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Aspettando gli Oscar 2020: i migliori film

L'Academy avrà il coraggio di premiare 'Parasite' o di dare a Tarantino il riconoscimento accademico che merita? Oppure si adagerà sul più classico '1917'?

Park So-dam in 'Parasite'

Parasite

Dalla Palma d’oro all’ultimo Festival di Cannes allo storico riconoscimento al cast assegnato ai Sag (il premio del sindacato degli attori), la cavalcata di Parasite è una delle più epocali nella storia del cinema recente. Di certo è il titolo asiatico in assoluto più amato su scala internazionale. A conquistare l’Oscar per il miglior film non c’è riuscito l'”etnico” Roma di Cuarón: l’eventuale (e non impossibile) vittoria di Bong segnerebbe un primato clamoroso e un vero segno di rinnovamento e “diversity” nel cinema contemporaneo. Academy: se sei viva, batti un colpo.

C’era una volta a… Hollywood

Tarantino non ha mai vinto per il miglior film. Questo è il suo , dunque il film cinematograficamente più simbolico, oltre che un capolavoro senza se e senza ma. Smettiamola di dire che Quentin è uno dei più grandi registi viventi e che i suoi film ogni volta fanno la storia: dimostriamolo sul campo.

Storia di matrimonio

Da “piccolo” regista del circuito newyorkese indipendente, Baumbach è diventato uno dei più solidi autori del cinema USA di oggi. Questa è in assoluto la sua opera più matura e personale, impreziosita da un cast in stato di grazia che solo uno come lui avrebbe potuto dirigere. Un classico di oggi e per il futuro.

1917

Partito in sordina, il drammone bellico di Sam Mendes si è rivelato il concorrente più temuto in un’annata costellata di capolavori. Non si discute la perizia tecnica dietro questo finto piano sequenza, ma il regista inglese ha già vinto (generosamente) per il suo esordio American Beauty: sicuri meriti un bis?

The Irishman

Il film della vita di Scorsese (e di Bob De Niro) è un monumento a se stesso e alla storia di Hollywood. Sembrava destinato a non uscire mai, viste le traversie produttive, invece grazie a Netflix (sua croce e delizia insieme) ha trovato la strada per arrivare a tutti. Un vero titolo di passaggio tra il grande cinema e i nuovi mezzi di produzione e distribuzione di oggi. Marty innovatore sempre e per sempre.

Piccole donne

L’adattamento ultra-contemporaneo di Greta Gerwig del romanzo di Louisa May Alcott è un successo d’autore e insieme commerciale. Oltre la confezione deliziosamente impeccabile e lo straordinario ensemble di interpreti, ci sono scrittura e regia di rara acutezza. Ovviamente non vincerà, ma resterà per le generazioni di ragazze (e non solo) future.

Joker

Un nuovo twist sul cattivo più iconico dei fumetti e la grande consacrazione di Joaquin Phoenix. Sembrava destinato al circuito di fan e nerd, invece è diventato un colosso per tutte le platee, dalla Mostra di Venezia in poi. E ha rivoluzionato un genere: il cinecomic non sarà mai più come prima.

Jojo Rabbit

La nazi-comedy dello scatenatissimo Taika Waititi ha davvero parlato al cuore di tutti. Un La vita è bella in versione più satirica, che però non perde mai di vista i sentimenti. La ricetta potrebbe peccare di furbizia, ma che esista un cinema così intelligente e insieme popolare è sempre una buona notizia.

Le Mans ’66 – La grande sfida

Lo spettacolo è più che godibile, così come la ricostruzione. E a Christian Bale e Matt Damon, che gli vuoi dire? Ma sicuri che questo sia uno dei best movie dell’anno? Noi abbiamo i nostri dubbi: forse la casella numero 9 della categoria ‘miglior film’ poteva rimanere vuota.

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