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Cartoline dall’Impero Romano

Sospese tra passato e contemporaneità, le fotografie di Alfred Seiland raccontano le tracce lasciate dall'Impero Romano nelle nostre città. È un lavoro imponente che esplora il nostro rapporto con il mondo antico

IMPERIVM ROMANVM © Alfred Seiland

Nelle grandi capitali europee, e non solo, le vestigia dell’antichità fanno parte dell’immaginario e dell’arredo cittadino. Nello sviluppo del tessuto urbano, il dialogo tra mondo antico e realtà contemporanea rappresenta un tema sempre di attualità, soprattutto se il nuovo non riesce a inglobare l’antico in un unico flusso di continuità. Nell’ambito della IV Edizione del Brescia Photo Festival, il Museo di Santa Giulia ospita, fino al 17 ottobre, la prima retrospettiva italiana dedicata al fotografo austriaco Alfred Seiland: la mostra arriva in Italia dopo il successo delle esposizioni al Museo Romano Germanico di Colonia, ai Recontres di Arles e all’Albertina di Vienna.

IMPERIVM ROMANVM © Alfred Seiland

Curata da Filippo Maggia e Francesca Morandini e promossa dal comune di Brescia e dalla Fondazione Brescia Musei e cooprodotta da Skira, la mostra raccoglie ed espone, per la prima volta in Italia, 136 immagini di grande formato tratte dal grandioso progetto IMPERIVUM ROMANVM, realizzato in oltre quindici anni di lavoro dal fotografo austriaco. Il cuore dell’esposizione è rappresentato da 20 inediti, tra cui un portfolio di 6 scatti realizzati proprio a Brescia tra il 2019 e il 2020, che immortala il patrimonio antico della città e ne documenta l’importanza e il valore sociale, in continuo cambiamento, il tutto accompagnato da una video intervista di approfondimento. L’esposizione rientra nel programma delle celebrazioni per la restituzione della Vittoria Alata, l’importante scultura romana che, dopo due anni di restauri, ritorna a casa.

IMPERIVM ROMANVM © Alfred Seiland

40 paesi vengono raccontati attraverso i siti archeologici come Palmira, Samaria o Epidauro. Il progetto racconta, attraverso fotografie a volte iperrealiste e pop, altre simboliste ed estremamente minimali, il lungo viaggio del fotografo nei territori che anticamente formavano il grande impero romano. Le rovine si presentano in tutta la loro potenza come elemento di congiunzione tra passato e contemporaneo. Il pubblico in questo caso viene coinvolto a indagare sulle trasformazioni delle città e del paesaggio: l’occhio del fotografo ne esalta il riuso talvolta consapevole talvolta casuale, ed espone il surreale dialogo tra le antiche glorie monumentali e i moderni tessuti urbanistici, gli spazi del turismo di massa, dello sport e della cultura del tempo libero.

IMPERIVM ROMANVM © Alfred Seiland

Con questo progetto, perennemente in divenire, Seiland racconta il senso di comunità dell’impero romano e dà un nuovo significato a quella integrazione che aveva avviato e realizzato per tutto l’arco della sua storia e che le locali vicende storico-culturali hanno modificato o distrutto. Tra le fotografie riaffiorano tracce, forme, materiali e luoghi con i quali le società contemporanee che risiedono nei territori un tempo occupati dall’Impero continuano a rapportarsi, con modalità spesso inattese e sorprendenti.

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