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Il surrealismo fiabesco di Paolo Ventura in mostra a CAMERA Torino

Dal 17 settembre il centro per la fotografia torinese ospita 'Carousel', un percorso all’interno dell’eclettica carriera di Paolo Ventura, uno degli artisti italiani più riconosciuti e apprezzati in Italia e all’estero

Automaton#02 (da The Automaton) 2010 © Paolo Ventura

Le sale del museo di Torino ospitano alcune delle opere più suggestive degli ultimi quindici anni di carriera di Paolo Ventura – provenienti da svariate collezioni, oltre che dallo studio dell’artista – in un’assoluta commistione di linguaggi che comprende disegni, modellini, scenografie, maschere di cartapesta e costumi teatrali. Non si tratta di un percorso lineare né di una retrospettiva, quanto piuttosto di una messa in scena di tutti i temi ricorrenti della sua poetica, fra i quali spiccano quello del doppio e della finzione.

© Paolo Ventura, Primo Jack, 2018 | Autoritratto in costume di A., 2017

Le prime sale dello spazio espositivo diventano quindi un’autentica full immersion nella poetica di Ventura, un vero e proprio ingresso all’officina dove nascono e si compongono le storie elaborate dall’artista. Un viaggio e un racconto secondo quelli che sono i temi e le modalità espressive predilette da Ventura, rappresentante di una fotografia volutamente narrativa: non a caso, i testi che accompagneranno questo percorso saranno stesi e scritti direttamente dall’artista, che diviene la voce narrante della mostra.  La seconda metà dell’esposizione sarà invece dedicata interamente a due nuovi e inediti progetti: il primo è Grazia Ricevuta, rivisitazione affettuosamente ironica del tema dell’ex voto, che Ventura naturalmente rielabora a partire dalla manipolazione dell’immagine e dalla presenza costante della sua figura e di quella delle persone a lui vicine. Un ulteriore affondo nella cultura popolare, così amata e ben conosciuta da Ventura, una cultura che da sempre fornisce icone e tematiche al multiforme artista milanese.

Winter Stories#48 (da Winter Stories) 2007/2009 © Paolo Ventura

Il secondo lavoro inedito è l’esito della partecipazione di Ventura al programma ICCD/Artisti in residenza, avviato a partire dal 2017 dall’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione di Roma, ed esposto per la prima volta grazie alla collaborazione fra CAMERA e l’Istituto del MiBACT. Sulla scorta della riflessione sulla rappresentazione delle vicende risorgimentali, Ventura indaga il tema della guerra e della sua rappresentazione in fotografia, influenzata dalla difficile accettazione della modernità del mezzo fotografico in un paese fortemente legato alla tradizione come l’Italia del XIX secolo. Tutto questo attraverso il romanzesco rinvenimento di una serie di rare carte salate risalenti al periodo risorgimentale, nel corso della residenza romana dell’artista. ​

Lo zuavo scomparso #05 2012 © Paolo Ventura

Conclude la mostra una grande e spettacolare installazione, che trasforma l’intero lungo corridoio di CAMERA nel palcoscenico sul quale appare e si sviluppa una città immaginaria, composta dalle tante architetture realizzate da Ventura nel corso degli anni, riassemblate e reinventate per questa occasione in un allestimento di grande suggestione.  Curata da Walter Guadagnini la mostra sarà accompagnata da un volume monografico, pubblicato da Silvana Editoriale, che ripercorre per la prima volta in modo esaustivo e organico tutte le tappe salienti della ricerca dell’artista.

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