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Il vecchio e il male

Il 21 dicembre è calato il sipario sulla vecchia Lega Nord, che lascerà spazio alla Lega Salvini premier. Prima di dire la parola fine, però, è intervenuto Umberto Bossi

Matteo Salvini e Umberto Bossi

Foto: Getty Images

Sabato 21 dicembre il congresso federale straordinario della Lega ha acclamato Matteo Salvini e la svolta sempre più nazionale che ha dato al partito. I 500 delegati all’interno dell’Hotel Da Vinci di Milano hanno approvato per alzata di mano il nuovo statuto del partito.  La vecchia creatura politica non verrà liquidata – anche soprattutto per la pendenza di 49 milioni con lo Stato – e nel nuovo testo rimangono i riferimenti chiave all’iconografia leghista, da Alberto da Giussano al riferimento alla Padania nell’articolo d’apertura.

Nel corso della convention ha avuto luogo l’ultimo atto della transizione compiuta in sei anni dal Capitano che ha soppiantato il Carroccio con il nuovo soggetto Lega Salvini premier. Si è modificato lo statuto del movimento fondato da Umberto Bossi nel febbraio 1991, come federazione delle forze politiche autonomiste allora esistenti.

Un percorso storico concluso in un paio d’ore, tra applausi e selfie.

Poi arriva la staffilata, pronunciata dal Senatur in carrozzina: “Mi sembra giusto aiutare il Sud altrimenti straripano come l’Africa”. 11 parole che sono la sintesi di un trentennio di retorica leghista. Un manifesto che definisce la gerarchia antropologica del più vecchio partito della politica italiana: polentoni-terroni-africani. Una frase pronunciata balbettando ma ferma nel contenuto: il padre fondatore ricorda all’astro nascente – solo temporaneamente inciampato nella torrida estate del Papeete – che “Siamo noi che concediamo non è lui che ci impone. Salvini non può imporci un cazzo”.

In settimana è uscito Umberto B. – Il Senatur un documentario che partendo dal racconto biografico compie uno spaccato della storia nazionale, fotografando le varie stagioni del Carroccio che simbolicamente hanno avuto il loro ultimo incontro nel congresso di sabato.

Lega di governo e Lega di lotta, entrambe all’opposizione. Quella di Bossi anche interna al partito.

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