Home Black Camera Mostre Fotografia

‘Essere Umane’: le grandi fotografe raccontano il mondo

Da Dorothea Lange a Annie Leibovitz: cento anni di fotografia al femminile in mostra al Complesso Museale di San Domenico di Forlì

Coney Island, NYC, Bather reclining, 1939-1941. © Lisette Model

Da sempre e in numerosi settori le donne incontrano innumerevoli ostacoli nel loro percorso di affermazione. A differenza di altri campi artistici come la pittura, la scultura o la musica, la fotografia è un linguaggio che va contro questa tendenza ed è un mondo ricchissimo di grandi figure femminili che hanno fatto la storia, non solo come affermate fotografe ma anche come studiose. Si intitola Essere Umane la mostra fotografica del ciclo Mostre del Buon Vivere, curata da Walter Guadagnini, che inaugurerà ai Musei di San Domenico di Forlì il prossimo 28 novembre come evento di apertura del Festival del Buon Vivere 2020.

© Tina Modotti, Donna con bandiera, Messico, 1928. Archivio Cinemazero Images

Tra le oltre 250 fotografie in mostra, si possono segnalare sin d’ora le leggendarie immagini di Lee Miller nella vasca da bagno di Hitler, la strepitosa serie delle maschere di Inge Morath, realizzata con Saul Steinberg, gli iconici volti dei contadini durante la Grande Depressione di Dorothea Lange, il sorprendente servizio di Eve Arnold su una sfilata di moda ad Harlem negli anni Cinquanta e i rivoluzionari scatti di Annie Leibovitz per una epocale edizione del Calendario Pirelli.

© Dorothea Lange, Migrant Mother, Nipomo, San Luis Obispo County, California, 1936, courtesy of Library of Congress Prints and Photographs Division Washington/Studio Trisorio

Un viaggio per immagini nell’evoluzione del linguaggio fotografico mondiale, con una specifica attenzione allo “sguardo femminile”, a partire dagli anni Trenta del Novecento, quando grazie all’affermazione delle prime riviste illustrate la fotografia è diventata il principale linguaggio della comunicazione contemporanea. In mostra sarà possibile seguire questa evoluzione attraverso i grandi reportage di guerre, il racconto dei cambiamenti dei costumi sociali, la ricostruzione post-bellica e le questioni di genere, l’affermarsi della società dei consumi e l’osservazione del ruolo della donna nei paesi extra-occidentali. «Abbiamo voluto creare una mostra che per ampiezza di orizzonte equalità delle autrici possa posizionarsi tra le più importanti rassegne dedicate alle fotografe di tutto il mondo» dichiara Guadagnini. «Le autrici che con i loro scatti hanno raccontato l’ultimo secolo con immagini di un Buon Vivere praticato ma anche spesso negato».

© Paola Mattioli, Senza titolo, dalla serieLa donna e lo specchio, 1977

Sono tre le sezioni temporali che compongono la mostra:
Dagli anni Trenta agli anni Cinquanta, all’interno della quale vengono affrontati temi cruciali come quello della grande crisi economica statunitense degli anni Trenta, la tragedia della seconda guerra mondiale e la successiva ricostruzione, eventi testimoniati dagli sguardi delle americane Dorothea Lange, Margareth Bourke-White, Berenice Abbott, Lee Miller, Lisette Model e Ruth Orkin, e delle europee Tina Modotti, Giséle Freund e Inge Morath.
Dagli anni Sessanta agli anni Ottanta: il focus si concentra sui grandi rivolgimenti sociali e di costume, la guerra del Vietnam, l’affermazione della società dei consumi, la mafia e le questioni di genere, che hanno caratterizzato il periodo. In alcuni casi, le artiste non si sono limitate a essere testimoni ma sono state anche protagoniste attive di tali rivolgimenti. Tra le presenze, si citano Susan Meiselas, Eve Arnold, Annie Leibovitz, Diane Arbus, Lisetta Carmi, Carla Cerati, DayanitaSingh, Graciela Iturbide, Paola Mattioli, Claudia Anduja.
Negli ultimi anni del Ventesimo secolo e i primi del Ventunesimo: il viaggio si concentra sull’emersione e sull’affermazione di tutte quelle culture extra-occidentali che acquistano nel periodo una centralità prima sconosciuta e che portano con sé anche tutta una serie di questioni relative al ruolo femminile all’interno dei diversi contesti socio-culturali ed economici. Qui le protagoniste sono fotografe africane come Zanele Muholi, asiatiche come Cao Fei, iraniane come Shadi Gadhirian o Natasha Tavakolian, italiane come Silvia Camporesi, la ceca residente in Germania Jitka Hanzlova e la giovanissima russa Nanna Heitmann, un’europea che vive in Sudamerica come Cristina De Middel, prorpio a rimarcare la specificità di questo momento storico, e come esso si rispecchi nella ricerca fotografica.

ESSERE UMANE
Complesso Museale di San Domenico Forlì
Da sabato 28 novembre 2020 fino a sabato 20 febbraio 2021

WEB