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L’inverno caldo nelle fotografie di Paolo Barretta

Riconosciuto come uno tra migliori talenti della fotografia italiana con il suo progetto 'I Am Winter', il giovane artista di Agropoli ha partecipato al talent Master of Photography nel 2018

I Am Winter © Paolo Barretta

Grande appassionato di musica e fotografia, Paolo Barretta – in arte I Am Winter – ha costruito con le immagini un mondo introspettivo fatto di memoria, sfumature oniriche che riportano al mondo cinematografico e ricerca identitaria. Negli ultimi tempi ha lavorato con Gucci e con il musicista britannico Fink. Oggi su Ultima Edizione ci racconta la sua storia.

Quando nasce la tua passione per la fotografia?
Fin da bambino sono stato affascinato dal mondo della musica e delle immagini, quindi la fotografia era già una grande fonte di attrazione. Agli albori dell’adolescenza ho comprato una piccola compatta e scattavo foto qua e là insieme ai miei amici, un po’ per divertimento e un po’ per documentare quello che ci succedeva durante le giornate. È stato lì che ho capito di come la fotografia fosse in grado di connettermi con il mondo. Andando avanti con gli anni, mi sono avvicinato al mondo del digitale e dell’analogico, poi mi sono spostato a Roma dove ho studiato fotografia, comunicazione e post produzione alla European Academy.

I Am Winter © Paolo Barretta

C’è stato un momento in cui hai capito che una passione si poteva trasformare in una professione?
Dopo gli studi ho vissuto un periodo difficile, perché non sapevo come utilizzare gli strumenti che avevo appreso in accademia. Sentivo di avere acquisito una cifra stilistica che non mi apparteneva, non mi riconoscevo nella fotografia che stavo producendo. Poi ho deciso di tornare a casa mia, ad Agropoli, e mi sono riallacciato alla mia terra, ai luoghi e agli affetti in cui mi identificavo. Da quel momento è nato I Am Winter, il mio progetto artistico che è il punto di contatto tra la mia sfera intima e il mondo che mi circonda. Ho ritrovato la mia identità e ho riscoperto tante piccole sfumature e tanti piccoli dettagli del passato che erano rimasti chiusi in un cassetto che avevo dimenticato di aprire. Più passava il tempo, più il corpus prendeva forma: con I Am Winter è cambiato radicalmente il mio modo di fotografare. Ho abbandonato l’estetica fine a se stessa e ho aggiunto l’elemento personale, poi ho cominciato a portare la mia fotografia su Instagram per condividerla con il mondo.

Quanto è importante il fattore intimo e personale nel tuo lavoro?
Direi che è un elemento fondamentale, tanto che ne ho fatto il cavallo di battaglia di tutta la mia produzione. La mia fotografia parla di me, riproduce scene che ho dentro la testa fatte di ricordi, dettagli, memorie. Quando scatto cerco sempre di intercettare elementi di sensibilità ed empatia, perché negli anni ho capito che bisogna guardare dentro se stessi e accettare quegli elementi della nostra personalità che spesso tendiamo a rifiutare o nascondere. Penso che se non ci si aggiunge qualcosa di proprio e di personale, la fotografia non riesce a costruire un racconto davvero incisivo. Essere onesti con se stessi è certamente difficile, gettare la maschera e fare i conti con la propria incoerenza è un percorso duro, però è anche terapeutico e ti permette di raggiungere una preziosa serenità d’animo.

I Am Winter © Paolo Barretta

Sei stato selezionato tra i partecipanti di Master of Photography 2018. Ci parli di questa esperienza?
Quando da Sky mi è arrivata la proposta di partecipazione, ho accettato subito. Avevo bisogno di un’esperienza come questa, che mi portasse a confrontarmi ad alti livelli e mettermi alla prova. È stata una sfida emozionante che mi ha insegnato tanto non solo a livello professionale, ma anche umano. Ho potuto lavorare con grandi nomi della fotografia internazionale come Oliviero Toscani, Elisabeth Biondi e Mark Sealy. Sono uscito da Master of Photography con più solidità e più consapevolezza, quindi posso dire che è stata un’avventura assolutamente positiva.

In un approccio come il tuo, è difficile adattarsi alle richieste dei clienti?
Dopo l’esperienza con Master of Photography sono arrivate molte richieste di collaborazione con brand importanti a livello internazionale e sono anche riuscito a lavorare a stretto contatto con il mondo della musica, l’altra mia grande passione. Il mio approccio è sempre rivolto alla coerenza con me stesso e con il mio stile: in questi ultimi anni ho sviluppato una personale forma di riconoscimento, ho imparato a mettere la mia firma sulle immagini che produco, sia a livello estetico che a livello personale. Anche quando lavoro con dei clienti, cerco sempre di mantenere integrità ed equilibrio, perché non voglio per nessun motivo snaturare il mio lavoro.

I Am Winter © Paolo Barretta

Cosa ti aspetti dal futuro?
Mi piacerebbe dedicarmi all’insegnamento su temi legati alla fotografia, cosa che in parte sto già facendo e che mi dà tante soddisfazioni. Poi vorrei scavare ancora più a fondo nella mia zona d’ombra, comunicare tramite la fotografia tutto ciò che riguarda il mio spettro emotivo, esorcizzare alcuni demoni che avevo dentro come l’irrequietezza, il sentimento di inadeguatezza e dispersione nel mondo. I Am Winter nasce per rispondere a queste esigenze, è la ricerca di una fonte di calore e di sicurezza per combattere il freddo dell’inverno.

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