Il cibo è il grande protagonista di FOTO/INDUSTRIA 2021 | Rolling Stone Italia

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Il cibo è il grande protagonista di FOTO/INDUSTRIA 2021

Torna a Bologna la biennale organizzata dalla Fondazione MAST dedicata al mondo del lavoro e dell'industria. Il tema di quest'anno è il cibo e i suoi legami con la storia, la scienza, la politica e l’economia

HENK WILDSCHUT TORSIUS EGGS, PUTTEN, MARCH 2012 © Henk Wildschut

Le scelte legate al consumo di cibo hanno subìto, recentemente, delle trasformazioni epocali, influenzate dalla globalizzazione e dalle scelte produttive adottate dalla società. Senza dubbio il cibo rappresenta un elemento cardine della nostra vita, che determina aspetti tanto economici quanto culturali. La Fondazione MAST, quest’anno, organizza la quinta edizione di Foto/Industria, l’unica Biennale al mondo dedicata alla fotografia dell’industria e del lavoro, che si tiene a Bologna fino al 28 novembre sotto la direzione artistica di Francesco Zanot. Il titolo di quest’anno è FOOD: un argomento fondamentale per i suoi legami con la storia, la scienza, la politica e l’economia. Le 11 mostre, che occupano le principali sedi del centro cittadino, trattano i seguenti argomenti: l’impatto sull’ambiente da parte dell’industria alimentare, il rapporto tra la geografia e l’alimentazione, la tecnologizzazione degli allevamenti e delle coltivazioni, il problema del grano, l’alimentazione naturale ed organica, i mercati e le produzioni locali e la pesca dei mari e fiumi.

ANDO GILARDI Giovani donne portano zucche sulla testa. “Le zucche, d’estate sono mangime, d’inverno cibo”. Quando il gallo canta a Qualiano, ampia fotoinchiesta di Gilardi sulla sindacalizzazione dei braccianti agricoli, in questo paese particolarmente sentita. Qualiano (Napoli), ottobre 1954. © Fototeca Gilardi

Tra gli undici fotografi partecipanti, tre sono italiani:  Ando Gilardi (1921-2012), fotografo, storico, critico ed editore, una delle personalità più eclettiche del panorama della fotografia italiana. Nel 1959 fonda la Fototeca Storica Nazionale, ente pioneristico che indaga la funzionalità e gli usi della fotografia nel contesto sociale. La mostra Fototeca, ospitata al MAST fino al 2 gennaio 2022, espone alcune sue fotoinchieste realizzate tra gli anni Cinquanta e Sessanta, incentrate sul mondo contadino, il lavoro nei campi e nelle aziende. Oltre a questo, è possibile vedere anche una selezione di figurine, incarti, pubblicità, raccolte dall’artista stesso e rifotografati. Un viaggio inusuale attraverso le molteplici iconografie del cibo.

Maurizio Montagna (1964), è un fotografo esperto nell’indagine del territorio, dell’architettura e della relazione tra uomo e ambiente. Il suo progetto Fisheye, visitabile presso la Collezione di Zoologia dell’università di Bologna, racconta il territorio della Valsesia attraverso il suo rapporto antichissimo con la pesca. Lorenzo Vitturi (1980), è un artista che si esprime attraverso la fotografia, la scrittura, la pittura, l’installazione e la performance. Nella sede di Palazzo Pepoli, presenta Money Must Be Made. Un lavoro nato nell’ambito di una residenza a Lagos (Nigeria), per volontà dell’African Artists Foundation. Vitturi ha fotografato Balogun, il più grande mercato del mondo; raccontando una situazione unica dove la cultura locale, con le sue antiche tradizioni, si scontra con i mercati globali.

HERBERT LIST Gli uomini tirano lentamente le reti cantando un’antica canzone, Favignana, Italia / The nets are raised slowly, while the men are singing an old song, Favignana, Italy 1951 Collezione MAST. Courtesy of The Herbert List Estate / Magnum Photos

Gli otto artisti stranieri sono: Hans Finsler, grande maestro della fotografia oggettiva. Tutta la sua carriera si è incentrata sulla fotografia di oggetti. In questa mostra, ospitata presso San Giorgio in Poggiale, vediamo la serie Schokoladenfabrik, realizzata nel 1928 per l’azienda Most. In queste immagini, apparentemente semplici, ogni cioccolatino viene fotografato con estrema precisione generando un senso di sospensione temporale. Herbert List, grande maestro della fotografia tedesca, e non solo. All’interno delle sale di Palazzo Fava, nel salone decorato da Ludovico Carracci, possiamo ammirare la famosa dedicata all’isola siciliana di Favignana. In queste 41 fotografie l’artista ci racconta la mattanza e la lavorazione del tonno. Un lavoro fondamentale che unisce la narrazione poetica di una comunità, e l’importanza del documento storico. Sempre Palazzo Fava, ospita il famoso fotografo francese Bernard Plossu. Nel suo lavoro Factory of Original Desire, l’autore immortala, nei suoi viaggi in giro per il mondo, momenti di vita quotidiana legati al cibo. Mishka Henner, a Palazzo Zambeccari, nel suo In the Belly of the Beast, attraverso l’elaborazione di immagini e video satellitari, o prese da internet, affronta il tema degli allevamenti e della relazione uomo, animali e sviluppo tecnologico.

TAKASHI HOMMA Winterthur 2000/2010 © Takashi Homma. Courtesy Galleria Viasaterna, Milano

Takashi Homma, all’interno del padiglione dell’Espirit Nouveau di Le Corbusier, presenta due progetti fotografici. Il primo affronta l’iconografia del McDonald’s, concentrandosi sulle differenze architettoniche dei suoi ristoranti in giro per il mondo; il secondo progetto, invece, racconta della caccia al cervo in Giappone partendo dalle scie di sangue sulla neve. L’olandese Henk Wildshut, a palazzo Paltroni, presenta il lavoro Food. In questa ricerca l’artista, attraverso la fotografia, indaga l’avanzamento dello sviluppo tecnologico apportato all’aumento della produzione, con uno sguardo particolare sul mondo degli allevamenti intensivi. Il MAMbo – Museo di Arte Moderna di Bologna – presenta un’importante retrospettiva dell’artista americana Jan Groover, famosa per i suoi still life realizzati all’interno della sua abitazione domestica. Lo stile, e la poesia dei suoi lavori, trova profonda e intensa affinità con il lavoro del artista Giorgio Morandi. Ultima, ma non meno importante, l’artista, ricercatrice e attivista Vivien Sansour. All’interno del salone di Palazzo Boncompagni, presenta una grande installazione, un tavolo imbandito a festa, per celebrare l’importanza della condivisione del cibo, e la salvaguardia dei semi antichi che stanno sparendo. Un’importante riflessione sul cibo come strumento di trasmissione della storia, non solo personale ma soprattutto collettiva.

LORENZO VITTURI 16th Floor Aerial View #2 2017 © Lorenzo Vitturi. Courtesy of the artis

La chicca finale di questa manifestazione è il Photo Boook; il libro non è solo raccoglitore di fotografie, ma è anche un ricettario. Lo chef e scrittore Tommaso Melilli, ha pensato e abbinato una ricetta diversa per ogni autore in mostra.

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