Mario De Biasi, cinquant’anni di fotografia in una retrospettiva a Venezia | Rolling Stone Italia

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Mario De Biasi, cinquant’anni di fotografia in una retrospettiva a Venezia

Alla Casa dei Tre Oci è in corso la mostra 'Mario De Biasi. Fotografie 1947-2003', dedicata a uno dei più grandi fotografi italiani, instancabile narratore del mondo, con 216 scatti

Gli italiani si voltano, Milano 1954 © Archivio Mario De Biasi / courtesy Admira, Milano

A Venezia va in scena una grande mostra dedicata a uno dei maggiori interpreti della fotografia italiana e internazionale. Mario De Biasi. Fotografie 1947-2003 ripercorre l’intera produzione del fotoreporter, dagli esordi della sua collaborazione con la rivista Epoca fino agli ultimi lavori. Frutto di un’immensa ricerca nell’archivio De Biasi e curata da Enrica Viganò, l’esposizione raccoglie 216 fotografie, metà delle quali inedite, e procede lungo dieci sezioni tematiche, passando per il racconto dei grandi eventi storici, i viaggi esotici, i ritratti di personaggi potenti e famosi, le scene di vita quotidiana, i volti anonimi, sfociando poi nel concettuale e nell’astratto.

Fellini e Masina, Venezia 1955 © Archivio Mario De Biasi / courtesy Admira, Milano

Tra i tantissimi inediti in mostra la Casa dei Tre Oci espone, per la prima volta, l’intera sequenza della fotografia più celebre e probabilmente più amata di De Biasi: Gli Italiani si voltano, realizzata nel 1954 per il settimanale di fotoromanzi Bolero Film e scelta da Germano Celant come immagine guida della sua mostra al Guggenheim Museum di New York, The Italian Metamorphosis 1943-1968. Una splendida Moira Orfei vestita di bianco passeggia per il centro di Milano, attirando lo sguardo di un gruppo di uomini.

Gli italiani si voltano, Milano 1954 © Archivio Mario De Biasi / courtesy Admira, Milano

Gli anni Cinquanta del Novecento costituiscono uno dei fulcri del percorso espositivo con le immagini di un’Italia devastata dalla guerra, dove si coglie, tuttavia, la voglia di rinascita e di ricostruzione; gli scorci memorabili di New York; o ancora la prospettiva ravvicinata dell’insurrezione ungherese del 1956, sotto il tiro delle pallottole, che feriscono De Biasi e gli fanno guadagnare il titolo di “Italiano Pazzo”. Al 1964 risalgono due incredibili servizi, che testimoniano l’ostinazione di De Biasi: quello in Siberia, con temperature durissime sotto i 65 gradi, e quello tra le lingue di lava dell’Etna in eruzione. Non mancano momenti di leggerezza e quotidiana intimità, che De Biasi ha raccontato in tutti e cinque i contenti, con le foto dei baci, dei barbieri di strada e delle pause pranzo realizzate da Londra a Parigi, da Roma a Vienna, dal Cairo a Teheran, dalla Tailandia al Brasile, da Israele al Nepal. In mostra anche le immagini dello sbarco sulla Luna, i suoi più famosi ritratti, tra i quali quelli di Sophia Loren, Brigitte Bardot, Fellini, Maria Callas; alcuni degli innumerevoli viaggi, in particolare a Hong Kong, in Sud America e in India. L’ultima sezione si concentra sull’amore per la natura, di cui sono rivisitati forme e segni, resi in foto come una sorta di “poesia visiva”.

Siberia, 1964 © Archivio Mario De Biasi / courtesy Admira, Milano

La mostra è visitabile fino al 9 gennaio 2022.
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