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Tony Gentile ‘cancella’ la sua fotografia di Falcone e Borsellino in difesa del diritto d’autore

«È necessario restituire la giusta dignità alla fotografia» dice l'autore siciliano che con un gesto dimostrativo ha voluto mettere in luce un problema che penalizza tutta la categoria

Palermo, 27 marzo 1992 - Giovanni Falcone e Paolo Borsellino © Tony Gentile Photographer

Pennellate di vernice bianca che cancellano la sua fotografia più conosciuta, nel giorno del ventottesimo anniversario dell’omicidio mafioso di Paolo Borsellino. Tony Gentile ha deciso di compiere un atto dimostrativo, che ha chiamato Photographs lives matter, per mettere in evidenza un problema che penalizza artisti e fotografi: la tutela del diritto d’autore. La sua immagine è una tra le più utilizzate al mondo, spesso senza autorizzazione e riconoscimenti per l’autore. Il fotografo palermitano chiede un intervento tempestivo delle istituzioni, per modificare la legge italiana che prevede una distinzione tra “semplici fotografie” e “opere fotografiche”. Lo abbiamo intervistato, per farci raccontare le motivazioni di un gesto che sta facendo discutere gli addetti ai lavori e non solo.

Chi lavora nel mondo dell’arte e della fotografia sa quanto è centrale il tema del diritto d’autore e della sua tutela. Con il tuo gesto cosa hai voluto comunicare?
L’iniziativa nasce con l’obiettivo di sensibilizzare le istituzioni, ma non solo loro, su una maggiore attenzione verso il riconoscimento del diritto d’autore in fotografia. In Italia si paga lo scotto di una la legge vecchia, obsoleta, che non riesce in nessun modo a tutelare i fotografi e le loro opere. Viene fatta una distinzione senza senso tra “opera fotografica” e “semplice fotografia”. Le opere creative e artistiche restano protette per 70 anni dopo la morte dell’autore, mentre le “semplici fotografie” solo per 20 anni dopo la realizzazione. In secondo luogo, ho compiuto questo gesto con lo scopo di far parlare di una tematica sconosciuta ai più, perché la maggior parte delle persone in Italia ignora quasi totalmente le regole del copyright, mentre è fondamentale fare chiarezza su una questione così delicata.

La tua fotografia è stata utilizzata – senza permesso – in tutti i modi. Come si può evitare il furto di un’immagine?
Capita troppo spesso di vedere la mia immagine utilizzata senza alcuna richiesta, nel migliore dei casi scopro solo dopo un po’ di tempo che la mia fotografia viene presa senza permesso, come se fosse un bene comune, privo di valore, che tutti possono usare a piacimento. Spesso la fotografia è stata anche utilizzata a scopo di lucro. Mi è capitato un fatto particolare: ho notato che un partito politico italiano stava usando la fotografia di Falcone e Borsellino per realizzare delle magliette, che aveva messo in vendita a un banchetto senza permesso. Io mi sono presentato lì davanti e ho comprato una delle t-shirt, a dimostrazione dell’assurdità di tutto questo meccanismo. Ho pagato di tasca mia per acquistare la mia immagine, qualcosa di incredibile. Serve un intervento tempestivo delle istituzioni ed è necessario costruire un movimento che metta bene in evidenza il problema del diritto d’autore.

L’iniziativa ha raccolto grande sostegno, ma ha anche attirato alcune critiche. Cosa rispondi a chi ti accusa di avere oltraggiato l’immagine dei due magistrati assassinati dalla mafia?
Le critiche le avevo messe in conto, sapevo che un gesto del genere avrebbe scatenato polemiche, l’obiettivo era proprio quello di far nascere un dibattito costruttivo. Non tutti hanno capito fino in fondo le ragioni dell’iniziativa, alcuni si sono fermati all’indignazione per aver cancellato un’icona, pensando che fosse un gesto oltraggioso. Per me è esattamente il contrario: ho cancellato una mia proprietà, la riproduzione di un’immagine che ha subito troppi abusi in questi trent’anni. Non ho certo cancellato le figure di Falcone e Borsellino.

Che cosa chiedi alle istituzioni?
Come prima iniziativa concreta, bisogna assolutamente modificare la legge sul diritto d’autore relativa alla fotografia. Solo così sarà possibile restituire la giusta dignità alla fotografia e ai fotografi. Io ci ho messo la faccia e mi sto spendendo in prima persona con l’aiuto di avvocati esperti in Diritto d’Autore come Massimo Stefanutti, nella speranza che le cose possano cambiare in meglio.

 

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