'Sono nata durante il lockdown', il libro che parla di maternità e pandemia | Rolling Stone Italia

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‘Sono nata durante il lockdown’, il libro che parla di maternità e pandemia

Il volume edito da Seipersei è un diario visivo dell’autrice Erminia Aurora Rizzacasa che racconta la sua maternità e il parto avvenuto durante il primo lockdown del marzo scorso

La copertina del libro

La casa editrice Seipersei ha recentemente annunnciato l’uscita del nuovo libro Sono nata durante il lockdown, con le fotografie e i testi di Erminia Aurora Rizzacasa. Il volume è un diario visivo dell’autrice che racconta la sua maternità e il parto avvenuto durante il primo lockdown del marzo scorso. La prevendita del libro sul sito www.seipersei.com coincide esattamente con un anno dalla nascita di sua figlia Irene.

Sono nata durante il lockdown © Erminia Aurora Rizzacasa/Seipersei

«Mi ero promessa che, una volta finita l’università, mi sarei dedicata ai miei progetti personali. Piena di soddisfazione per il mio traguardo, avrei abbracciato mio marito, i miei genitori, i miei amici, i miei ragazzi di parrocchia, i miei colleghi. Invece fu un giorno trattenuto… dalla paura, dal silenzio, dalle prime distanze fisiche obbligate, dall’insicurezza di tutti».

Sono nata durante il lockdown © Erminia Aurora Rizzacasa/Seipersei

«I festeggiamenti furono annullati. Le visite dei parenti e degli amici si interruppero. L’accompagnamento ospedaliero alla nascita si chiuse. Non potevamo più uscire. Ci siamo chiusi nel nostro nido familiare immaturo, ancora in costruzione per la creatura; stavamo prendendo coscienza di essere soli in questo momento così delicato. Così è arrivata anche la paura, tanta paura. Come farò a proteggere mia figlia, la mia famiglia?»

Sono nata durante il lockdown © Erminia Aurora Rizzacasa/Seipersei

«In ospedale, poche ore dopo la nascita della bambina, ci hanno parlato di una nuova normativa, entrata in vigore proprio quel giorno, il 20 marzo 2020: “I padri non possono rimanere in reparto e non possono accedere nelle ore del passo”.  Ci dovevamo separare, dovevo rimanere lì da sola, con la bambina. Ci saremmo rivisti alle mie dimissioni, fuori dall’ospedale. No, per favore. Vi prego!  Siamo appena nati tutti e tre.  Non chiedeteci di separarci. Ma non c’erano alternative. E così fu».

Sono nata durante il lockdown © Erminia Aurora Rizzacasa/Seipersei

«Io ero rimasta sola, senza poter toccare altra persona che mia figlia. L’odore di quel giorno è rimasto indelebile. Non era come oggi, non c’erano mascherine disponibili sul mercato. Ho tenuto quella del parto il più possibile, macchiata di sangue e impregnata di sudore e saliva.  Quando siamo state dimesse dall’ospedale, non ho baciato mio marito finché non mi sono fatta una doccia bollente nel mio bagno, nella speranza di non aver contratto il virus».

Sono nata durante il lockdown © Erminia Aurora Rizzacasa/Seipersei

«Alla fine, a casa, nell’isolamento, nella mancanza degli affetti, nel silenzio e nella delicatezza del sonno di mia figlia – che aveva così pochi giorni – ho dato spazio e tempo al mio pianto liberatorio. Quella corona di alloro al muro mi ricordava che ce l’avevo fatta. Mia figlia che dormiva beatamente, mi diceva che l’avevo portata sana a casa, che ce l’avevo fatta. Guardandomi allo specchio potevo dire che, fino a quel momento, io ce l’avevo fatta. Spesso scivolo, inciampo, zoppico ma senza fermarmi mai. Per Irene. Per Lorenzo».

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