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‘Quello che resta’ di Alberto Gandolfo

Alberto Gandolfo, fotografo palermitano, decide di fare luce su queste zone d’ombra della storia. Sceglie così di fotografare i “sopravvissuti”; parenti e amici dei protagonisti di questi eventi tragici.

La copertina del libro edito da Silvana Editoriale

Ci sono fatti di cronaca che hanno segnato in maniera indelebile la storia e la società contemporanea del nostro paese. Ripercorrerne le vicende non è semplice, è un territorio accidentato e segnato da ferite profonde, morti tragiche e processi insabbiati. La strage di Piazza Fontana, gli orrori dei delitti di Cosa Nostra, il caso di Eluana Englaro e la vicenda di Stefano Cucchi, solo per citarne alcuni. Storie che inevitabilmente ci appartengono e che fanno parte della nostra eredità storica.

Famiglia Pinelli © Alberto Gandolfo

Alberto Gandolfo, fotografo palermitano, decide di fare luce sulle zone d’ombra della storia. Sceglie così di fotografare i “sopravvissuti”: parenti e amici dei protagonisti di questi eventi tragici. Coloro che non solo hanno dovuto affrontare la perdita di una persona amata, ma hanno dovuto lottare per ottenere verità e giustizia. Questo viaggio, cominciato nel 2017, è diventato un libro intitolato Quello che resta; raccoglie 100 ritratti, realizzati in bianco e nero con la fotografia istantanea, e racconta 27 storie.

Famiglia Agostino © Alberto Gandolfo

Ogni storia viene introdotta da brevi schede monografiche che ripercorrono le evoluzioni giuridiche – molte delle quali ancora in corso – e umane dei soggetti coinvolti. Tra i personaggi ritratti ritroviamo Giovanni e Luisa Impastato, Beppino Englaro, Mina Welby, Silvia Pinell, Ilaria Cucchi e molti altri ancora. Come fantasmi emergono dall’ombra e si mostrano a noi con imbarazzo, diffidenza e forza. I loro occhi ci scrutano in profondità come se cercassero attraverso di noi delle risposte. Difficile rimanere impassibili. Sorgono spontanee alcune domande: «e se fosse successo a me? cosa avrei fatto se mi fossi trovata nei suoi panni?».

Ilaria Cucchi © Alberto Gandolfo

In questo lavoro la fotografia non è solo un forte strumento di denuncia sociale, ma asseconda l’ancestrale impulso umano nel produrre e conservare memoria. La forografia, trattenendo il ricordo di una perdita, riesce a imporre un’apertura a qualcosa che si vorrebbe chiudere e dimenticare per sempre.

Beppino Englaro © Alberto Gandolfo

Con una selezione tratta da questo lavoro, l’autore ha vinto il premio come Miglior Portfolio nell’ambito del Festival Fotografia Europea, edizione 2018. A marzo 2019 la stessa selezione è stata esposta nella sezione Progetti Speciali presso il MIA – Milan Image Fair. Il 6 giugno 2019 è avvenuta la presentazione in anteprima del libro, accompagnata da una mostra, nell’ambito della sesta edizione di FotoFabrika Festival di Sofia. La pubblicazione è stata esposta al festival Les Rencontres de la Photographie ad Arles, nell’ambito del Prix du Livre 2019.

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