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Perché non riusciamo a convivere serenamente con la natura?

Il progetto di Valter Iannetti indaga il rapporto tra uomo e natura, concentrandosi sullo sfruttamento feroce dell’uno nei confronti dell’altra

Cervinia 2019 © Valter Iannetti

L’ipocrisia del denaro e la fame della crescita monetaria usano come pretesto la magnificenza del paesaggio per ottenere un vantaggio personale, costruendo ad hoc elementi tra di loro incongruenti, fino a distruggere l’armonia che madre natura aveva creato. Questo oscuro meccanismo produce in noi un disagio del quale inizialmente non riusciamo a definire una provenienza certa: è solo osservando e meditando che riusciamo a capire e interpretare gli errori di cui siamo complici o, in alcuni casi, artefici. Il progetto di Valter Iannetti Cervinia 2005 m.l.m. riflette profondamente sull’impatto dell’essere umano sull’ambiente naturale, concentrandosi sul maestoso ghiacciaio Plateau Rosà.

Cervinia 2019 © Valter Iannetti

Le sue fotografie sono in grado di fare emergere una poetica originale, che ci racconta una Cervinia inedita, lontana dalle solite immagini da cartolina dove lo strato nevoso nasconde l’altra faccia della medaglia. La fotografia di Valter elimina quella coperta bianca e luccicante e ci mostra la cruda realtà dei fatti: il rapporto conflittuale tra la forma degli edifici e il paesaggio, come la Casa del Sole realizzata da Carlo Mollino, interrompe e occulta l’andamento sinuoso delle montagne sullo sfondo. Oltre a sembrare fuori contesto in relazione alle strutture circostanti, la struttura ha una presenza prepotente e impedisce agli avventori la possibilità di godere del panorama spettacolare.

Cervinia 2019 © Valter Iannetti

Cervinia 2019 © Valter Iannetti

In alcuni casi, l’intervento umano non è così evidente perché la maestosità della natura tende a prevalere: è il caso di alcuni blocchi di cemento in primo piano, un tempo utilizzati come basi di tralicci, oramai inutili e abbandonati e che formano una sorta di cammino verso le montagne. Piccoli particolari sui quali difficilmente ci si sofferma, perché veniamo travolti dal paesaggio stesso; ma allora perché lasciarli in stato di abbandono, se non hanno più uno scopo? perché non restituire quello spazio rubato alla natura?

Più ipotesi saltano alla mente: pigrizia? costi eccessivi per la rimozione? O forse c’è in ballo un progetto per un riutilizzo futuro?
Il lavoro di Valter Iannetti ci pone di fronte a numerose domande che ci spingono a una riflessione etica, facendo uso di un’estetica delicata e suggestiva.