Home Black Camera Ultima edizione

Federica Belli, da ‘Master of Photography’ alla fotografia sociale

La fotografa originaria di Millesimo, un piccolo paese della provincia di Savona, racconta cosa immagina nel suo futuro dopo l'esperienza nel talent di Sky Arte: «Incontrare Salgado mi ha cambiato»

© Federica Belli

A soli 19 anni Federica Belli si è aggiudicata il primo posto a Master of Photography 2018, il talent realizzato da Sky Arte con la giuria presieduta da Oliviero Toscani, Elisabeth Biondi e Mark Sealy. Oggi è uno dei migliori prospetti della fotografia internazionale. Dopo l’esperienza televisiva, Federica ha deciso di fare della fotografia la sua professione. Oggi racconta la sua esperienza su Black Camera.

Ad appena 19 anni hai vinto Master of Photography. Un’avventura che certamente ha dato una spinta importante alla tua carriera di fotografa. Com’è andata?
Quando mi sono iscritta al talent, avevo fatto pochissima esperienza nel campo della fotografia, anche perché ero poco più che maggiorenne. Ho deciso di provare a partecipare a Master of Photography proprio perché ero alla ricerca di qualcosa che mi facesse crescere e mi permettesse di confrontarmi con grandi fotografi e grandi professionisti. Partire come la partecipante più giovane è stata una grande sfida di maturità, che mi ha obbligato a mettermi alla prova e a vincere la timidezza. Ne sono uscita da vincitrice, con maggiore confidenza in me stessa e nei miei mezzi.

Durante il talent hai avuto l’occasione di confrontarti con dei grandi maestri dell’immagine. C’è qualcuno in particolare che ti è rimasto nel cuore?
Ogni persona che ho incontrato nel percorso è stata fondamentale per la mia crescita. Oliviero Toscani mi ha insegnato la disciplina e la precisione, Elisabeth Biondi l’importanza della progettualità, Mark Sealy la confidenza per seguire le proprie idee. Poi c’è stato un incontro molto particolare, con Sebastião Salgado; confrontarmi con lui è stata un’esperienza toccante, che mi ha davvero emozionata. Con poche semplici parole è riuscito a trasmettermi una forte empatia e mi ha spinto a seguire la mia strada e le mie passioni. Ultimamente, durante il lockdown, ci siamo sentiti per telefono e ho condiviso con lui alcune idee e progetti che ho in mente e lui mi ha dato consigli molto importanti.

© Federica Belli

Facciamo un salto indietro nel tempo. Come ti sei appassionata alla fotografia?
Come accade in tante storie, è stato un approccio piuttosto casuale. Quando ero ancora una bambina, ho trovato una macchina fotografica dei miei genitori e ho cominciato a scattare fotografie qua e là. Da quel momento ho capito che fotografare riusciva a trasmettermi sensazioni ed emozioni molto particolari, della fotografia mi intrigava soprattutto la sua potenzialità espressiva. Crescendo, ho deciso di esplorare questa potenzialità anche sotto all’aspetto artistico. Non avrei mai pensato di riuscire ad arrivare a fare della fotografia la mia professione, invece oggi lavoro quotidianamente con il linguaggio delle immagini.

Per quanto il mondo di internet stia crescendo esponenzialmente, la televisione ha ancora una fortissima capacità di esposizione mediatica. L’improvvisa notorietà è stata un problema per te?

Ci sono stati principalmente lati positivi, ma anche alcuni rischi. Sicuramente l’esposizione ha facilitato l’accesso al mondo della fotografia e dell’arte contemporanea e mi ha permesso di conoscere personaggi importanti con cui ho avuto modo di confrontarmi. Dall’altra parte, c’è sempre un po’ il rischio di diventare autoreferenziali e vivere un po’ di rendita dopo l’esperienza televisiva. È importante non fossilizzarsi, ma continuare a muoversi per costruire nuovi progetti.

© Federica Belli

Attualmente a cosa ti stai dedicando?

Durante l’emergenza economica legata alla pandemia, ho deciso di selezionare alcune mie fotografie e di metterle in vendita sul mio sito, a sostegno dell’Associazione Banco Alimentare della Liguria. La totalità dei profitti è andata in beneficenza, per cercare di aiutare le persone in difficoltà. Credo molto nel ruolo sociale della fotografia e penso che la responsabilità di un artista sia anche quella di mettersi a disposizione per fare del bene.

Quali sono i tuoi sogni e i tuoi obiettivi per il futuro?

A 21 anni sento di avere ancora tante cose da imparare, sento la necessità di provare a buttarmi in nuove esperienze.  Vorrei investire ancora sulla formazione, sto concludendo un percorso di studi in Bocconi e mi piacerebbe approfondire tematiche legate al cambiamento climatico. Parallelamente mi sto interessando a progetti legati alla fine art e sto esplorando il mondo della fotografia commerciale, cercando di mantenere il mio stile e di mantenere sempre viva la passione per quello che faccio.

WEB
INSTAGRAM