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I tatuaggi dei criminali russi in mostra a Bologna

'Russian Criminal Tattoo' di Sergei Vasiliev, in esposizione a ONO arte dal 10 settembre, racconta con le immagini i tatuaggi dei detenuti delle carceri russe

Russian Criminal Tattoo © Sergei Vasiliev 2020

In occasione dell’apertura della sua nuova sede bolognese, ONO arte presenta la mostra “Sergei Vasiliev – Russian Criminal Tattoo”, dedicata ai tatuaggi dei detenuti delle carceri russe, che è a tutti gli effetti una storia della Russia dagli anni Settanta alla fine dell’era Sovietica raccontata sulla pelle dei suoi cittadini. La mostra è realizzata in collaborazione con l’associazione Amici dell’Ermitage e Francesco Bigazzi.

Russian Criminal Tattoo © Sergei Vasiliev 2020

I tattoo dei criminali sono simboli sbiaditi di una vita dedicata al sangue, alla violenza e come nella tradizione di quest’arte sono portatori di un codice ben definito ed accessibile a pochi. Lontano da essere una variegata collezione di disegni e scritte, ogni tatuaggio ha il suo significato e, per chi li sa codificare, possono essere letti come una sorta curriculum vitae. Queste immagini, a volte inquietanti, altre tragiche o irridenti, sono state scattate da Vasiliev che eccezionalmente ottenne l’accesso a più di 30 delle prigioni più dure della Russia in un periodo di oltre 40 anni, che tocca il suo apice negli anni Ottanta. Gli uomini nelle foto sono tutti membri di gang, rinchiusi per una varietà di crimini tra cui furto, racket e omicidio: un pugnale al collo significa che il soggetto ha ucciso e avrebbe ucciso di nuovo al giusto prezzo (il numero di gocce di sangue sulla lama indica il numero di omicidi che ha commesso), mentre una rosa sulla spalla significa che ha compiuto 18 anni in prigione. I bianchi e neri di Vasiliev, e la sua cifra stilistica, raccontano per immagini un mondo nel quale l’isolamento delle persone più che fisico era spesso soprattutto mentale.

Russian Criminal Tattoo © Sergei Vasiliev 2020

I tatuaggi criminali hanno, oramai da anni, iniziato a destare interesse e ad influenzare fotografi, registi, scrittori e, più in generale, i creativi occidentali e al tempo stesso hanno riportato alla luce un aspetto della Russia e del suo mondo criminale rimasto segreto almeno fino alla fine dell’Unione Sovietica. Sono a tutti gli effetti un aspetto culturale che contraddistingue il mondo russo, in cui la pelle era forse l’unica vera proprietà privata, e rispecchiano il passaggio non indolore dall’Unione Sovietica alla moderna Russia.

Russian Criminal Tattoo © Sergei Vasiliev 2020

La mostra (10 settembre – 31 ottobre) si compone di 40 scatti vintage realizzati e stampati tra il 1987 e il 1989.

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