Home Black Camera Mostre Fotografia

La fotografia ribelle di Ren Hang in mostra a Prato

L'artista che ha fatto tremare il regime cinese arriva per la prima volta in Italia con un'esposizione che ripercorre la sua carriera, dagli esordi fino al tragico suicidio

Ren Hang, Untitled, 2012. Courtesy Stieglitz19 and Ren Hang Estate

Terminato il lockdown, i musei si stanno organizzando per ripartire con le loro rassegne espositive. Al Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato, primo museo toscano a ripartire, ha appena inaugurato Nudi, prima mostra italiana del giovane fotografo cinese Ren Hang, morto suicida nel 2017.

Ren Hang, Portrait Plant, 2012. Courtesy Stieglitz19 and Ren Hang Estate

La mostra, curata da Cristina Perella in collaborazione con la Ren Hang Estate di Hong Kong, raccoglie 90 fotografie provenienti da collezioni internazionali, il tutto accompagnato dalla documentazione di un backstage di uno shooting dell’artista realizzato nel 2015 e da una selezione dei suoi libri fotografici. Ren Hang è noto soprattutto per la sua ricerca su corpo, identità, sessualità e rapporto uomo-natura, che ha per protagonista una gioventù cinese nuova, libera e ribelle. Ren Hang nasce in Cina nel 1987, a Changchun capoluogo di provincia dello Jilin. A 18 anni decide di trasferirsi nella capitale cinese, Beijing, per studiare pubblicità. Poco dopo abbandonerà gli studi per dedicarsi alla fotografia da autodidatta. È lui stesso a raccontare che il suo primo soggetto fotografico fu il corpo nudo del suo compagno di stanza, mentre per il progetto My mum Ren Hang sceglie sua madre.

Ren Hang, Girl with Ants, 2014. Courtesy Stieglitz19 and Ren Hang Estate

Nel corso degli anni, l’artista continua a fotografare i suoi amici e successivamente i fan. Le sue immagini sono prevalentemente nudi molto spesso inseriti in contesti naturali, talvolta accompagnati da componenti animali e vegetali come pavoni, cigni, farfalle e fiori. Le sue fotografie sono capaci di trasportare l’osservatore in un altro mondo, un universo lontano dalle declinazioni classiche di tempo e spazio. Osservando le sue fotografie, emerge in maniera chiara la grande abilità di coordinare il corpo dei modelli, spingendoli al di là dei loro limiti fisici. Mani, gambe e seni diventano tasselli di un mosaico capaci di evocare scenari assurdi e al contempo poetici, dove il genere delle persone ritratte non è rilevante. Il suo lavoro vivace, sensuale, trasgressivo, provocatorio e violento racconta di corpi giovani e disinibiti. Nonostante abbia raggiunto molto presto la fama internazionale, la censura cinese tenta di arrestarlo diverse volte con l’accusa di aver violato le regole del buon costume.

Ren Hang, Kissing Roof, 2012. Courtesy Stieglitz19 and Ren Hang Estate

In risposta l’artista, che non ha mai cambiato di una virgola il suo stile, dichiara in un’intervista: «La politica delle mie immagini non ha niente a che fare con la Cina. È la politica cinese che interferisce con la mia arte», sottolineando la volontà di non voler politicizzare il suo lavoro. Ren Hang si suicida il 24 febbraio 2017 all’età di 29 anni,  dopo la difficile convivenza con una depressione cronica cha ha condizionato tutta la sua vita e il suo lavoro. Oltre alle immagini, ha lasciato in eredità molte poesie raccolte nel suo blog personale. Una di queste s’intitola My Depression, in cui l’artista racconta della sua lotta con se stesso e con i suoi fantasmi. Hang è un rivoluzionario della fotografia, nonché uno degli artisti più creativi a livello internazionale della sua generazione.

WEB