‘Stranger Fruit’: angoscia e dolore delle madri afroamericane | Rolling Stone Italia

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‘Stranger Fruit’: angoscia e dolore delle madri afroamericane

Il fotografo Jon Henry focalizza la sua attenzione sul legame tra le madri nere e i loro figli, sottolineando come la paura della violenza sia una costante nella vita delle famiglie afroamericane degli Stati Uniti

Untitled #49, Washington DC © Jon Henry

Negli Stati Uniti il tema della violenza razziale è centrale come non mai e torna regolarmente alla ribalta mediatica: questo comportamento non è nato per caso, ma è la conseguenza di scelte consapevoli che hanno trasformato la violenza razziale in uno strategico strumento politico. Il comportamento della polizia ne è un esempio: Le azioni, a volte brutali, delle forze dell’ordine, fomentato spesso da ideologie razziste, sono diventate un modo per imporre l’ideologia suprematista bianca a discapito delle minoranze, in particolare quella composta dagli afroamericani.

Untitled #29, North Miami, FL © Jon Henry

Il fotografo Jon Henry, nella serie Stranger Fruit, focalizza la sua attenzione sul legame tra le madri nere e i loro figli, sottolineando come la paura della violenza sia una costante nella vita delle famiglie afroamericane degli Stati Uniti. L’idea, nata nel 2014 e che è tuttora in corso, si configura come elaborazione degli omicidi di persone nere avvenute per mano della polizia. Il titolo, Stranger Fruit, è un riferimento alla canzone cantata da Billie Holiday nel 1939 e successivamente ripresa da Nina Simone nel 1965, considerata una delle fonti di ispirazione del progetto.

Untitled #53, North Little Rock, AR © Jon Henry

Il lavoro di Henry è composto da ritratti di madri nere che sorreggono i corpi dei loro figli. Ispirandosi alla Pietà di Michelangelo, il fotografo mette in scena un lutto, un dolore universale. Le madri fotografate non hanno perso i loro figli, ma vivono nell’angoscia consapevole che qualcosa di orribile potrebbe succedere in ogni momento. In ogni scatto, gli occhi di queste donne incrociano quelli dello spettatore, ci fissano, e spetta solo a noi la scelta di accogliere il loro grido, oppure di girarci dall’altra parte. Nelle fotografie i protagonisti sono bambini e uomini adulti, inseriti in contesti semplici come parcheggi, campi da basket o parchi. L’atmosfera, apparentemente pacata e tranquilla, enfatizza la sospensione del dolore.

Untitled #33, Jersey City, NJ © Jon Henry

Le immagini sono state scattate in divere città e paesi degli Stati Uniti, questo perché, secondo l’artista, la violenza nei confronti dei neri non è relativa a un singolo luogo geografico, ma è un problema che riguarda tutti quanti, indistintamente. La fotografia di Jon Henry, attraverso il rapporto madre-figlio, affronta una delle tematiche più dolorose della società contemporanea, quella del razzismo sistemico.  Jon Henry, che vive e lavora a Brooklyn, è un artista visuale che si esprime attraverso la fotografia e la scrittura.  Nel suo lavoro tratta questioni sociopolitiche e tematiche relative alla comunità afroamericana. Il suo progetto è stato pubblicato ed esposto a livello nazionale ed internazionale.

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