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‘È amore. O è follia?’ L’archivio del Cocoricò di Riccione in un libro a cura di Amphibia

La leggenda vuole che dopo un viaggio a Parigi sia stato decretato di costruire sulle colline della riviera romagnola una piramide di cristallo, simbolo di unione tra cielo e terra: il Cocoricò di Riccione

È amore o è follia? Cocoricò 1991-1992. Push your limits (photo courtesy Ambhibia e Ferruccio Belmonte)

Nonostante oggi il locale sia stato chiuso, tutti quelli che hanno preso parte alle grandi feste in quel dancefloor, non possono non ricordare la magia del Cocoricò. Dagli aneddoti e dai ricordi rievocati, nasce il libro È amore. O è follia? Cocoricò 1991-1992, a cura di Jacopo Lega di Amphibia e Ferruccio Belmonte, direttore artistico della Piramide nei primi anni Novanta. 300 copie numerate, rilegate a mano, di una classica Fredigoni che con pagine nere, non a caso come la notte, attraggono il lettore con immagini di archivio, volantini, flyer e foto di quei gloriosi anni. Il libro non si limita al periodo sotto la direzione artistica di Belmonte, piuttosto circoscrive uno stile di vita che dall’apertura del Cocoricò fino alla sua chiusura ha abbracciato in Italia una generazione.

È amore o è follia? Cocoricò 1991-1992

Una raccolta di documenti che grazie all’accuratezza del suo Direttore Artistico, ricostruisce una cronologia dei ricordi, e quindi dello scandire degli episodi fatti di baci, incontri, balli e amicizie. Quello che si può definire, come si legge nelle prime pagine, Notti di Magia (volantino del 1990). Il progetto del libro è scorrevole, la sua struttura permette di unire da un lato le esperienze personali di alcuni dei personaggi più noti all’interno del Cocoricò, e qui sono i testi che parlano. Tra questi, c’è un brano in particolare che racconta del “nomadismo” di quel periodo, quando le autostrade iniziarono a popolarsi nel week end, come grandi strade californiane, simbolo di libertà e di un turbinio di emozioni che soltanto all’interno di quella struttura era possibile vivere.

L’autore del testo in questione è Roberto Spallacci, oggi noto per essere il co-fondatore di Club To Club e Latin Super Posse. Spallacci ricorda l’alchimia del Cocoricò e la nascita di un House Train, progetto al quale ha contribuito, che da Torino – passando per Novara e Napoli – portava i discepoli della notte fino a Riccione.

È amore. O è follia? Cocoricò 1992-1992. Notti di Magia, volantino del 1990 (photo courtesy Amphibia e Feruccio Belmonte)

E così dall’inizio alla fine, dal pomeriggio all’alba successiva, si viaggiava sempre e solo in compagnia della musica. L’esperienza personale diventa simbolo di un movimento, la sintesi di un’ideologia che si basa sull’age of love. Tra i ritagli di giornali, da cui si evince anche l’impatto economico positivo che il Cocoricò ha avuto su tutta la Riviera Romagnola, spiccano i colori al neon e le grafiche psichedeliche dei flyer che, con claim semplici ma arguti, richiamavano gli iniziati al tempio. Robe che a Canva oggi fanno un baffo.

È amore. O è follia? 1991-1992. Ritagli di giornale (photo courtesy Amphibia e Ferruccio Belmonte)

Un mix di glitch e pop art, con rifiniture anni Novanta che difficilmente troviamo nelle attuali PR. La ricerca artistica a cura di Amphibia si evolve inserendo alcuni scatti delle feste del Cocoricò, immagini in pellicola dove la bellezza del vintage e del film is not dead rende l’idea, per chi non ha vissuto il club, ancora più idilliaca. E si realizza che un posto così, dove son passati grandi personaggi di tutte le sfaccettature artistiche, e con questo spirito di italianità libero e spavaldo, non esiste più. Il termine sfaccettatura non salta fuori a caso: nel libro e nella storia del Cocoricò l’immagine del cristallo, per l’esattezza del diamante, e del suo potere alchemico, è molto ricorrente perché ritenuto emblema di energie vitali e del legame con Dioniso, protettore in qualche modo del tempio della musica.

Il libro sarà presentato durante la prossima edizione di Sprint Milano, fiera per editori e artisti indipendenti.

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