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Paolo Miranda, l’infermiere-fotografo

Le cronache dalla terapia intensiva di Cremona di un fotoreporter che di professione farebbe l’infermiere

Un abbraccio liberatorio tra colleghe dopo l’esito negativo del tampone per Coronavirus - Paolo Miranda - Instagram

La Photo of the Week di questa settimana non racconta l’isolamento sociale, ma un abbraccio tra infermiere dopo l’esito negativo del tampone per il Coronavirus. In prima linea, sotto il camice e la mascherina, certe emozioni rompono protocolli, decreti e imposizioni di distanza interpersonale. “La paura del contagio è forte pure per noi professionisti sanitari che da febbraio siamo in guerra, dodici ore al giorno. Dalle sette di mattina alle sette di sera”, dice Paolo Miranda, il fotografo, che di professione nella vita fa l’infermiere nel reparto di terapia intensiva dell’Ospedale di Cremona. “Fotografare è la mia passione, il mio sfogo”. Non è nato con la macchina fotografica in mano, “dal 2016 ho iniziato la mia formazione da autodidatta. Ho fatto il percorso inverso, prima il digitale e poi l’analogico”.

Meno di un mese fa si è reso conto di prendere suo malgrado parte a un avvenimento storico e si è attaccato alla sua macchina fotografica per testimoniarlo. Un crossover tra professione e passione per immortalare le cronache dalla terapia. “Di solito la mia collega è sempre così contenuta” sorride Paolo che ha assistito alla folle corsa in corsia di un’infermiera dopo un tampone negativo al Covid. “Siamo persone, e le nostre emozioni vengono fuori”.

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