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Metroman, il supereroe senza pretese che fa cantare le metropolitane di tutto il mondo

I video in cui strilla e si cimenta in mosse da pole dance hanno fatto il giro del mondo, raggiungendo persino New York. Faccia a faccia con Metroman, il protagonista del video 'Sorriso (Milano Dateo)' di Calcutta

Linea M1 - Milano

Come nasce il fenomeno Metroman?
A inizio anni Duemila, con l’arrivo dell’euro. Avevo bisogno di un lavoro e ho cominciato a raccogliere monete cantando sulla metropolitana milanese. Venivo tutti i giorni da Torino, dove abito ancora, e saltavo da un vagone all’altro. Piano piano le persone hanno cominciato a riconoscermi ed è nata la mia pagina su Facebook, che in un lampo ha raggiunto tantissimi followers.

Ma esattamente tu cosa fai?
Io creo dei brevi show musicali per le persone che non trovano il tempo o l’occasione di andare ai concerti. Loro sono lì, in silenzio e a guardare per terra sulla metropolitana, e io gli tiro addosso la mia musica facendoli uscire dalla solitudine; li coinvolgo e li faccio divertire. Ho creato il San Siro dei trasporti. Di solito la gente si incuriosisce e mi filma, poi posta i video sui social e si crea un passaparola a macchia d’olio. Adesso ho addirittura cinque sponsor sulla felpa con cui mi esibisco.

Metropolitana di Roma

Mi spieghi cosa ci facevi sulla metro di New York e in alcuni video in compagnia di Giorgia Meloni?
Sono stato a New York dove la musica di strada è un’attività normale e molto apprezzata. In metropolitana mi sono divertito e credo di aver fatto divertire anche i newyorkesi. La città e la sua gente mi hanno ricordato molto Napoli, dove le persone sono alla costante ricerca di svago e spettacoli che li facciano evadere dalla routine quotidiana. Mi sono esibito anche a Roma e Torino, in futuro vorrei andare in Russia e in Giappone. Giorgia Meloni mi ha contattato, insieme al suo staff, per fare tre video. A me non interessa minimamente la politica, cerco di starci il può lontano possibile, ma ho accettato perché mi sembrava una situazione strana e divertente. Penso che politici e mass media tendano sempre a distorcere la realtà. Fosse per me, il mondo dovrebbe essere governato dagli artisti; mi piacerebbe fondare un movimento politico chiamato Artismo, dove al potere ci sono fantasia e creatività.

Frame dal video Sorriso (Milano Dateo) © Anna Adamo

Sei il protagonista del video Sorriso (Milano Dateo) di Calcutta. Come è arrivata questa collaborazione?
Mi ha chiamato un membro di Bomba Dischi per dirmi che Edoardo voleva fare un video insieme a me. Ho accettato e ho passato cinque giorni in compagnia della troupe, che mi ha seguito nella mia quotidianità. Ho semplicemente fatto quello che faccio tutti i giorni: la preparazione fisica e mentale per esibirmi in metropolitana, la mia vita dentro al camper, le passeggiare nei campi, la boxe. È stato divertente e costruttivo, mi piace l’idea di poter condividere con il mondo il mio successo. Quando ho visto il video per la prima volta sono rimasto colpito dalla forza delle immagini, che sono capaci di contenere in un solo frammento tantissime storie. Mi piace osservare, studiare e capire quello che vedo.

Ma la gente in metropolitana non si incazza quando entri e fai tutto quel casino?
No, per niente. Le persone che mi incontrano non sono fan, ma amici. Mi vedono e mi vogliono aiutare, perché apprezzano la mia umiltà. Io non mi sono mai montato la testa, credo di essere uguale a tutti gli altri, anzi un po’ peggio di tutti gli altri. Loro mi vedono e pensano inconsciamente: “diamogli una mano”. Sono l’esatto contrario di Oscar Wilde, che metteva al centro l’estetica: io sono quello che sono e se la gente pensa che io faccia schifo mi sta benissimo così. Mi considero un artista emergente che non emergerà mai. Ho 39 anni e vivo di questo lavoro; cerco di andare avanti così, prima che m’arrestano…

Frame dal video Sorriso (Milano Dateo) © Anna Adamo

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