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Miron Zownir, poeta della fotografia radicale, in mostra a Palermo

Oltre 70 fotografie realizzate tra il 1977 e il 2019, corredate da una selezione di video tratti da alcuni suoi film, rendono omaggio a un artista dotato di un fortissimo talento, non soltanto per la fotografia

© Miron Zownir

È uno dei più radicali fotografi della scena contemporanea degli ultimi quarant’anni, le cui immagini scattate nella Berlino Ovest, a Londra e New York, nelle città post comuniste dell’Est Europa, lo hanno reso noto in tutto il mondo. Miron Zownir, il fotografo, ma anche regista e scrittore, il poeta della fotografia radicale – come lo consacrò il grande scrittore statunitense Terry Southern -, arriva per la prima volta a Palermo, con la mostra ZEITWIRDKNAPP/NON C’È PIÙ TEMPO- Retrospektive 1977-2019, a cura di Gaetano La Rosa e che inaugura venerdì 21 maggio al Centro Internazionale di Fotografia diretto da Letizia Battaglia.

Oltre 70 fotografie, di medio e grande formato, realizzate tra il 1977 e il 2019, e corredate da una selezione di video tratti da alcuni suoi film rendono omaggio alla grande personalità di un artista dotato di un fortissimo talento, non soltanto per la fotografia. Dai primi scatti degli anni Settanta, nella piena esplosione del fenomeno punk della West Berlin e Londra, alle fotografie del periodo americano degli Ottanta, che catturano la lussuria della scena gay, la protesta di artisti e performers offbeat e il mondo oscuro della prostituzione e della tossicodipendenza; fino alla Russia, in cui l’artista denuncia il declino sociale e morale dell’ex Unione Sovietica, scattando immagini di senzatetto e moribondi, Miron Zownir ha fatto dell’attenzione ai soggetti estremi della condizione umana la motivazione centrale del suo lavoro, imponendosi come fotografo senza compromessi.

© Miron Zownir

In occasione della mostra verrà presentato il libro fotografico APOTHEOSIS AND DERISION – The Living Theater Of Miron Zownir, con 73  foto dalla selezione della mostra di Palermo, edito da PogoBooks Berlin con il supporto del Goethe-Institut Palermo.

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