline, teoricamente la più inesperta, è l’unica a vedere con chiarezza il ridicolo balletto sentimentale che la circonda. Rohmer usa la spiaggia come un piccolo teatro sociale: costumi, abbronzature e porte lasciate aperte fanno crollare ogni pretesa di rispettabilità. È una commedia luminosa e crudele sull’estate, quando si ha più tempo per innamorarsi, mentire e convincersi che la propria versione dei fatti sia quella vera.
Il raggio verde
1986Delphine si ritrova senza programmi proprio all’inizio delle vacanze. Gli amici provano a salvarle l’estate invitandola al mare, in montagna e nelle loro case, ma ogni destinazione sembra amplificare la sua solitudine. Parigi si svuota, le spiagge si riempiono e lei continua a sentirsi fuori posto: troppo sensibile per adattarsi, troppo ostinata per accettare una compagnia qualsiasi. Rohmer segue i suoi spostamenti quasi senza trama, affidandosi alla spontaneità di Marie Rivière e trasformando il disagio delle ferie in un’avventura interiore. Il titolo richiama il rarissimo fenomeno ottico visibile al tramonto, promessa che per un istante diventi possibile leggere con chiarezza nei propri sentimenti. Tra coincidenze, carte da gioco e conversazioni rubate, l’estate non è più evasione ma attesa. E il finale dimostra che, qualche volta, aspettare ciò che si desidera non significa lasciarsi sfuggire la vita.
Un ragazzo, tre ragazze
1996Gaspard arriva a Dinard convinto di dover aspettare Léna, la ragazza con cui ha una relazione tanto incerta da esistere soprattutto nella sua testa. Nell’attesa conosce Margot, con cui condivide lunghe passeggiate e confidenze, e Solène, che invece gli chiede di scegliere. Quando anche Léna ricompare, il ragazzo si ritrova con tre possibilità e nessuna idea di cosa voglia davvero. Rohmer costruisce la più estiva delle commedie sentimentali: appuntamenti rimandati, promesse fatte sulla spiaggia, itinerari continuamente modificati e decisioni che sembrano definitive solo fino al giorno seguente. Gaspard parla, razionalizza e compone canzoni per evitare di assumersi qualsiasi responsabilità, mentre sono le tre ragazze a definire il ritmo del racconto. Nei quattro racconti dedicati alle stagioni (il titolo originale è Conte d’été), l’estate diventa così il territorio delle vite possibili, quelle che immaginiamo prima che settembre ci costringa finalmente a sceglierne una.










