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John Malkovich infinito

La Fondazione Stelline di Milano ospita la mostra 'Malkovich, Malkovich, Malkovich. Homage to Photographic Masters', la serie di Sandro Miller in cui l'attore "reinterpreta" gli scatti dei più grandi fotografi di sempre

Sandro Miller, Diane Arbus / Identical Twins, Roselle, New Jersey (1967), 2014, 48,26x43,81cm © Sandro Miller/ Courtesy Gallery FIFTY ONE

La fotografia ha il grande potere di farci vivere, per un attimo, all’interno di una storia che può raccontare anche della vita di altri. Attraverso il processo dell’immedesimazione, instaurando un sentire empatico, entriamo nel vissuto dell’atro, amiamo e soffriamo con loro; ma quando e ora di andare via quello che abbiamo sentito sottopelle rimarrà per sempre dentro di noi.

Sandro, Miller, Annie Leibovitz / Meryl Streep, NYC, (1981), 2014, 53,34×24,76cm © Sandro Miller/ Courtesy Gallery FIFTY ONE

La Fondazione Stelline di Milano, fino al 6 febbraio 2022, ospita la mostra Malkovich, Malkovich, Malkovich. Homage to Photographic Masters, la serie più famosa dell’artista statunitense Sandro Miller. Il percorso espositivo, curato da Anne Morin, prodotto e organizzato da Skira, in collaborazione con Chroma Photography di Madrid e Fondazione Stelline, presenta 61 immagini che omaggiano trentaquattro maestri della fotografia come Albert Watson, Annie Leibovitz, Bill Brandt, Diane Arbus, Herb Ritts, Irving Penn, Richard Avedon e Robert Mapplethorpe, nelle quali, John Malkovich, grande amico di Sandro Miller, reinterpretando il soggetto degli scatti, muta di volta in volta in una persona diversa. Ogni scatto Sandro Miller riproduce fedelmente l’immagine originale; Malkovich, con la sua innata abilità attoriale, e mimetica, le vive e le interpreta. La mostra è accompagnata dal volume Malkovich, Malkovich, Malkovich. Homage to Photographic Masters edito da Skira.

Sandro Miller, August Sander / Boxers (1929), 2017, 35,5 x 28 cm © Sandro Miller/ Courtesy Gallery FIFTY ONE

«Non ho voluto fare una parodia – ricorda ancora Miller. Rendere omaggio ai fotografi e alle fotografie che hanno cambiato il mio punto di vista sulla fotografia è una cosa seria per me. Queste sono le immagini che mi hanno ispirato facendomi diventare il fotografo che sono oggi».

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