David LaChapelle in mostra a Napoli | Rolling Stone Italia

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David LaChapelle in mostra a Napoli

Una mostra speciale dell’iconico artista americano arriva a Napoli: una collezione esclusiva studiata appositamente per la città e per il Maschio Angioino con opere inedite, in un costante dialogo tra il lavoro esposto e lo spazio ospitante

© David LaChapelle - Behold, 2017, Hawaii

Al Maschio Angioino una mostra unica nel suo genere, che è prima di tutto un’indagine intima nel lavoro dell’artista, curata da Vittoria Mainoldi e Mario Martin Pareja. La mostra, curata da ONO arte e Contemporanéa, è un’installazione site specific che include opere mai esposte prima. Questa nuova esposizione, che invita i visitatori a ripercorrere i momenti salienti della prolifica carriera di LaChapelle, presenta quaranta pezzi tratti dai vari periodi significativi della carriera dell’artista – dal 1980 fino ad oggi – offrendo una selezione di opere inedite provenienti dall’archivio del fotografo, unite a capolavori iconici e diverse anteprime. La mostra David LaChapelle esplora la rappresentazione acuta che l’artista fa dell’umanità nel particolare tempo in cui viviamo. L’indagine offre spunti stimolanti e presenta lavori che contribuiscono a cementare il ruolo di LaChapelle tra gli artisti più influenti del mondo. Pienamente consapevoli dell’artificio creativo, le immagini di LaChapelle si distinguono per la capacità di relazionarsi e dialogare con le manifestazioni della civiltà occidentale su temi vasti, dal Rinascimento classico ai giorni nostri.

©David LaChapelle – Virgin Mary, 2021, Los Angeles

Attraverso il suo stile in evoluzione, il corpus del lavoro del fotografo comunica le paure, le ossessioni e i desideri della nostra società contemporanea, sfuggenti sempre più ad una facile categorizzazione. Da non perdere sono le opere seminali Deluge (2007), in cui LaChapelle re-immagina un diluvio biblico, ambientandolo a Las Vegas, traducendo e rendendo contemporanea l’opera di Michelangelo della Cappella Sistina; e Rape of Africa (2009) che vede la modella Naomi Campbell nel ruolo di Venere in una scena di ispirazione botticelliana ambientata nelle miniere d’oro africane. In mostra verranno anche presentate delle opere tratte dalle vivide e coinvolgenti serie Landscape (2013) e Gas (2013), progetti di natura morta in cui LaChapelle assembla found objects per creare raffinerie di petrolio e stazioni di servizio, prima di presentarle come reliquie in una terra reclamata dalla natura. Infine, in esclusiva per la Cappella Palatina, alcuni dei negativi fotografici dipinti a mano realizzati negli anni Ottanta da LaChapelle, mentre l’artista adolescente esplorava le idee della metafisica e della perdita, sullo sfondo della devastante epidemia di AIDS. Questi negativi faranno parte di una installazione site specific mai realizzata prima ed entreranno in dialogo con le opere più recenti di LaChapelle – alcune presentate per la prima volta in questa occasione – in cui il fotografo viene come catturato da un timore reverenziale per il sublime e dalla ricerca di spiritualità. Come si può vedere in Behold (2017), opera simbolo della mostra.

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