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Lartigue in mostra al museo Diocesano di Milano

Dopo il grande successo a Venezia, le 120 immagini esposte in 'L’invenzione della felicità', la mostra dedicata al fotografo francese Jacques Henri Lartigue, arrivano a Milano

Dani Lartigue, Aix-les-Bains, agosto 1925, pubblicata in Minerva 1926.© Jacques Henri Lartigue, Ministère de la Culture (France), MAP-AAJHL

A Milano arriva la grande mostra di Lartigue: un’esposizione di 120 fotografie a cura di Denis Curti, Marion Perceval e Charles-Antoine Revol, rispettivamente direttrice e project manager della Donation Jacques Henri Lartigue, in collaborazione con la Casa Tre Oci di Venezia e la Donation Jacques Henri Lartigue di Parigi. Oltre alle fotografie, in mostra anche alcuni materiali d’archivio, libri come il Diary of a Century (pubblicato con il titolo Instants de ma vie in francese) e riviste dell’epoca. Questi documenti ripercorrono la sua intera carriera, dagli esordi dei primi anni del Novecento fino agli anni Ottanta e ricostruiscono la storia di questo fotografo e la sua riscoperta.

Jacques Henri Lartigue, Grand Prix de l’Automobile Club de France dite aussi “L’automobile déformée”, 1913 mais datée et diffusée par Lartigue de 1912 © Ministère de la Culture (France), MAP-AAJHL

Il percorso espositivo segue un ordine cronologico affiancato da focus sui principali momenti di riscoperta dell’opera di Lartigue, a cominciare dalla rassegna del museo newyorkese, dove sono presentati i suoi primi scatti precedenti la Prima guerra mondiale, e che fanno di lui l’enfant prodige della fotografia. Ispirato dai giornali e dalle riviste illustrate di quest’epoca, Lartigue s’interessa alla ricca borghesia parigina che si ritrovava ai Gran premi automobilistici, alle corse ippiche di Auteuil, oltre che agli uomini e alle donne eleganti che le frequentavano.

Jacques Henri Lartigue, La Baule, 1979 © Ministère de la Culture (France), MAP-AAJHL

«La ‘parte di mondo’ di Lartigue – scrive Denis Curti – è quella di una Parigi ricca e borghese del nouveau siècle, e anche quando l’Europa verrà attraversata dagli orrori delle due guerre mondiali, Lartigue continuerà a preservare la purezza del suo microcosmo fotografico, continuando a fissare sulla pellicola solo ciò che vuole ricordare, conservare. Fermare il tempo, salvare l’attimo dal suo inevitabile passaggio. La fotografia diventa per Lartigue il mezzo per riesumare la vita, per rivivere i momenti felici, ancora e ancora».

La mostra è aperta fino al 10 ottobre 2021.

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