Italiae. Dagli Alinari ai maestri della fotografia contemporanea | Rolling Stone Italia

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Italiae. Dagli Alinari ai maestri della fotografia contemporanea

Attraverso un archivio di 75 fotografi - da Gianni Berengo Gardin a Paolo Pellegrin, da Gabriele Basilico a Luigi Ghirri, la mostra fiorentina racconta il nostro paese con le immagini

Raccontare un paese, in particolare l’Italia, per immagini non è semplice. Gli elementi fondamentali che lo caratterizzano, ambiente e abitanti, mutano costantemente, cambiandone la percezione. La fotografia, in questo caso, ci aiuta a “fermare” una realtà infinita diventando testimonianza preziosa. La mostra: Italiae. Dagli Alinari ai maestri della fotografia contemporanea, aperta dal 25 giugno al 10 ottobre 2021, all’interno degli spazi della Palazzina del Forte del Belvedere di Firenze, promossa dalla Fondazione Alinari per la fotografia, organizzata da MUS.E e curata da Rita Scartoni e Luca Criscenti, propone un viaggio nel nostro paese attraverso la fotografia. Attraverso un archivio di 75 fotografi – da Gianni Berengo Gardin a Paolo Pellegrin, da Gabriele Basilico a Gian Paolo Barbieri, da Luigi Ghirri a Mario Giacomelli e Ferdinando Scianna, solo per citarne alcuni – che hanno immortalato il nostro paese ognuno con il suo linguaggio riconoscibile. L’esposizione, attraverso questo racconto figurativo, vuole mettere in luce anche la grande vitalità della fotografia italiana.

Il percorso espositivo si divide in tre sezioni – Paesaggi, Opere, Volti – ognuna in grado di raccontare la poliedricità e i mutamenti di una realtà in continuo cambiamento: Nord e Sud, città e campagna, lavoro e feste, tradizione e innovazione, storia sociale e vita culturale. Frammenti di realtà dove la sorpresa è nella “messa in scena”, nelle scelte originali di ciascun fotografo. Un progetto che è anche un modo di ripercorrere le trasformazioni del Paese, con un linguaggio capace di cogliere le diversità geografiche, le profondità della storia e di entrare nelle pieghe di un territorio ricco di storia e di memoria.  «La mostra apre con un’opera di Walter Niedermayr e chiude con un toccante scatto di Paolo Pellegrin – spiega la curatrice Rita Scartoni – Nel mezzo tanti autori, tutti amatissimi, dai maestri del Novecento, come Mario Giacomelli, Luigi Ghirri, Gabriele Basilico, ai contemporanei Alex Majoli, Olivo Barbieri, Mario Spada, Gabriele Croppi, ad artisti emergenti come Paolo Spigariol. In questo caleidoscopio di sguardi a fare da legante sono le immagini degli Archivi Alinari».

L’Archivio si apre e dialoga con il contemporaneo anche al di fuori di rigide griglie cronologiche, giocando con i formati e il tema della riproduzione e della ‘riproducibilità’, della fotografia, per cogliere attraverso assonanze quell’insieme variegato di incanti, saperi, contraddizioni che fanno dell’Italia un paese speciale. Ed è con questa chiave di lettura, la molteplicità – molteplicità degli sguardi, dei paesaggi, delle ricchezze artistiche e culturale – che l’Italia si ri-presenta al mondo, dopo un periodo particolarmente duro. Questa di Firenze è infatti l’unica sede italiana della mostra che, in duplice copia, ha già iniziato un nutrito programma di circuitazione in molti paesi europei (Minsk, San Pietroburgo e Berlino le tappe già confermate) ed extraeuropei. Voglio credere che gettare uno sguardo su chi siamo, e chi siamo stati, possa aiutarci a focalizzare le sfide del futuro”.

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