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Guido Stazzoni: «Scatto foto per entrare in contatto diretto con le persone»

Ritrattista specializzato nella fotografia di moda, ha cominciato a collaborare con Settimio Benedusi per il progetto 'Ricordi?' che utilizza la fotografia come oggetto di memoria da toccare, guardare e conservare

© Guido Stazzoni

Guido Stazzoni è un fotografo toscano trapiantato a Milano, dove attualmente vive. Appassionato di fotografia da sempre, ha lavorato per alcuni anni nel mondo del design, per poi dedicarsi completamente al linguaggio delle immagini, specializzandosi in particolare sul ritratto e sulla fotografia di moda. Da qualche tempo a questa parte ha cominciato a collaborare con Settimio Benedusi per il progetto Ricordi?, una serie di appuntamenti in cui i fotografi scattano ritratti a persone comuni, stampando le immagini istantaneamente. Abbiamo intervistato Guido per farci raccontare qualcosa in più sulla sua carriera e sui progetti che sta seguendo attualmente.

Guido, so che è appena terminata una maratona di ritratti durata due settimane. Come è andata?
Benissimo! Con Ricordi? abbiamo organizzato, insieme a Perimetro, un evento alla galleria STILL di Milano durante il quale 19 fotografi hanno dato vita a diverse sessioni di ritratti, stampati e consegnati istantaneamente a chi partecipava. Abbiamo scattato giorno e notte ed è stata una bella occasione di incontro con le persone, un modo per avvicinarle alla fotografia. Hanno partecipato all’evento grandi fotografi come Chiara Mirelli, Guido Harari, Toni Thorimbert, Mattia Zoppellaro e molti altri. In totale, abbiamo scattato oltre 450 ritratti a più di 1000 persone.

Ma come nasce il progetto Ricordi?
È un’idea di Settimio Benedusi e nasce dal desiderio di far ritornare la fotografia stampata al centro della nostra memoria, in un mondo in cui tutto si sta digitalizzando e si sta perdendo la concretezza tangibile delle cose. Io ho cominciato a collaborare con Settimio un paio di anni fa, quando mi sono trasferito a Milano. Da quel momento Ricordi? è diventato un appuntamento fisso che portiamo avanti per mesi interi tra Milano, Imperia, Savignano sul Rubicone e altre città italiane, coinvolgendo sempre più persone.

© Guido Stazzoni

Il tuo percorso di studi è legato al mondo del design. Quando ti sei avvicinato alla fotografia?
In realtà con la fotografia ci sono cresciuto, perché vengo da una famiglia di grandi appassionati e nella mia casa c’era una quantità enorme di libri firmati da grandi autori che mi incuriosivano. Ho studiato design di interni e ho anche aperto uno studio, ma con il tempo ho capito che la fotografia era la mia vera passione. Ho inziato a scattare fotografie ad amici e conoscenti sperimentando vari generi, dalla street photography al ritratto, per capire che cosa mi piacesse davvero e su cosa volessi focalizzarmi. Con gli anni, mi sono specializzato nel ritratto e ho lavorato con diversi magazine: Elle, Harper’s Bazaar, D – La Repubblica e altri ancora, fotografando soggetti come Elodie, Cristiano Caccamo e Valentina Bellè.

A un primo sguardo, le tue fotografie appaiono come frammenti senza tempo. È una scelta voluta?
Sì, fa parte del mio gusto estetico e personale. Cerco sempre di scattare fotografie slegate dal periodo storico contemporaneo, perché non le voglio legare a un tempo preciso. Alla base di questa scelta c’è la semplicità con cui scelgo di produrre le mie immagini, che sono quasi sempre realizzate con luce naturale e pochissima artificiosità. È con questi presupposti che riesco a fotografare come desidero, ovvero con un approccio diretto e semplice. Questi elementi fanno anche parte del mio carattere, quindi per me è fondamentale che, quando scatto, si venga a creare l’atmosfera giusta per produrre delle immagini di qualità.

© Guido Stazzoni

Hai qualche nuovo progetto in cantiere?
Con Settimio sto preparando la prossima tappa di Ricordi?, in programma da novembre a febbraio in via Tortona a Milano, nel cuore di Porta Genova. Anche in questo caso ci aspettiamo di incontrare e ritrarre tante persone, per regalare loro un ricordo attraverso la fotografia.

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