Home Black Camera Ultima edizione

Guido Harari: la fotografia solidale diventa una mostra alla GAM di Torino

'Photo Action per Torino', che ha raccolto oltre 70 mila euro per l'emergenza coronavirus, si evolve e si prepara a diventare un evento espositivo

Donne Volanti © Lorenzo Cicconi Massi

Guido Harari è uno dei più noti fotografi italiani e nel corso della sua carriera ha firmato numerose copertine di dischi per artisti di tutto il mondo, da Bob Dylan a Vasco Rossi, da Lou Reed a Pino Daniele, fino al mitico Frank Zappa. È stato anche il fotografo personale di Fabrizio De André e per il cantautore genovese ha curato una grande mostra a Palazzo Ducale di Genova. Per Harari la fotografia è motivo di confronto costante, scoperta e definizione dell’altro. La sua irrefrenabile curiosità è il punto di partenza che lo ha avvicinato alle persone che gli risvegliavano un interesse, per cercare di capire chi fossero realmente.
 Recentemente, insieme al fotografo Paolo Ranzani e alla galleria Wall of Sound, ha dato vita all’iniziativa Photo Action per Torino, un progetto che ha visto come protagonisti i migliori fotografi italiani e internazionali per la creazione di un fondo straordinario contro il Covid-19. Abbiamo intervistato Guido per farci raccontare qualcosa in più sull’iniziativa e sui progeti futuri.

Luca Zingaretti, 2010 © Marina Alessi

Photo Action per Torino si è appena concluso e possiamo dire che è stato un successo. Come ti è venuta l’idea di dare vita a questo progetto?
Durante i mesi di emergenza in molti, per fortuna, si sono mobilitati per cercare di dare supporto alle strutture sanitarie e agli ospedali. Sono rimasto colpito dall’iniziativa di Perimetro 100 Fotografi per Bergamo, che è riuscita a raccogliere una cifra davvero sorprendente attraverso la vendita di stampe fotografiche donate dagli autori. Allora, insieme al mio collega e amico Paolo Ranzani, abbiamo pensato di fare qualcosa di simile, in occasione dell’apertura di un nuovo centro ospedaliero in Piemonte. Abbiamo cominciato a contattare una serie di fotografi, che hanno generosamente deciso di donare una loro fotografia per sostenere insieme il progetto di un Fondo Straordinario Covid-19 creato dall’Associazione U.G.I. ONLUS e dalla Città della Salute e della Scienza di Torino. Siamo arrivati a coinvolgere un totale di 107 fotografi e abbiamo dato vita a Photo Action per Torino; con una donazione di 100 euro per fotografia si è potuto scegliere tra le immagini dei fotografi che hanno aderito all’iniziativa, stampate in fine art, e tutto il ricavato della raccolta fondi è stato devoluto in beneficienza.

Memoires of a Geisha – Tribute 2010 © Paolo Ranzani

In questi mesi abbiamo spesso sentito parlare di Fase 1, Fase 2, Fase 3… anche Photo Action per Torino avrà le sue fasi successive?
La Fase 1 dell’iniziativa è andata molto bene e siamo riusciti a raccogliere oltre 70 mila euro, comunicando il progetto con diverse dirette sui social e coinvolgendo direttamente i fotografi, costruendo uno scambio molto stimolante tra gli autori e sviluppando riflessioni interessanti sulle prospettive della fotografia. Una volta terminata la raccolta, abbiamo pensato di dare continuità al progetto, di trovare un’evoluzione costruttiva. Così Photo Action per Torino è diventato anche una mostra, che sarà presentata alla GAM di Torino il prossimo 19 novembre. Ci saranno grandi autori come Douglas Kirkland, Maurizio Galimberti, Toni Thorimbert, Maria Vittoria Backhaus e molti altri.

Anche in questo caso le opere saranno in vendita?
Certo, tutte le fotografie esposte potranno essere acquistate dai visitatori, ovviamente con lo stesso fine benefico della prima raccolta. Ogni stampa in mostra è un’opera unica e certificata e tutto il ricavato andrà direttamente a U.G.I. Nel mio progetto ideale vorrei che la mostra diventasse un appuntamento annuale, un’occasione per esplorare la società attraverso la fotografia.

Lou Reed & Laurie Anderson, Torino, 2002 © Guido Harari

All’interno della vostra raccolta c’è davvero tutto: ritratto, moda, paesaggio, still-life e molto altro. Avete pensato di approfondire qualcuno di questi generi?
Sì, e questa potrebbe essere la Fase 3 del nostro progetto. Ci piacerebbe creare delle aree tematiche anno dopo anno, provando a indagare i vari aspetti umani, sociali e culturali che la fotografia ci offre. Sarebbe molto interessante collaborare con nuovi autori e con fotografi emergenti, con l’obiettivo di creare uno spazio di crescita e confronto, senza mai dimenticare l’importanza della fotografia come strumento di interpretazione fondamentale del mondo che ci circonda.

WEB