Le ‘Transformations’ di Walter Niedermayr in mostra a CAMERA | Rolling Stone Italia

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Le ‘Transformations’ di Walter Niedermayr in mostra a CAMERA

Fino al 17 ottobre nello spazio torinese dedicato alla fotografia va in scena la ricerca sui cambiamenti dello spazio di uno dei maggiori artisti contemporanei italiani e internazionali

Walter Niedermayr, Spazi Con-sequenziali / Con-sequential spaces, 303/2021 Dittico 131x211 cm, Courtesy Ncontemporary Milano, Galerie Nordenhake, Berlin/Stockholm © Walter Niedermayr

Cinquanta opere in grande formato, spesso presentare sotto forma di dittici e trittici e caratterizzate da tonalità con poco contrasto, quasi neutre. La mostra Transformations di Walter Niedermayr, curata da Walter Guadagnini, con la collaborazione di Claudio Composti e Giangavino Pazzola, accompagna lo spettatore in un percorso espositivo che include gli ultimi vent’anni di ricerca artistica di uno fra i più importanti fotografi italiani contemporanei.

Walter Niedermayr, Dreizinnenhütte, 36/2020, Quadrittico, 211×265 cm, Courtesy Ncontemporary Milano, Galerie Nordenhake Berlin/Stockholm © Walter Niedermayr

Attraverso i temi ricorrenti della sua opera come i paesaggi alpini, le architetture e il rapporto fra lo spazio pubblico e lo spazio privato, viene evidenziato l’interesse dell’autore per l’indagine dei luoghi non solo dal punto di vista geografico, ma anche da quello sociale. Sebbene in continuità con l’eredità della tradizione fotografica italiana che vede il paesaggio come primaria chiave interpretativa della società, la ricerca visiva di Niedermayr è rilevante per la capacità di rileggere tale argomento e rinnovarlo sia dal punto di vista concettuale che formale.

Walter Niedermayr, Ritratto/Portrait, 46/2014, 49,5×39 cm, Courtesy Ncontemporary Milano, Galerie Nordenhake Berlin/Stockholm © Walter Niedermayr

Per il fotografo altoatesino, infatti, oggi lo spazio fisico non può essere approcciato con un’esclusiva intenzione documentaria, ma appare come perno di una relazione trasformativa tra ecologia, architettura e società. In alcuni lavori della serie Alpine Landschaften (Paesaggi Alpini), ad esempio, la presenza dell’uomo nella raffigurazione di paesaggio è interpretata come un parametro di misurazione delle proporzioni dei panorami alpini, e al tempo stesso come metro politico del suo intervento nella metamorfosi degli equilibri naturali. Discorso che viene rimarcato anche in lavori come Portraits (Ritratti), dove i cannoni sparaneve ripresi durante la stagione estiva – quindi inattivi – diventano ambigue presenze che abitano il paesaggio. La mostra ci racconta una simultaneità di attività umane e non, che coesistono e trovano un equilibrio instabile in costate mutamento, come evidenzia la serie Raumfolgen (Spazi Con/Sequenze).

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