'Untold Stories', la storia di Peter Lindbergh in una mostra unica | Rolling Stone Italia

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‘Untold Stories’, la storia di Peter Lindbergh in una mostra unica

L'esposizione, curata dal fotografo, anticipa la prossima edizione di 'Paratissima' e racconta la sua carriera dagli anni Ottanta fino alla sua scomparsa, nel settembre del 2019

Peter Lindbergh, Sabisha Friedberg & Jessica Stam, Paris, 2007 © Peter Lindbergh (courtesy of Peter Lindbergh Foundation, Paris)

Untold Stories è la prima mostra su Peter Lindbergh curata dall’autore stesso e a Torino viene presentata – prima volta in Italia – nella sua versione completa. Nato nel 1944 e cresciuto a Duisburg, il fotografo tedesco ha trascorso due anni lavorando a una libera raccolta di 140 fotografie che offriranno una visione profonda della sua vasta opera, dai primi anni Ottanta fino ai giorni nostri. La mostra celebra l’eredità di Peter Lindbergh, scomparso nel settembre 2019, e mostra l’approccio molto personale di questo maestro nel suo lavoro.

Peter Lindbergh, Querelle Jansen, Paris, 2012 © Peter Lindbergh (courtesy of Peter Lindbergh Foundation, Paris)

«La prima volta che ho visto le mie fotografie sui muri del mock-up della mostra, sono rimasto sorpreso, ma in modo molto positivo. È stato travolgente trovarsi così di fronte a chi io sono», diceva Lindbergh in un’intervista per il catalogo nel giugno 2019. La mostra offre un ampio sguardo inedito a immagini che di solito vivono breve esistenza, essendo per lo più commissionato e pubblicato da magazine come Vogue, Harper’s Bazaar, Interview, Rolling Stone, W Magazine o Wall Street Journal. La comprensione di Lindbergh rispetto alla fotografia di moda sosteneva che può – e dovrebbe – esistere molto bene senza mettere la moda al centro. Le sue immagini trascendono con successo il proprio contesto, ridefinendo i parametri della fotografia di moda e della cultura contemporanea.

Peter Lindbergh, Universal Studios, Los Angeles 2004 © Peter Lindbergh (courtesy of Peter Lindbergh Foundation, Paris)

La mostra si divide in tre capitoli. Due installazioni di grandi dimensioni completano la presentazione e gettano una luce fresca e sorprendente sul lavoro di Lindbergh. Manifest, la monumentale installazione di apertura, che presenta diversi blueback di grandi dimensioni, è stata sviluppata appositamente per la presentazione e fornisce un’introduzione coinvolgente e stimolante alla comprensione della fotografia di moda di Lindbergh. Nella sezione centrale della mostra, Lindbergh ha scelto e organizzato insieme le immagini che considerava personalmente fondamentali nell’ambito della sua opera. Ha sperimentato con i suoi materiali d’archivio e ha rivelato nuove storie rimanendo fedele al suo linguaggio. Fotografie emblematiche insieme ad altre mai viste prima, vengono esposte in coppia o in gruppi, dando luogo a interpretazioni inaspettate e suggestive.

Peter Lindbergh, Mariacarla Boscono, Paris, 2015 © Peter Lindbergh (courtesy of Peter Lindbergh Foundation, Paris)

La mostra si chiude con la video installazione Testament (2014), che svela un lato fino ad ora sconosciuto della pratica e del carattere del fotografo tedesco. Girato attraverso uno specchio unidirezionale, il video mostra lo scambio silenzioso tra la telecamera di Lindbergh ed Elmer Carroll. Il detenuto nel braccio della morte della Florida ha trascorso 35 minuti a guardare attentamente il suo riflesso: meditativo, introspettivo e con un’espressione facciale minima. Presentata per la prima volta, l’installazione Testament aggiunge una dimensione inaspettata alla mostra e apre una discussione su argomenti che erano di centrale importanza per Peter Lindbergh: introspezione, empatia e libertà. La mostra è organizzata a Torino dal Kunstpalast, Düsseldorf, in collaborazione con Peter Lindbergh Studio, Parigi. Dal 13 maggio al 13 agosto 2021, ARTiglieria, via Verdi 5 – Torino.

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