Sangue e proteste in Colombia | Rolling Stone Italia

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Sangue e proteste in Colombia

Nella foto della settimana di Rolling Stone, le proteste dei cittadini colombiani contro il governo Duque, che sta rispondendo con una repressione durissima

Foto: JOAQUIN SARMIENTO/AFP via Getty Images

Da giorni in Colombia si stanno verificando rivolte contro il governo ultraconservatore guidato da Iván Duque Márquez. All’inizio di aprile il governo aveva approvato una controversa riforma fiscale, volta ad aumentare le imposte sui consumi e all’eliminazione definitiva delle esenzioni fiscali per i cittadini a medio e basso reddito, per fronteggiare la crisi causata dalla pandemia in corso. Per evitare proteste, il 27 aprile un tribunale ha proibito qualsiasi tipo di manifestazione, utilizzando come pretesto il rischio di un’impennata dei contagi. Nonostante il divieto, il popolo colombiano è sceso in strada a far sentire la propria voce contro le decisioni del governo, in particolare nelle città di Bogotà e Cali. Il governo, per tutta risposta, ha schierato la polizia, che è intervenuta con decisione e violenza. La repressione è stata estremamente brutale e ha fatto uso di mezzi corazzati, elicotteri, lacrimogeni e armi da fuoco. Alcuni organi di stampa indipendenti riportano che le vittime causate dall’intervento della polizia sarebbero 31, mentre sale a 379 l’inquietante conta dei “desaparecidos”, persone di cui non si hanno più notizie da giorni. Le testimonianze di chi è stato arrestato sono agghiaccianti: si parla di torture e di stupri nei confronti di donne e omosessuali. In questo scatto possiamo osservare fiumi di persone scese in strada a protestare, nonostante il pericolo delle violenze. La nostra attenzione è catturata da una scena piuttosto insolita: c’è una donna appesa a una corda a testa in giù, proprio come la bandiera.