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‘Training Humans’, una mostra indaga il rapporto tra fotografia e intelligenza artificiale

L'esposizione ideata dall'artista Kate Crawford e dal ricercatore Trevor Paglen spiega come fanno le IA a imparare a vedere e classificare il mondo, e come questa misurazione può diventare uno strumento di giudizio morale

SDUMLA-HMT, Yilong Yin, Lilli Liu, Xiwei Sun, 2011

Immagine della mostra "Kate Crawford | Trevor Paglen: Training Humans", Osservatorio Fondazione Prada, 12.9.2019 - 24.2.2019, Foto: Marco Cappelletti Courtesy Fondazione Prada

Il 12 settembre 2019 ha inaugurato all’Osservatorio – Fondazione Prada Training Humans, una mostra ideata da Kate Crawford professoressa e studiosa di intelligenza artificiale, e Trevor Paglen, artista e ricercatore. Le fotografie esposte riguardano le immagini di training che servono ai sistemi di Intelligenza Artificiale per imparare a vedere e classificare il mondo. La mostra indaga l’evoluzione di queste collezioni di immagini a partire dalle fotografie utilizzate nei primi laboratori di riconoscimento facciale computerizzato, finanziati nel 1963 dal Central Intelligence Agency (C.I.A.) negli Stati Uniti.

Immagine della mostra “Kate Crawford | Trevor Paglen: Training Humans”, Osservatorio Fondazione Prada, 12.9.2019 – 24.2.2019, Foto: Marco Cappelletti Courtesy Fondazione Prada. Tavolo: UTK FACE, Zhifei Zhang, Yang Song, Hairong QI, 2017. Parete: SELFIE DATASET, Mahdi M Kalayeh. Misrak Seifu, Wasna LaLanne, Mubarak Shah, 2015. Foto: Marco Cappelletti, Courtesy Fondazione Prada

Dopo il boom di internet e la diffusione dei social media, le immagini a disposizione sulla rete sono cresciute in modo esponenziale dando la possibilità ai ricercatori di attingere dal web invece che dalle immagini di proprietà del governo. Tutto questo senza chiedere il permesso e il consenso dei fotografi e dei soggetti ritratti. Le immagini considerate vengono poi etichettate in base alla razza, il genere, l’età, l’emozione e a volte anche dai tratti caratteriali, metodologia che subito richiama quella razzista post coloniale. In questa chiave, dove la classificazione diventa molto invasiva e complessa, i criteri di misurazione si trasformano facilmente in strumenti di giudizio morale.

Immagine della mostra “Kate Crawford | Trevor Paglen: Training Humans”, Osservatorio Fondazione Prada, 12.9.2019 – 24.2.2019, Foto: Marco Cappelletti Courtesy Fondazione Prada. COHN-KANADE AU-CODED EXPRESSION DATABASE. Takeo Kanade, Jeffrey F. Cohn, Ying-Li Tian, 2000. Foto: Marco Cappelletti, Courtesy Fondazione Prada

Alla base della mostra ci sono due tematiche chiave: la rappresentazione e la catalogazione degli esseri umani attraverso i dataset di training, le modalità di raccolta e classificazione dei materiali da parte dei sistemi tecnologici. Altro punto di interesse sono i sistemi di catalogazione basati sulle emozioni creati sulla base delle teorie controverse dello psicologo Paul Ekman. Secondo queste linee guida, i sistemi misurano le espressioni facciali per valutare alcuni fattori, come salute mentale, affidabilità, tendenza a delinquere.
La riflessione dei due artisti è che urge ripensare tali sistemi.

Immagine della mostra “Kate Crawford | Trevor Paglen: Training Humans”, Osservatorio Fondazione Prada, 12.9.2019 – 24.2.2019, Foto: Marco Cappelletti Courtesy Fondazione Prada. Da sinistra a destra, AGE, GENDER AND EMOTIONS IN THE WILD (modelli di Gill Levi e Tal Hassner), Trevor Pagan Studio, 2019. IMAGE-NET ROULETTE, Trevor Pagan Studio, 2019. Foto: Marco Cappelletti. Courtesy Fondazione Prada.

Kate Crawford e Trevor Paglen
Training Humans
Osservatorio Prada, Milano
12 settembre 2019 – 24 febbraio 2020

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