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Scarti quotidiani. L’immondizia diventa arte

Le foto di Chloe Juno guardano alla vita attraverso gli oggetti di cui ci sbarazziamo, come un progetto archeologico

Someone's rubbish - Instagram - Chloe Juno

Petali e mozziconi, consumo e sentimento. La Photo of the Week di questa settimana immortala gli oggetti che per un istante hanno fatto parte delle nostre vite, prima di venire buttati. Quello che resta dell’amore dopo San Valentino, i palloncini finita la festa, ritagli di giornale e preservativi usati. Nel 2014 Chloe Juno ha avviato il progetto Someone’s rubbish, fotografando e poi postando su Instagram più di 2500 oggetti che le persone della sua Brighton and Hove, cittadina costiera del sud est dell’Inghilterra, hanno usato e gettato nell’immondizia.

Col tempo la serie è diventata uno sguardo sulla vita attraverso quello di cui ci sbarazziamo, un vero e proprio progetto archeologico, con uno studio dell’attività umana e un’analisi della cultura materiale. “Mi sono accorta che gli oggetti che abbiamo utilizzato, a cui per un periodo siamo stati legati, sono dei veri e propri documenti”, commenta la fotografa che ha dato vita a uno street museum incentrato sul consumismo della società contemporanea. Sui social sono esposti gli oggetti di cui quotidianamente ci serviamo per amore, per mangiare, per lavoro o per evadere; la vita domestica prende parte a un grande progetto fotografico sui consumi e i sentimenti delle nostre quotidianità. Anche due mozziconi delle sigarette più comuni nel Regno Unito, riposti su un letto di petali di rosa, possono astrarsi dalla quotidianità da cui provengono, possono venire riciclati come opera d’arte.

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