Gli anni della Dolce Vita rivivono in una mostra | Rolling Stone Italia

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Gli anni della Dolce Vita rivivono in una mostra

66 fotografie in bianco e nero scattate da alcuni tra i maggiori fotografi italiani ripercorrono gli anni d'oro della cultura romana e italiana, con un'esposizione ospitata dal Museo Ghergo Montefano

Sophia Loren, Venezia 1957 © Mario Lasalandra

Roma, Mastroianni, Sophia Loren, Anita Ekberg, Federico Fellini: a Montefano vanno in scena i miti anni della Dolce Vita, con una mostra fotografica organizzata dall’Associazione Effetto Ghergo. L’esposizione raccoglie 66 fotografie in bianco e nero scattate da alcuni tra i maggiori fotografi italiani tra la fine degli anni Cinquanta ed il 1968. Uno spaccato di vita italiana dell’epoca, immagini che sono appunti ritrovati di ciò che eravamo e forse ancora siamo. Il primo evento nell’ambito dell’Edizione 2021 del Premio Arturo Ghergo è Gli Anni della Dolce Vita al Museo Ghergo di Piazza Bracaccini a Montefano, ideata e realizzata dalla FIAF – Federazione Italiana Associazioni Fotografiche – e curata da Fulvio Merlak, Claudio Pastrone e Giorgio Tani.

Marcello Mastroianni, Mirafiorni anni ’50 © Archivio FIAT

La mostra è impostata lungo un doppio filo narrativo: il primo, dal titolo La Dolce Vita racconta Roma con la sua Cinecittà, negli anni in cui la capitale è al suo apogeo ed è il punto di arrivo per tanti divi stranieri, un palcoscenico in cui mettersi in mostra, lo spettacolo nello spettacolo. Vita e consuetudini sono stati condizionati dagli allora mezzi di comunicazione più importanti, il cui principe è il cinema: proponendo storie tra sogno e realtà, influisce anche sui comportamenti degli spettatori, evocando stili di vita fino ad allora inimitabili. È in quegli anni che nasce la figura del paparazzo, che batte Via Veneto in cerca di dive ed attori, o di protagonisti della beltà romana dai patrimoni altisonanti: La Dolce Vita, il film di Federico Fellini che ha stigmatizzato la poesia, l’amaro e il fatuo di una concezione di vita resa pubblica proprio dagli obiettivi dei fotografi d’assalto, si incastona in un paese il cui volto sta cambiando e la svolta epocale è dietro l’angolo.

Patty Pravo, 1968 © Cesare Colombo

Il secondo filone narrativo è dedicato al contraltare di quella vita brillante e mondana: si tratta di un decennio di cambiamenti epocali, di rivoluzione nelle idee e nelle ambizioni degli italiani, nel quotidiano vivere. È qui che si ritrovano gli sguardi sul Mezzogiorno – bianco, incrinato e povero – che guarda al nord industrializzato del paese con la speranza, e forse l’illusione, di una migliore condizione di vita. Il boom economico di quegli anni porta centinaia di migliaia di italiani a muoversi verso nord per entrare in fabbrica e trasferirsi in quelle periferie costruite apposta per loro e che nel corso degli anni hanno creato profonde fratture e disparità sociali.

Sandra Milano, anni ’60 © Chiara Samugheo

La mostra è un cammino, una memoria collettiva per immagini – le fotografie raccontano più delle parole – una narrazione visiva di quegli anni straordinari che hanno visto cambiare la nostra società. La preview della mostra è in programma per venerdì 23 aprile alle ore 18, sulla pagina Facebook di Effetto Ghergo e sarà aperta al pubblico appena le disposizioni ministeriali anti Covid lo permetteranno.

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