Home Black Camera Talents

Cinque giovani fotografi italiani da seguire assolutamente su Instagram

La provincia più oscura e inquietante, un diario fotografico lungo un anno e altri progetti di fotografi emergenti da seguire sui social

Unreal © Giacomo Infantino

Nel mare magnum dei social network, è facile perdersi in contenuti poco interessanti e trovarsi il feed intasato da immagini viste e riviste, meme che fanno gelare il sangue e selfie sgranati. Con Black Camera abbiamo cercato di risolvere il problema, proponendovi una selezione di cinque giovani fotografi emergenti e talentuosi da seguire assolutamente.

Giacomo Infantino
Fotografo originario della provincia di Varese, con il suo lavoro ha raccontato la sua terra. Un’indagine introspettiva dei luoghi della sua provincia e della relazione intima e complessa che essa costituisce. La produzione di Giacomo, ricca di influenze cinematografiche e sfumature sognanti, è il tentativo concreto di dare forma e significato a un immaginario che l’autore evidenzia per tutta la sua ricerca artistica, tenendo come riflessione centrale l’identità dell’uomo letta attraverso il paesaggio che lo circonda.

Roselena Ramistella
Dalla passione per la medicina e l’archeologia fino alla scelta della fotografia come professione. La storia di Roselena è un grande esempio di come seguire le proprie passioni possa portare a risultati inaspettati ed esperienze magiche, come il viaggio a dorso di mulo alla scoperta di una Sicilia bucolica, sospesa nel tempo e nello spazio. Con il suo progetto Deepland ha vinto il Sony World Photography Award.

 

Guido Borso
Le sue prime esperienze nel mondo della fotografia sono state istintive, figlie di una pura passione che lega musica e immagini. Un giorno, sfogliando un libro di Ed Templeton, ha capito che la fotografia era la sua strada e così ha deciso di seguirla. Con il suo progetto Daily Dose ha scattato almeno una foto al giorno, nell’arco di tutto un anno, che aveva come oggetto ciò che gli capitava di vedere davanti agli occhi, dal punto di vista di uno spettatore quasi passivo.

 

 
 
 
 
 
Visualizza questo post su Instagram
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

NO ID(ea) #friend4ever #loyalty #mobbdeep #notimefor #poshisolation #odb #guidoborso #smoke #youth #milano

Un post condiviso da GUIDO BORSO 📸 (@guidoborso) in data:


Iamwinter – Paolo Barretta
Grande appassionato di musica e fotografia, Paolo Barretta – in arte I Am Winter – ha costruito con le immagini un mondo introspettivo fatto di memoria, ricerca personale, cromatica e identitaria. Negli ultimi tempi ha partecipato a Master of Photography, ha lavorato con Gucci e con il musicista britannico Fink.

 

 
 
 
 
 
Visualizza questo post su Instagram
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

One of my tattoos says ‘Bon Hiver’. It means ‘good winter’. 26 years old today. Such a weird birthday, today. From the beginning of 2020 I only saw the world falling down in pieces, destroying all the little things you wanted to believe in. How many things happened in six months? Too many, I’d say. Definitely too many. And they’re still happening. But there’s another one, which is something I didn’t know to have inside of me: my desire to keep going. Our desire to keep going, people. And even tho another year is passed, even tho I feel like I’m losing my time, even tho I’m totally scared of the time passing by without even asking your permission.. there’s only one thing I repeat myself: good luck. And thank you. Thanks for all the support I receive every single day, thanks to all of my friends which are not friends, but brothers and sisters. Thanks to my family for being always with me. And thanks to myself, once again, for giving me time to understand. That’s what “Bon Hiver” means to me. The biggest wish I could give myself. “Good luck, good winter, good luck for all the winters you’ll find in your life. Good luck, for all the cold you’ll have to protect yourself from. Good luck”. Yes. Good luck to me. Good luck to all of you. +26 today, happy birthday to me.

Un post condiviso da Paolo Barretta (@iamwinter) in data:


Chiara Fossati
La sua ricerca si concentra principalmente sul tessuto urbano, con un’attenzione particolare ai rapporti tra le comunità che popolano le perfierie delle città. Nel 2018 il suo progetto Villaggio dei Fiori, un lavoro di ricerca sull’omonimo quartiere nell’ovest Milano, ha vinto il Premio Pesaresi al SI Fest di Savignano sul Rubicone.

 

 
 
 
 
 
Visualizza questo post su Instagram
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

Boyz n the hood. From my ongoing project Villaggio dei Fiori, Milan, 2019.

Un post condiviso da Chiara Fossati (@chiara_fossati) in data: