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Tina Modotti: donne, Messico e libertà

Il MUDEC di Milano celebra la riapertura con una grande mostra dedicata alla figura della grande fotografa friulana, con una selezione di un centinaio di fotografie, video e stampe d'epoca

Tina Modotti, Pionieri, Anno: 1930, Berlino © Tina Modotti

Il MUDEC celebra la sua riapertura con una grande mostra dedicata alla figura di Tina Modotti. L’esposizione Tina Modotti: donne, Messico e Libertà è visitabile fino al 7 novembre 2021 ed è curata da Biba Giacchetti. Il percorso espositivo comprende un centinaio di fotografie, stampe originali ai sali d’argento degli anni Settanta realizzate da Tina, che Vittorio Vidali consegnò al fotografo Riccardo Toffolletti – il quale contribuì alla sua riscoperta – oltre a lettere e documenti conservati dalla sorella Jolanda. Il tutto è arricchito da un video che aiuta lo spettatore ad immergersi nella vita di questa donna straordinaria.

Tina Modotti, Donna con bandiera, Anno: 1928, Messico © Tina Modotti

Assunta Adelaide Luigia Modotti Mondini, abbreviata in Tina Modotti (Udine, 1896 – Città del Messico, 1942), fu una fotografa, attivista e attrice italiana. È considerata una delle più grandi fotografe della storia, nonché una figura di grande fascino del movimento comunista e della fotografia mondiale. Le immagini da lei scattate in Messico, dove si trasferì negli anni Venti, illustrano la sua militanza politica, umana e politico-sociale. Visse anche negli Stati Uniti, in Russia e nell’Europa segnata dal fascismo e partecipò in prima persona al soccorso delle vittime della guerra in Spagna, attività che condivise con il suo compagno Vittorio Vidali e che le costò una sorta di esilio che non le permise di fare ritorno nella sua adorata Udine. Il filo conduttore che segnò il suo lavoro, in perfetta armonia con la sua vita, fu la ricerca della libertà. Una libertà che non trovò sconti e che pagò a caro prezzo, intersecandosi continuamente con la storia e la politica.

Tina Modotti, Sombrero, falce e martello Anno: 1927, Messico © Tina Modotti

L’incontro con Edward Weston, quando ancora era uno sconosciuto, segnò la sua prima tappa importante. Poco dopo decise di trasferirsi in Messico per abbracciare le idee rivoluzionarie ed artistiche di un paese in grande fermento culturale e qui frequentò importanti peronsalità come Frida Kahlo e Diego Rivera, José Clemente Orozco e David Alfaro Siqueiros. Tina seguì i primi passi di fotografi come Manuel Alvarez Bravo e la moglie Lola, incrociò la grande fotografa Imogen Cunningham, oltre a poeti e scrittori come David Herbert Lawrence e Mayakovsky.

Edward Weston, Tina, Anno: 1924, Messico © Center for Creative Photography, Arizona Board of Regents

Nel giro di breve tempo sviluppò un suo personalissimo linguaggio fotografico, riconosciuto a livello internazionale. A causa del suo impegno politico venne cacciata dal Messico, accusata di complicità nell’assassinio del suo compagno, il giornalista cubano Mella, e di aver partecipato all’attentato al presidente Messicano. Questa fase aprì una stagione tormentata che la vide vagare tra la Germania e la Russia, per poi tornare definitivamente in Messico accanto a Vittorio Vidali. Fu proprio grazie a Vidali che, attorno agli Settanta, il lavoro di Tina Modotti iniziò a essere riscoperto e rivalutato. Nel 1977 il Moma di New York decise di dedicarle una grande retrospettiva. Tina Modotti sarà per sempre l’icona di una donna libera e indipendente, capace di raccontare per immagini le evoluzioni storico-sociali del suo tempo.

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