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Ritratti e cacciatori di caffé

'The Coffee Hunter', il progetto fotografico dei fratelli Flavio&Frank, racconta l'Uganda attraverso i volti di chi lavora nella produzione del caffé

The Coffe Hunter © Flavio&Frank

C’è chi riesce a malapena a convivere con il proprio fratello o sorella, mentre altri scelgono di costruire una carriera insieme: è il caso di Flavio&Frank, due fratelli pugliesi che hanno trasformato la propria passione per la fotografia in un lavoro. Su Black Camera raccontano il loro percorso professionale e l’ultimo progetto The Coffee Hunter, un viaggio nell’Uganda visto dalla prospettiva delle persone impegnate nella produzione di caffè nel paese. 

The Coffe Hunter © Flavio&Frank

Come avete iniziato il vostro percorso?
Nostro padre ha uno studio di fotografia, quindi abbiamo avuto un accesso diretto a questo linguaggio. Da adolescenti non volevamo seguire la sua strada, ma poi abbiamo deciso di iscriverci allo IED di Roma nel 2004. Avevamo le idee chiare sin dall’inizio: volevamo lavorare insieme e dedicarci al genere del ritratto. Quando siamo tornati in Puglia, dopo un periodo passato a Milano, volevamo fotografare le persone che in quel momento potevano mettere in risalto le nostre immagini, così ci siamo tuffati nella scena musicale pugliese, che in quegli anni stava esplodendo. Ciò che inizialmente sembrava un gioco, si è trasformato in un lavoro a tutti gli effetti: da quel momento siamo entrati nel mondo della moda, della musica e dell’advertising.

Il vostro approccio è fortemente improntato sul ritratto. Cosa cercate di comunicare attraverso le vostre fotografie?
Siamo sempre stati affascinati dalla luce e da ciò che poteva descrivere, se gestita nel modo appropriato. Inizialmente avevamo un approccio più tecnico, che poi ci ha portato a sperimentare molto. Negli anni abbiamo compreso che la persona doveva essere raccontata anche sotto l’aspetto psicologico e lo strumento della luce da solo non bastava: abbiamo cominciato a parlare molto con il soggetto prima di scattare, studiando anche come è stato ritratto da altri. Tutta la ricerca ci porta a creare un ritratto semplice, basico e capace di sintetizzare l’autenticità della persona. A volte basta anche solo una luce, un fondo bianco per tirare fuori un ritratto vero.

The Coffe Hunter © Flavio&Frank

Qual è stato il rapporto con le persone che avete fotografato per il progetto in Uganda sui lavoratori dell’industria del caffè?
Era la prima volta che ci capitava di prendere parte a un progetto del genere. Francesco Sanapo, personaggio di spicco nell’ambito dell’industria del caffè, ci ha contattato per coinvolgerci nel suo progetto: aveva in mente di produrre un lavoro fotografico e un documentario che parlasse dell’Uganda, ma anche di tutto quello che gira intorno all’industria del caffè nel paese. L’Uganda, una delle zone più produttive del mondo nel campo del caffè, è in forte espansione ma è poco conosciuta rispetto all’Etiopia e alle regioni del Sud America. Per quanto riguarda la produzione del progetto avevamo carta bianca, sapevamo solo che dovevamo incontrare delle persone addette ai lavori e fotografarle. Siamo partiti con due soli imperativi: la libertà totale e il rimanere fedeli alla nostra cifra stilistica. Giravamo nel paese con la macchina fotografica e scattavamo liberamente con l’ausilio di due flash portatili, che in alcuni casi ci hanno permesso di realizzare dei ritratti come se fossimo su un set.

The Coffe Hunter © Flavio&Frank

Quindi è stato un viaggio in cui avete potuto sperimentare molto?
Abbiamo cercato di farci coinvolgere il più possibile da quello che stava succedendo in quei giorni. Non ci era mai capitato di poter lavorare con una libertà totale, cosa che ci ha dato molti spunti per progetti futuri.

Cosa pensa il primo fotografo della famiglia, vostro padre, di quello che avete fatto?
Il nostro paziente zero! A parte gli scherzi, pensiamo che inizialmente abbia sofferto il nostro distacco repentino, però in definitiva è molto contento e soddisfatto. Archivia tutte le campagne e i lavori che produciamo, quindi crediamo sia molto orgoglioso.

 

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info@flavioefrank.it

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